Sanità in Penisola Sorrentina…Aumenterà il numero delle ambulanze in servizio!
Sulla sanità in Penisola Sorrentina si continua a rappresentare una realtà artefatta e a inscenare contestazioni senza senso e prospettive piuttosto che andare al nocciolo dei problemi. La principale novità è che in un futuro neanche troppo lontano il servizio sanitario peninsulare sarà potenziato con l’impiego di un consistente aumento del numero delle ambulanze in servizio.
Si, perché ne occorreranno davvero tante per assicurare il trasferimento dei pazienti dall’Ospedale Civile di Sorrento a quelli di Castellammare di Stabia e di Boscotrecase con allungamento fino all’Ospedale del Mare a seconda delle necessità d’intervento.
E’ il destino che incombe sulla popolazione della Penisola Sorrentina se dovesse concretizzarsi un nuovo atto aziendale dell’Asl Napoli 3 Sud con l’abbandono definitivo del progetto del nuovo ospedale che doveva essere costruito a Sant’Agnello.
Ci troveremmo innanzi a questa situazione: il “De Luca e Rossano” di Vico Equense trasformato in Casa di Comunità e il “S. Maria della Misericordia” di Sorrento in un centro di pronto soccorso che, oltre ad accogliere le emergenze, potrà soltanto smistare presso i nosocomi di cui copra i pazienti non avendo più la possibilità di assicurare ricoveri e assistenza in loco. Con l’aggravante della crisi di numeri che riguarda medici e infermieri sempre più disincentivati a lavorare a Sorrento.
Altro che i sit-in domenicali a Vico Equense per sollecitare la riapertura di un pronto soccorso che non sarà mai più riaperto, come sa la politica che però si guarda bene dal chiarirlo ai cittadini visto che il progetto di riorganizzazione della rete ospedaliera nel distretto 59 non lo prevede più e soltanto la prospettiva del nuovo ospedale avrebbe potuto garantire un buon servizio ospedaliero territoriale.

Si son perse le tracce della conferenza dei servizi il cui secondo round si sarebbe dovuto svolgere nell’autunno scorso per cercare di derimere le criticità sollevate alla progettazione da parte dell’Amministrazione di Sant’Agnello. Nè il commissario ad acta, l’ing Gennaro Sosto, ha ritenuto di fornire aggiornamenti sullo stado dell’arte trattandosi di un tema di primario interesse per l’intera comunità peninsulare.
Intanto la sanità sembra essere stata cancellata dall’agenda politica delle amministrazioni peninsulari dove, salvo qualche eccezione, prevalgono attività ludico e pseudo turistico-culturali senza che nessuno si premuri di affrontare e risolvere i veri problemi di un territorio orfano di rappresentanza, anzi soverchiato da una politica regionale di marca fortemente vesuviana e dintorni: quella si, impegnata ad assicurare ai propri territori un protagonismo nuovo, competitivo a 360 gradi, sanità inclusa.
Del resto c’è poco da lamentarsi di fronte a questa prospettiva, se dovesse malauguratamente concretizzarsi, visto che la Regione Campania aveva fatto tutto e di più per dare alla Penisola Sorrentina un ospedale e una sanità all’altezza delle aspettative e dei diritti del territorio.
Il “capolavoro” del sindaco di Sant’Agnello e del suo stretto entourage nel mandare all’aria il progetto dell’ospedale lo pagheremo tutti caramente e soprattutto le nuove generazioni, non solo in termini di strutture e servizi, ma anche di professionalità che andranno sempre più a degradarsi.
Bisogna prendere coscienza di questa situazione per prepararsi ad affrontare la dura realtà che ci aspetta sapendo che le risorse finanziarie che ci saranno sottratte dalla mancata realizzazione del nuovo ospedale non saranno destinate al distretto per interventi che nulla hanno a che vedere con l’originale destinazione dei fondi stanziati dal Governo e dalla Regione Campania.
Gli effetti di questo disastro lo pagheranno residenti e turisti perché un territorio come quello peninsulare, dove non esiste quasi più un servizio pubblico efficiente, se perde anche quello sanitario è destinato a essere declassato anche sul piano dell’appeal internazionale.
Le buone intenzioni del neo presidente della Regione Roberto Fico annunciate in campagna elettorale sembrano destinate ad abortire perché, come abbiamo sempre sostenuto, il governo dell’ente è una realtà oltremodo complessa e l’attuale quadro regionale non appare in grado di dare risposte concrete e risolutive di problematiche scottanti come quella della realizzazione del nuovo ospedale a Sant’Agnello. Uno scenario drammatico se si pensa alle implicazioni, anzi alle conseguenze, connesse al declassamento della sanità peninsulare che lascia indifferente una classe politico-amministrativa che di tutto si occupa fuorchè dei problemi reali della comunità.