Sorrento

E’ venuto a mancare Vittorio d’Esposito, imprenditore edile e amministratore comunale a Piano di Sorrento

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Oggi è venuto a mancare Vittorio d’Esposito, storico imprenditore edile e soprattutto personaggio politico di Piano di Sorrento tra i principali protagonisti della storia amministrativa carottese dagli annio ’60 ai ’90. A darne la notizia il figlio Fabrizio, giornalista de “Il Fatto Quotidiano“. Con Vittorio scompare l’ultima figura di quella stagione politica targata “prima repubblica” di cui è stato un autorevole esponente, democristiano della corrente fanfaniana, che nella sua lunga militanza politica e amministrativa è riuscito a conservare, in un partito a stragrande maggioranza “doroteo“, cioè della corrente di Antonio Gava, il proprio spazio e la propria forza di interlocuzione politica rispetto alla “triade dorotea dominante” – rappresentata dall’On. Raffaele Russo, dall’arch. Antonino Gargiulo e da Francesco Casa – che sovrintendeva al governo di Piano di Sorrento, ma anche del resto della penisola sorrentina. Genero dell’ex sindaco Bebè Cafiero, nel 1967 Vittorio approdava in consiglio comunale dove è stato sempre uno dei principali protagonisti occupando diversi ruoli nel governo cittadino. Insieme agli ex sindaci Gargiulo e Geppino Russo fu in prima linea nel terremoto del 1980 dove non solo come assessore, ma anche come tecnico imprenditore edile, contribuì in modo determinante ad affrontare e risolvere l’emergenza post sismica con un impegno h24 che rappresentò, senza dubbio, uno dei momenti più significativi dell’unità di intenti di una generazione politica che però, di lì a poco nel 1983, sarebbe stata protagonista di una clamorosa svolta amministrativa. Tra il 1980 e l’82 si consolida il rapporto politico e amicale tra Vittorio e Geppino Russo, entrambi assessori nell’esecutivo del sindaco Antonino Gargiulo e di cui facevano parte anche Antonino Cappiello (il padre di Salvatore, attuale sindaco di Piano di Sorrento) e Angelo Di Stefano oltre all’avv. Gioacchino Maresca. 

A Piano di Sorrento con Giovanni Spadolini presednte del Senato – maggio 1988

Nel 1983 si consumò una storica frattura in seno alla maggioranza democristiana con l’uscita dal partito di Russo, d’Esposito e Di Stefano che passarono al PRI (all’epoca rappresentato in consiglio comunale dall’ortopedico Antonio Esposito) dando il via al durissimo scontro politico ed elettorale durato dieci anni e che nel 1993 si concluderà con la vittoria alle amministrative carottesi di un cartello delle forze di opposizione (Insieme per Piano) a marcato traino Pri con il prof. Vincenzo Nastro candidato sindaco frutto di un’intesa tra i principali aspiranti alla cansdidatura a sindaco, cioè Russo e d’Esposito oltre al socialista Antonio Borrelli. Con la vittoria elettorale del ’93 sulla DC (per una manciata di voti) si aprì quella che è stata definita la “primavera di Piano di Sorrento” per il cambio di passo che la nuova amministrazione impresse nei circa 4 anni che durò (all’epoca le consiliature duravano 4 anni, dopodichè fu ripristinata la durata quinquennale). Scaduto il mandato elettorale Geppino Russo ruppe con la sua maggioranza e con i suoi alleati per candidarsi sindaco insieme alla DC che stava all’opposizione, mossa che risultò vincente, ma che si tradusse in una vera e propria restaurazione politico-amministrativa. Allora Vittorio non seguì l’amico e collega Russo in questa scelta restando nella compagine con Nastro.

Vittorio si confermò quel cavallo di razza della politica carottese dimostrando una coerenza con la scelta fatta nell’83 che l’aveva portato a uscire dalla DC e a sostenere la ricandidatura del sindaco uscente contro il suo ex amico e alleato Russo. Del resto per cultura e per formazione politica Vittorio è stato sempre un passo avanti a tutti gi altri, anche per la straordinaria lucidità d’analisi dei contesti politico-amministrativi e delle peculiarità dei personaggi che calcavano la scena politica locale. Ritiratosi infine dalla vita politica attiva passò il testimone al figlio Giancarlo che, anni dopo, fu tra i protagonisti dell’avvento di Giovanni Ruggiero alla guida dell’amministrazione. Degno erede del padre, Giancarlo è purtroppo scomparso prematuramente lasciando un vuoto nella politica di Piano. L’altro figlio, Fabrizio, su posizioni politiche di sinistra, ha invece intrapreso con successo la strada della professione giornalistica approdando, dopo diverse importanti esperienze, a “Il Fatto Quotidiano” di cui è diventato uno dei punti di forza delle pagine politiche.

Di Vittorio sono stato amico e collega di alcune stagioni politiche e amministrative, incluse quelle della frattura con la DC dell’83, e ne conservo il ricordo di un uomo che riusciva ad analizzare i fatti della politica con una lucidità scevra da condizionamenti e pregiudizi, mente pensante che seppe attraversare le diverse stagioni politiche con intelligenza e lungimiranza grazie alla forte personalità e alla consapevolezza del ruolo che, anche come imprenditore, ha svolto nel paese. Lo ricordo con tanta stima e affetto perchè sono riuscito a coglierne insegnamenti rivelatisi utilissimi nella mia esperienza politica e amministrativa oltre ad avere il privilegio di condividere con suo figlio Fabrizio idee, passioni e interessi per quella buona politica che serve al paese.

Le esequie si svolgeranno martedì 13 gennaio alle ore 10 nella Basilica di San Michele Arcangelo a Piano di Sorrento. Al figlio Fabrizio e alla sua famiglia, alla moglie Lucia, ai fratelli Raffaele e Mario, alla sorella Giovanna e ai familiari tutti esprimiamo le nostre più sentite condoglianze per il lutto che li ha colpiti.

ViC

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