L’Italia del NO affossa la schiforma sulla giustizia di Meloni&Nordio
L’Italia ha detto NO alla schiforma della giustizia Meloni-Nordio e con un’inattesa quanto straordinaria performance elettorale ha respinto al mittente la legge di riforma costituzionale che avrebbe sottoposto la magistratura al condizionamento della politica. Un risultato netto che suona come un campanello d’allarme per la Presidente del Consiglio adusa a incassare vittorie e a imporre una narrazione del governo del paese assolutamente non corrispondente alla realtà, ma funzionale solo ai suoi interessi. All’improvviso la Giorgia si è svegliata nuda e tutte le menzogne che ha rifilato agli italiani a reti unificate le si sono ritorte contro. Una brusca frenata che la dice lunga sull’indice di gradimento delle scelte che il governo assume in dispregio dei reali interessi del popolo.
Se si sottoponessero a referendum popolare provvedimenti come il sostegno economico e militare a Israele, l’oscena subalternità agli interessi USA con l’asservimento a Trump, la partecipazione al conflitto contro l’Iran, il sostegno a Kiev e a Zelensky che ci sta costando miliardi, il maxi investimento in armamenti, il progetto del ponte sullo stretto e così via, solo per citare i casi più eclatanti, la Meloni incasserebbe una bocciatura dopo l’altra perché non è interprete delle aspettative della comunità nazionale, ma usa il potere di governo per coltivare interessi politici propri e favorire quelli personali di un entourage scadente e corrotto come ce ne sono stati pochi nella storia repubblicana. Il ceto politico meloniano con il contorno di F.I. e Lega è assolutamente inadeguato a governare l’Italia e la Meloni è evidentemente ostaggio di troppi interessi che sconfinano nell’illegalità di cui sono artefici tanti, troppi esponenti di FdI e Forza Italia. Infine nella sua narrazione dell’Italia e del governo tracimano menzogne e contraddizioni indecenti quanto insopportabili per qualunque persona di buon senso e tutto questo gli Italiani l’hanno ormai ben chiaro e non ci cascano più.
Oggi festeggia l’Italia onesta, quella legata ai valori della Costituzione e che, all’occorrenza, non si tira in dietro per metterla al riparo da scorribande delinquenziali. Un grande merito di questa vittoria spetta a “Il Fatto Quotidiano” di Marco Travaglio&C che sin dal primo momento ha ingaggiato uno scontro furibondo con l’intero sistema mediatico asservito al potere meloniano-berlusconiano. Una battaglia in solitaria che ancora una volta conferma la valenza di una scelta coraggiosa a sostegno della quale si sono spesi H24. Nella foto del brindisi con tutta la Redazione c’è anche il carottese Fabrizio d’Esposito, penna di qualità di un giornalismo autorevole al servizio dei lettori. Al procuratore di Napoli Nicola Gratteri che si è speso in un’azione di sensibilizzazione civica sui rischi della riforma che non ha eguali, diventando bersaglio di quella politica becera che il crimine non lo contrasta, anzi ci va a pranzo! Schlein, Conte, Frantoianni e Bonelli possono esultare per l’impegno profuso, ma ora hanno davanti la vera sfida con la Meloni alle elezioni politiche che, se non saranno anticipate, si svolgeranno l’anno venturo.