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Scioglimento si…scioglimento no: nelle mani del Ministro Piantedosi la proposta del Prefetto Di Bari

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Matteo Piantedosi

Il Consiglio dei Ministri originariamente previsto per domani (venerdì) è stato anticipato a oggi pomeriggio alle 17, nel pieno del dibattito parlamentare con le comunicazioni della Presidente del Consiglio, e c’era attesa per le decisioni che, si diceva, avrebbe assunto in merito alla proposta di scioglimento del comune di  Sorrento avanzata dal Prefetto di Napoli Michele Di Bari sulla base della relazione svolta dalla Commissione d’Indagine da lui nominata per far luce su quel “sistema-Sorrento” che, da un anno a questa parte, riempie le cronache di fatti giudiziari che hanno mortificato l’immagine della città del Tasso forse oltre misura.

Michele Di Bari

La questione riguarda lo svolgimento delle elezioni amministrative indette per il 24 e 25 maggio che, fino a prova contraria, interesseranno anche la città di Sorrento. Le liste dovranno essere presentate, di rito, quattro settimane  prima della data del voto, quindi entro il 25 aprile ragione per cui è legittimo lo stato di fibrillazione degli aspiranti candidati che ancora oggi non hanno la certezza che si andrà regolarmente alle urne oppure no. Le implicazioni per il protrarsi di questa situazione anomala sono assolutamente evidenti e, non essendoci stata alcuna decisione da parte del Governo, si deve presupporre che si andrà regolarmente al voto alla scadenza prevista.

Il Consiglio dei Ministri potrebbe però esaminare la proposta anche nella prossima seduta per cui resta un clima di incertezza che ostacola la delicata e decisiva fase pre-elettorale della messa a punto delle candidature e delle liste essendo la stessa procedura burocratica da seguirsi impegnativa: sottoscrizione delle candidature, predisposizione del programma e delle liste, apparentamenti, certificazione e dichiarazione dei candidati, raccolta e autenticazione delle firme dei presentatori. etc… Insomma tutto un lavoro che non può esaurirsi nell’arco di qualche giorno. Allo stato soltanto Ferdinando Pinto ha ufficializzato la propria candidatura a sindaco, gli altri candidati restano ancora nell’ombra: Giuseppe Cuomo avrebbe rinunciato secondo i rumors cittadini, mentre Corrado Fattorusso resta ancora alla finestra perchè accettare la candidatura per lui significa prima dimettersi dal comune di Sant’Agnello con un atto irrevocabile.

Corrado Fattorusso

Il fronte di una potenziale alleanza civica che avrebbe individuato in Serena Pane la possibile candidata sindaco è molto attivo sui social, ma vive le medesime difficoltà organizzative degli altri. A questo punto toccherebnbe al Prefetto di Napoli, che ha presentato la proposta di scioglimento e conseguente commissariamento dell’ente, dileguare i dubbi anche con un’interlocuzione ministeriale pur sapendo che l’ultima parola spetta al Ministro Matteo Piantedosi e al Governo.

Si tratta di inquadrare correttamente il problema per capirci qualcosa di più. La Commissione d’indagine ha presentato il dossier al Prefetto di Napoli al quale compete una pre-valutazione sulle risultanze e quindi la formulazione della proposta (positiva o negativa) al Ministro dell’Interno che a sua volta valuta il tutto e presenta al Governo la richiesta di scioglimento motivata del comune. Se una tale proposta non giunge sul tavolo del Governo è scontato che la procedura elettorale in corso non si interrompe. L’istruttoria del Ministro sulla proposta del Prefetto è un atto propedeutico a qualunque decisione: se le motivazioni addotte per lo scioglimento non lasciano dubbi sul livello di contaminazione della pubblica amministrazione da parte di poteri criminali allora è scontata la delibera di nomina della commissione che amministrerà la città per un periodo che va dai 18 ai 24 mesi per poi ritornare alle urne. Se invece le motivazioni non sono ritenute sufficienti per decretare lo scioglimento, allora l’istruttoria ministeriale dovrà controdedurre a riguardo e la proposta del Prefetto non giungerà sul tavolo del governo e si va avanti come se nulla fosse accaduto (considerazioni politiche a parte).

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