Il presente e il futuro dei giovani della Penisola Sorrentina nel lavoro e nel turismo
Pubblichiamo l’intervento di Vincenzo Califano, direttore dell’Istituto Mediterraneo della Cultura Gastronomica, in riferimento al dibatito social proposto dall’Associazione dell’Extralberghiero Atex sulla relazione del Governatore della Banca d’Italia in riferimento alle politiche per i giovani e per il turismo
“Perché i giovani di valore scelgono di andare a lavorare all’estero? La risposta è semplice: perché l’Italia non riconosce e non premia il merito prediligendo familismo e attuando politiche assolutamente disincentivanti per l’occupazione giovanile, soprattutto quella di qualità sul piano professionale.
Ho conoscenza diretta di tanti giovani della Penisola Sorrentina che, laureatisi, hanno scelto la strada estera. Anzi sono stati prescelti e assunti in aziende e multinazionali d’eccellenza dove possono esprimere sé stessi realizzando il proprio sogno coerente con gli studi che hanno fatto. Di questo nessuno se ne occupa veramente, né se ne preoccupa per cui il futuro è nero sotto tutti i punti di vista.
Nell’imprenditoria turistica prevalgono ancora logiche desuete che non consentono alle professionalità emergenti di trovar spazio e di attuare politiche di accoglienza e di promozione innovative. Eppure abbiamo manager d’eccellenza che operano in altre realtà italiane e all’estero senza che l’imprenditoria turistica del territorio e la politica peninsulare si premurino di avviare almeno un confronto che possa dare nuovi impulsi all’economia prevalente di questa terra.
Non c’è rinnovamento nella rappresentanza del comparto turistico e questo la dice lunga sulla realtà di un’imprenditoria incapace di scrollarsi di dosso una dimensione provinciale. Manca una cultura del management moderno e del personale impiegato nel settore, quest’ultimo ancora ostaggio di visioni che poco o nulla hanno a che fare con la dimensione di un turismo d’eccellenza. A farne le spese, oltre agli addetti ai lavori, anche i turisti che forse si stanno rendendo conto che l’offerta di questo territorio non corrisponde alle loro aspettative e che le politiche di marketing sono ingannevoli se si considera la realtà di una terra che affoga nei ritardi e nelle sue contraddizioni. Non si vuole con questo essere pessimisti, ma il tempo per invertire rotta è ridotto ai minimi termini e di questo pochi ne sono realmente consapevoli. Purtroppo!“.