Piano di Sorrento

Don Rito Maresca: lascio Mortora…il Vescovo mi ha chiesto di andare a Capri

Stampa

Nell’odierna omelia Don Rito Maresca, parroco di Mortora, ha annunciato il suo trasferimento a Capri – parrocchia di Santo Stefano – per volontà del Vescovo Mons. Francesco Alfano, una notizia che ha colto di sorpresa i parrocchiani, i fedeli e più in generale la comunità peninsulare che ha imparato a conoscere Don Rito per la molteplicità delle sue iniziative e in particolar modo per l’impegno strenuo profuso a sostegno della causa palestinese diventandone il più autorevole e apprezzato testimone, senza nascondere la circostanza che questa attività non da tutti è stata apprezzata suscitando critiche al suo indirizzo anche per forti scelte simboliche assunte dal parroco come l’esposizione della bandiera di Palestina. Prende il posto di Don Pasquale Irolla che dal 2022 fu trasferito a Capri dalla Parrocchia di San Michele Arcangelo di Piano di Sorrento e che dovrebbe andare a guidare la Parrocchia della Madonna del Lauro a Meta, anche se allo stato non risulta una decisione formale. E’ probabile che la decisione del trasferimento nulla centri con queste attività, anche se nell’opinione pubblica serpeggia qualche dubbio. E’ altrettanto vero che i trasferimenti di sacerdati nell’ambito della riorganizzazione della Diocesi Sorrento-Castellammare di Stabia sono ricorrenti e rispondono a logiche legittime di diritto canonico.

TUTTE LE DECISIONI ASSUNTE DAL VESCOVO ALFANO

Provvedimenti dell’11 ottobre 2026 (Penisola Sorrentina e Capri)

• Don Carmine Sorrentino: diventa il nuovo parroco della comunità di Santa Maria di Galatea, nella frazione di Mortora a Piano di Sorrento. Va a coprire il posto lasciato vacante proprio da don Rito Maresca, trasferito a Capri.

Provvedimenti del 4-5 ottobre 2026 (Area di Massa Lubrense)

• Don Salvatore Savarese: assegnata l’amministrazione parrocchiale della chiesa di Sant’Andrea Apostolo nella località di Marciano, a Massa Lubrense.
• Don Mario Cafiero: diventa amministratore parrocchiale della chiesa della Santissima Addolorata nella località balneare di Marina di Puolo, sempre nel territorio di Massa Lubrense.
• Don Mario Schisano: assume l’incarico di vicario parrocchiale per le parrocchie di San Michele Arcangelo e B.M.V. Immacolata nel comune di Pimonte.

Provvedimenti di metà settembre 2026 (Sorrento e Castellammare)

• Don Giuseppe Miccio: diventa il nuovo parroco della caratteristica chiesa di Sant’Anna nel borgo marinaro di Marina Grande a Sorrento, assumendo contemporaneamente il ruolo di vicario parrocchiale presso la Cattedrale di Sorrento (Santi Filippo e Giacomo).
• Don Pasquale Fiorillo: assegnata la cura della parrocchia di Santa Maria di Casarlano a Sorrento, svolgendo anche lui il servizio di vicario parrocchiale nella Cattedrale di Sorrento.
• Don Luigi Russo: nominato parroco per guidare la parrocchia di San Marco Evangelista a Castellammare di Stabia.
• Don Salvatore Coppola: assegnata la guida pastorale della parrocchia del Ss. Salvatore e Sant’Andrea Apostolo a Casola di Napoli.
• Don Alfonso Benfatto: assume la cura pastorale di due parrocchie a Castellammare di Stabia: San Nicola (località Mezzapietra) e Sant’Eustachio (località Privati).
• Don Francesco Iaccarino: riceve la prestigiosa nomina a rettore della storica Basilica di Sant’Antonino a Sorrento, il santuario dedicato al patrono della città.

𝑼𝒏𝒂 𝒍𝒆𝒕𝒕𝒆𝒓𝒂 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒎𝒊𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒊𝒕𝒂̀ 𝒅𝒊 𝑴𝒐𝒓𝒕𝒐𝒓𝒂, 𝒏𝒆𝒍 𝒈𝒊𝒐𝒓𝒏𝒐 𝒊𝒏 𝒄𝒖𝒊 𝒗𝒊 𝒂𝒏𝒏𝒖𝒏𝒄𝒊𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒊𝒍 𝒗𝒆𝒔𝒄𝒐𝒗𝒐 𝒎𝒊 𝒉𝒂 𝒄𝒉𝒊𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒂𝒏𝒅𝒂𝒓𝒆 𝒂 𝑪𝒂𝒑𝒓𝒊.

