Sorrento

Stop al mercato settimanale anche per il 9 giugno. L’ipotesi di un “mercato unico di distretto”

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Nei giorni conclusivi della campagna elettorale nel confronto tra Pinto e Fattorusso è piombato il tema del mercato settimanale per la protesta degli operatori che martedì 2 giugno non l’hanno potuto svolgere nella sede tradizionale del Terminal e non hanno allestito le bancarelle di vendita nella dislocazione alternativa individuata in un primo momento in Via San Renato, ma occupata la sede stradale con i loro automezzi. Decisione rivista e revocata a stretto giro da parte dell’ufficio Suap per tutta una serie di problematiche connesse all’accesso e ai servizi, oltre che alla sicurezza, nella zona. La protesta dei mercataliche erano stati messi a conoscenza del problema – ha provocato la sosta dei loro automezzi lungo Via San Renato e il presidio presso il Comune per addivenire a una soluzione che al momento non è stata individuata non trattandosi di una procedura semplice quella di individuare e adibire a sede del mercato una nuova area. E’ bastato tanto perché la questione finisse in pasto agli esponenti delle due compagini che si giocano al ballottaggio l’elezione del sindaco domenica e lunedì prossimi e che si sono cimentate in espressioni di solidarietà e annunci di rapida soluzione del problema per salvaguardare i diritti degli ambulanti e quelli dei cittadini di poter acquistare al mercato.

Ferdinando Pinto

Poiché di demagogia abbondano le campagne elettorali, e quella sorrentina purtroppo non è da meno, spieghiamo perché l’area Terminal, dove tradizionalmente si svolgeva il mercato, è diventata indisponibile: sono state elevate una serie di contestazioni di natura urbanistica della location per cui l’area è momentaneamente indisponibile. La soluzione alternativa di Via San Renato, ipotizzata in un primo momento e da cui sono scaturite le ordinanze della Polizia Municipale per la disciplina del traffico in via del tutto eccezionale, ad un’analisi più approfondita anche per le contestazioni avanzate dai residenti per l’accesso alle proprie abitazioni oltre che per non pregiudicare altre attività – polizia mortuaria per il cimitero, rifiuti urbani per l’isola ecologica ivi ubicata, gestione critica della viabilità – è decaduta con la conseguente determina (n.651 dell’1/6/2026) di sospensione del mercato per il 2 e per il 9 giugno.

Ora chi pensa e dichiara di “cavar dal cilindro il coniglio con la soluzione del problema” o non sa di cosa parla o lo fa senza conoscere la situazione che, come tante altre che sono venute alla luce al Comune, sono complesse e non tutte di rapida e facile soluzione, anzi!

Corrado Fattorusso

Quali sono i problemi con cui occorre fare i conti sulla problematica del mercato rionale tenendo in considerazione che se ne fa praticamente uno al giorno per tutta la settimana nei comuni della Penisola Sorrentina. Sorrento, in quanto hub terminale e principale polo attrattivo per residenti e turisti, subisce l’impatto maggiore del mercato settimanale con tre ordini problemi: impatto sulla viabilità e mobilità con picchi di traffico nelle ore mattutine che bloccano gli unici assi di scorrimento interni e di collegamenti verso Sant’Agnello e Massa Lubrense. In secondo luogo i mezzi pesanti degli operatori arrivano all’alba e ripartono nel primo pomeriggio in coincidenza con altri flussi di pendolari e turisti diretti al porto e alla stazione, senza considerare le scuole. Un’area per il mercato ne sottrae altre alla sosta aggravando il già cronico problema di carenza di posti auto. Un’area mercatale dev’essere dotata di allacciamenti idrici ed elettrici fissi a norma per ogni postazione oltre ai problemi di pulizia straordinaria e costo di smaltimento dei rifiuti.

Infine si consideri che l’offerta commerciale degli ambulanti è praticamente identica in quasi tutti i mercati, circostanza che non crea valore aggiunto,  ma frammenta il mercato generando un moto pendolare continuo di furgoni lungo la penisola.

Il nuovo sindaco di Sorrento, se si vuole cominciare a ragionare in una dimensione comprensoriale, avvii un confronto con le altre amministrazioni per tutelare la vivibilità senza ledere i diritti acquisiti degli ambulanti e realizzare un “mercato unico di distretto“, la soluzione più radicale ma efficace sul lungo periodo istituendo un Patto d’Area tra i comuni della Penisola Sorrentina per accorpare i mercati frammentati in macro-aree o ridurne la frequenza settimanale. Invece di 6 mercati a settimana si potrebbe ipotizzare una rotazione strutturata (es. solo 2 o 3 mercati settimanali complessivi in tutta la penisola, accorpando i comuni limitrofi come Sorrento-Massa Lubrense e Sant’Agnello-Piano-Meta). Inoltre differenziare l’offerta (es. un appuntamento dedicato esclusivamente all’artigianato locale ed enogastronomia a km 0, e uno dedicato al settore non alimentare), riducendo il numero di stalli totali per singolo evento, ma aumentandone la qualità.

L’ubicazione del mercato in un’area terminal autonoma è vitale per la città che non può sopportare il mercato come un intralcio: identico ragionamento vale per i comuni limitrofi che per far svolgere i loro mercati inibiscono il transito automobilistico in strade fondamentali per lo smaltimento del traffico. La visione dev’essere quella di “mercati intelligenti” trasformandosi da spazi precari a piazze attrezzate eliminando, per esempio, l’uso di generatori a gasolio rumorosi e inquinanti, responsabilizzando gli operatori sulla differenziazione dei propri rifiuti.

Insomma torniamo al discorso primitivo: Sorrento e la Penisola Sorrentina non possono sperare di sopravvivere a sé stesse se non si agisce sempre più all’unisono, differenziando strutture e servizi e amministrando il territorio secondo una visione globale se si vuole vincere la sfida della sostenibilità senza la quale l’intera area è destinata, in una prospettiva a medio termine, al collasso.

Per realizzare tutto ciò, oltre alla volontà politica, c’è bisogno di un approccio tecnico estremamente puntuale perché la destinazione di una qualunque area a mercato richiede una risposta amministrativa molto tecnica e complessa per cui gli annunci di risolvere il problema con una bacchetta magica fanno parte solo della campagna elettorale.

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