Sorrento alle urne, la campagna elettorale entra nel vivo… serve confrontarsi sui problemi scottanti
Mancano 16 giorni all’appuntamento con le urne quando i Sorrentini sceglieranno a chi affidare il timone del palazzo facendo calare il sipario sulla stagione commissariale. La campagna elettorale è entrata nel vivo e a contendersi lo scranno più alto sono Ferdinando Pinto e Corrado Fattorusso sostenuti ciascuno da tre liste.

Raffaele Attardi, se si andrà al ballottaggio, potrà spendere il capitale di consensi che intercetterà in favore di uno dei due contendenti anche se le visioni per il rilancio della città di cui sono portatori Pinto e Fattorusso conciliano molto poco con quella di Attardi. In ogni caso il pressing dei candidati sull’elettorato si fa sentire e insieme alla voglia di intraprendere un nuovo percorso amministrativo è possibile che anche i più indecisi scelgano di andare a votare. Lo scontro dialettico tra le due fazioni è cresciuto di tono al punto che diversi candidati hanno fatto appello affinché si accantonino le polemiche e ci si confronti sui contenuti della futura azione di governo.
A farsi interprete di questo “disagio” è stato Gherardo Bardi, candidato nella lista “Sorrento Futura” a sostegno di Fattorusso che ha scritto: “Come ho già osservato, la campagna elettorale è entrata nel vivo e, come la volpe in Fedro, si è inasprita generando una produzione di bestialità al massimo livello. A colui che provoca si contrappone chi, ispirandosi al Poeta, non si cura di lor. In ogni caso, toni accesi e offensivi – che nulla aggiungono ad una competizione elettorale civile – non hanno pregio alcuno se non quello di offendere i cittadini che andranno alle urne, insinuando dubbi sulla loro capacità di giudizio. I sorrentini sapranno ben distinguere il galantuomo dall’altro e, per questo, non vanno aggrediti nel tentativo di condizionarli. Io spero tanto che si affermi l’onestà, la competenza, la capacità di ascolto e, perché no, anche la signorilità. Spero tanto in Corrado Fattorusso sindaco della Città”.
I “reduci” dell’amministrazione-Coppola candidati in entrambi i fronti sono quelli che attirano maggiormente le polemiche e una cosa va detta e vale per tutti: è mancata una seria analisi con relativa assunzione di responsabilità di quello che è stata la passata amministrazione della città e di come nessuno degli attori in campo – fatta eccezione per Ivan Gargiulo – si sia accorto della degenerazione che ogni giorno aumentava contaminando ogni settore della PA.

Sotto questo aspetto, cioè del risanamento della macchina amministrativa, la figura di Pinto appare la più appropriata a gestire la fase delicatissima del riavvio istituzionale. Si tratta di una valutazione per nulla secondaria se si considera che qualunque amministrazione per realizzare i propri obiettivi ha bisogno di un timoniere che non sia soltanto animato da entusiasmo e buona volontà, ma anche da un’oggettiva capacità di confrontarsi tecnicamente con una burocrazia da rifondare e che ha vissuto e continua a vivere momenti di forte tensione interna. Lo dimostra lo scontro avvenuto qualche giorno fa tra i sindacati e la segreteria generale che ha portato la Polizia Municipale a indire due giorni di sciopero proprio in prossimità della scadenza elettorale. Insomma chiunque sarà sindaco dovrà fare un po’ di pulizia e avere la lucidità di scegliere la strada e le persone più idonee per recuperare credibilità, efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa sapendo che i problemi sono tanti e anche spinosi e che la dote progettuale ereditata dalla gestione commissariale richiede un governo all’altezza del compito per essere realizzata.
C’è poi tutta la partita che riguarda i ruoli di sottogoverno, cioè le nomine nella partecipate dell’ente dove il commissario ha avviato un processo di verifica di gestione e dei conti perché impattano su questioni molto delicate al centro anche di accertamenti da parte della Procura di Torre Annunziata. Insomma quel che manca, almeno fino a questo momento, è un serio confronto sui temi più scottanti che riguardano la città e che certamente non sono il restauro della statua del Tasso, tanto per fare un esempio! Tra i candidati al consiglio comunale ci sono figure di spessore che vantano esperienze nei loro campi che possono ritornare utilissime in un futuro esecutivo: è importante che risaltino al cospetto degli elettori se si vuole che varchino la soglia ed entrino nella nuova assemblea civica dove è indispensabile che si respiri aria nuova.
Un commento
Antonio
Ho notato che nei programmi dei due candidati più quotati c’è solo l’impegno a completare le contestate opere programmate dalle giunte del passato(Cuomo e Coppola). Maggiore discontinuità nella terza lista. Nessuno comunque che abbia pisto la legalità al primo posto,tema che a Sorrento evidentemente non aggrega voti almeno per ora evidentemente.