“Carissimi amici di Mortora, e non solo, ve lo dico subito, perché le cose importanti si dicono senza giri di parole: il vescovo mi ha chiesto la disponibilità a servire la comunità di Santo Stefano e Marina Grande, a Capri. E io ho dato il mio sì.
Mi piace pensare, però, che questa richiesta del vescovo non sia solo per me: essa è per tutti noi una sfida a essere più generosi. Parlo al plurale perché in questi anni ci siamo detti tante volte che la missione non appartiene solo ai preti o alle suore ma a tutta la Chiesa. Oggi il vescovo ci chiede di condividere il cammino con la comunità di Capri, lo ha chiesto a me, ma in realtà lo chiede a tutti noi. Ho fede che non sia Mons. Francesco Alfano, ma che attraverso di lui, Dio ci chieda di ripartire e di morire a noi stessi per portare più frutto.
Chiede a me di incominciare una nuova missione in un contesto totalmente diverso e chiede a voi di continuare a camminare sui sentieri che abbiamo incominciato a battere insieme. Vi accompagnerà don Carmine Sorrentino che con noi ha già condiviso tanta strada quando era seminarista, che vi conosce e che molti di voi già stimano e amano. Accoglietelo nella grazia dello Spirito Santo, per lui sarà la prima esperienza da parroco, con voi tirerà fuori il meglio del ministero, di voi si innamorerà, per voi piangerà e sorriderà di gioia, per voi sarà immagine del buon pastore. Don Carmine si metterà in ascolto delle vostre storie e dei nostri cammini, curioso di farsi raccontare degli strani esperimenti che abbiamo incominciato insieme e desideroso di contribuire con la sua fede sincera e profonda.
So bene cosa state pensando: ma con tanti problemi ed emergenze, con tanti altri sacerdoti che per un motivo o un altro stanno nelle loro comunità da tanto tempo, non potevi dire di no? Perché ci abbandoni? Proprio ora mentre tanti altri progetti erano in campo e soprattutto tante persone stavano vivendo una primavera di rinascita personale e spirituale.
Sapete quanto sia appassionato di progetti e nuovi percorsi pastorali e quanto abbia approfittato della vostra disponibilità e fiducia per provare sentieri inesplorati, ma di queste cose sono preoccupato fino ad un certo punto: se Dio vorrà, andranno avanti e, se voi siete cresciuti attraverso di loro, sarete i primi a sentirvene responsabili.
Per le persone, invece, sono più in pena.
Tanti tra voi, ne sono sicuro, continueranno a camminare perché sono alberi robusti (che paradosso gli alberi che camminano!). Nove anni fa al mio arrivo in questa comunità ho trovato tante persone mature nella fede, per questo ringrazio il buon Dio e don Francesco Saverio Iaccarino che mi aveva preceduto; tante altre auspico di poter lasciare ora che vado via.
Altri, spero pochi, tireranno un sospiro di sollievo per la partenza del parroco appassionato più per quelli di fuori che per la comunità storica di Mortora. A loro chiedo scusa, se non sia riuscito, come il Padre misericordioso del vangelo, ad uscire incontro anche al fratello maggiore che si lamentava dell’accoglienza data al fratello minore irresponsabile e dissoluto.
Molti, invece, sono in una fase di passaggio da una fede vissuta per abitudine ad un cuore acceso. A loro dico fidatevi, alzate gli occhi, il cammino iniziato non dipende solo dal rapporto personale con il parroco, ma è Dio e il suo Spirito che ci hanno acceso e ci fanno crescere. Forse per questi ultimi, per un attimo, ho pensato di dire di no alla richiesta del vescovo, ma sono convinto che, se lo avessi fatto, avremmo tradito tutto quello di cui in questi anni abbiamo parlato e che abbiamo sognato insieme.
Chi tra voi mi conosce, sa con quanta schiettezza dica quello che penso e, con le parole di San Paolo nella lettera ai Galati, quante volte abbia affrontato “a muso duro” il vescovo ed alcuni suoi collaboratori. Ma se sulla gestione della diocesi e sulle sfide della Chiesa ho idee chiare per cui sono disposto anche a combattere, quando arriva una chiamata personale, credo che ci sia solo da decidere tra fidarsi o pensare a se stessi, tra rischiare la propria vita o cercare di salvarla con mille giustificazioni umane.
Io voglio ancora una volta fidarmi, voglio fidarmi della Parola di questa domenica:
“𝑃𝑟𝑒𝑝𝑎𝑟𝑒𝑟𝑎̀ 𝑖𝑙 𝑆𝑖𝑔𝑛𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑒𝑠𝑒𝑟𝑐𝑖𝑡𝑖
𝑝𝑒𝑟 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑖 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑖, 𝑠𝑢 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑚𝑜𝑛𝑡𝑒,
𝑢𝑛 𝑏𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑔𝑟𝑎𝑠𝑠𝑒 𝑣𝑖𝑣𝑎𝑛𝑑𝑒,
