Sequestrato l’intero complesso turistico-ristorativo de “I Quattro Passi”
La Compagnia dei Carabinieri di Sorrento stamattina ha posto sotto sequestro l’intero complesso turistico-ristorativo “I Quattro Passi“, unico locale 3 stelle Michelin del Sud Italia. Il reato contestato dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata diretta da Nunzio Fragliasso è quello di lottizzazione abusiva a scopo edificatorio. Gli indagati dal 1982 fino a ottobre 2025 hanno realizzato in un’area sottoposta a vincoli ambientali e paesaggistici un imponente complesso immobiliare in assenza di titoli edilizi legittimi. Dalle indagini è emerso come tale attività edilizia abusiva si sia protratta nel tempo anche grazie alla condotta, quantomeno negligente, del Comune di Massa Lubrense il quale nel corso degli anni aveva rilasciato provvedimenti di condono illegittimi, in quanto viziati da macroscopiche irregolairtà essnedo stati rilasciati non solo a distanza di decenni delle relative istanze, ma soprattutto i nassenza dei presupposti di diritto e di fatto, atteso che gli immobili oggetto dell’istruttoria, nell’arcotemporale tra l’istanza di condono e il rilacio del relativo provvedimento erano statiabusivamente modificati come emerso anche dai plurimi controlli della Polizia Municipale.
In merito ai provvedimenti di condono rilasciati dal Comune il GIP ha affermato: “Tali condotte hanno sostanzialmente consentito l’asservimento di una parte del territorio comunale, che era un uliveto, alle necessità di espnasione dell’attività edificatoria ed economico7turistico-ricettiva degli indagati, in totale disprezzo della morfologia del territorio, dei vincoli ambientali (tra cui quello idrogeologico) posti a tutela dell’ambiente e della disciplina urbanistica funzionale all’ordinato e armonioso sviluppo del territorio“.
E ancora il GIP: “Le concessioni edilizie rilasciate in sanatoria i nesito al primo e al secondo condono risultano affette da profili di illegittimità originaria, sia per il superamento dei limiti volumetrici di legge mediante artificioso frazionamento delle istanze, sia pe rla perdita dei presupposti di condonabilità in ragione delle successive e reiterate trasformazioni abusive del’organismo edilizio. Le istanze presentate ai sensi del terzo condono edilizio risultano, inoltre, giuridicamente improcedibili, trattandosi di opere ricadenti in area sottoposta a vincolo paesaggistico e classificato dal PUT come zona di tutela ambientale con inedificabilità assoluta, come già accertato dal Comune di Massa Lubrense con provvedimento di rigetto per intervenuta lottizzazione abusiva. ne consegue che l’intero compendio immobiliare deve qualificarsi quale risultato di un’attività edificatoria illecita continuata e permanente, tuttora priva di legittimazione urbanistico-edilizia, produttiva di una rilevante e duratura compromissione dell’assetto urbanistico, paesaggistico e ambientale dei luoghi”.
“In tal modo gli indagati, nel’arco di circa 30 anni, sono riusciti a trasformare un territorio prettamente boschivo, nel quale già insisteva un manifatto a vocazione rurale, in un vero e proprio insediamento commerciale destinato all’attività di risotrazione” conclude il procuratore Fragliasso.
Rassegna Stampa