𝑢𝑛 𝑏𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑣𝑖𝑛𝑖 𝑒𝑐𝑐𝑒𝑙𝑙𝑒𝑛𝑡𝑖,
𝑑𝑖 𝑐𝑖𝑏𝑖 𝑠𝑢𝑐𝑐𝑢𝑙𝑒𝑛𝑡𝑖, 𝑑𝑖 𝑣𝑖𝑛𝑖 𝑟𝑎𝑓𝑓𝑖𝑛𝑎𝑡𝑖.” (𝐼𝑠 25,6)
Non solo il Signore preparerà per me e per voi un banchetto, ma dobbiamo confessare e proclamare che in questi anni per noi ha già tante volte preparato questo banchetto e, come spesso cantiamo, “lo ha fatto già e lo farà ancora”. Questo giorno non deve essere triste ma deve essere il giorno in cui celebriamo il banchetto che il Signore sta preparando davanti ai nostri occhi, perché, come dice il salmo 23, Lui è il buon pastore, che non fa mancare nulla, che davanti a noi prepara una mensa e che fa traboccare il nostro calice di gioia.
Il regno di Dio è questo banchetto di nozze a cui tutti sono invitati e per il quale anche noi dobbiamo farci invitanti. La nostra parrocchia di Mortora è diventata sempre più un luogo invitante in cui tanti si sono avvicinati con curiosità; ora voi, insieme a don Carmine, continuate ad invitare, facendo quello che in modo programmatico il vangelo ci dice proprio questa domenica “andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze” (Mt 22,9).
Continuate ad invitare, specie quelli che sono fermi ai crocicchi delle strade, nei bivi della vita, in quelle che Papa Francesco chiamava le periferie esistenziali. La Chiesa esiste per questo, per essere missionaria, non per difendere una cultura od offrire “servizi religiosi per tradizione”, ma per far sentire le persone amate, tutte le persone, non quelle della nostra cerchia, non quelle di Mortora, non solo quelle vecchie ma “tutti, tutti, tutti” diceva Papa Francesco.
Io andrò a Capri a provare a fare la stessa cosa. E se resteremo uniti nella visione e nella missione, potremo essere lontani ma essere davvero un’unica comunità, la Chiesa di Gesù, il suo corpo che agisce e lo rende presente nella storia.
Oggi per noi deve continuare ad essere un giorno di festa, non il tempo in cui ci viene tolto qualcosa, non il momento in cui pensare che io sia tolto a voi e voi tolti a me. Questo sarebbe un modo piccolo di leggere la realtà, non ci viene tolto nulla o comunque quello che ci viene tolto è molto di meno di quanto abbiamo ricevuto.
La sfida è cambiare mentalità (metanoia, conversione) e scoprire che questo è il tempo in cui ci è data la possibilità di dare, di dare ad altri quello che gratuitamente abbiamo ricevuto: io portare a Capri la nostra esperienza e voi condividere quanto avete vissuto e sperimentato non solo con don Carmine ma con le tante, tantissime persone che aspettano agli angoli delle piazze. Questo è il vestito delle nozze che il Signore ci chiede di indossare nel Vangelo di questo giorno «Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”» (Mt 22,11). L’abito nuziale è il nostro atteggiamento, è l’atteggiamento di chi sa di essere stato invitato ad una festa e anche con il suo vestito contribuisce alla gioia.
Non avere l’abito nuziale è l’immagine di chi si è imbucato solo per mangiare: aver fame è legittimo, entrare ad una festa solo per mangiare è approfittarsene. Chi ha fede viene in parrocchia per mangiare ma non solo per mangiare, per prendere ma non solo per sé, per ricevere ma non per trattenere in modo egoistico, viene invece per far festa con gli altri, con il suo abito nuziale, per contribuire e per portare il dono della sua persona.
Indossate oggi questo abito nuziale, la tristezza del distacco umano che io e voi sentiamo, non prenda il sopravvento sulla nostra festa, quella che tante volte abbiamo celebrato e alla quale tanti altri dobbiamo invitare a Capri e a Mortora.
Vi voglio bene. Ho provato a volervi bene, con alcuni mi è riuscito meglio, con altri peggio, con alcuni è stato facile, con altri mi è risultato più difficile, ma sappiate che ci ho provato e insieme con voi sono cresciuto tanto e sono cambiato.
Non sono mancati gli errori di cui mi pento e vi chiedo scusa. Chiedo perdono alle persone che ho fatto soffrire, a quelle che, preso nelle mie tante attività, non sono riuscito a seguire come avrebbero avuto bisogno.
Sono grato a tutti coloro che si sono fatti in quattro per il sogno di una comunità in cui incontrare Gesù vivo nell’abbraccio dei fratelli. Continuate ad invitare altri e a vivere un servizio gratuito e disinteressato per far crescere non la Chiesa ma il Regno di Dio in mezzo a noi.
Il Signore ha preparato e preparerà per noi un banchetto di nozze, lo ha fatto già e lo farà ancora. Io mi fido di questo, ne sono grato e oggi chiedo anche a voi di vivere questa gratitudine e fidarvi ancora.
Buon cammino, vi benedico”
Don Rito Maresca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*