Denuncia del WWF: “riparte la distruzione dei fondi agricoli per farne parcheggi”
Il WWF Terre del Tirreno lancia l’allarme sul progetto, approvato dal Comune di Piano di Sorrento, per la realizzazione di un parcheggio in convenzione nell’area verde ubicata tra la stazione ferroviaria, via Casa Rosa e Piazza Cota. Pubblichiamo il comunicato dell’Associazione ambientalista che nella sua nota sottolinea anche il cambio di passo dell’assessore Anna Iaccarino rispetto a questa problematica dei parcheggi e della conservazione dei suoli agricoli.
L’opera, per come è stata autorizzata, viola la normativa di cui al PUT secondo la sentenza della Consulta 261/21 per la quale “pianificazione e regolamenti non possono derogare al PUT e se derogano sono inefficaci”. Secondo lo schema di convenzione approvato dal Consiglio comunale il 29 dicembre 2025 si ha una deroga al Put. In sintesi il parcheggio in quell’area si potrebbe realizzare ma solo come opera interamente pubblica e non in convenzione col privato.
COMUNICATO DEL WWF TERRE DEL TIRRENO

A Piano di Sorrento si scaldano i motori per far ripartire le ruspe, da troppo tempo ferme! La convenzione con i proprietari dei terreni che dà il via libera all’ennesimo parcheggio interrato da costruire è avvenuta, quasi un blitz, alla vigilia di capodanno. Tra i privati oggetto della convenzione risulta anche per procura un socio della ditta GEMAR esperta proprio nella costruzione dei garage in penisola sorrentina. Stavolta l’ok arriva anche dall’assessore ai lavori pubblici, l’avvocato Anna Iaccarino che, fino a ieri, si era distinta per il suo impegno legale nel team degli ambientalisti (WWF in testa) per ottenere giustizia e un freno al fenomeno devastante e spasmodico di “boxlandia”.
(Questa la dichiarazione dell’Assessore Iaccarino del 30 dicembre pubblicata sul suo profilo facebook: “Abbiamo dato il via ad un’opera tra le più sentite della storia del nostro Paese. Il PARCHEGGIO PUBBLICO A ROTAZIONE nei pressi di Via Stazione. Nel 2012 l’approvazione della Variante Lenticolare, nel 2025 l’apposizione della PUBBLICA UTILITÀ e L’APPROVAZIONE DELLA CONVENZIONE. Un iter lungo e complesso costellato di difficoltà e di bilanciamento di molteplici interessi. Il consumo di suolo non è un argomento per “pazzi visionari” e nemmeno un argomento per gli immancabili “tuttologi da tastiera”, ma è un concetto che è entrato (anche, ahimè, per obiettive necessità) in tutte le agende politiche del Mondo, ci sono, però, casi in cui l’insieme di interessi collettivi da soddisfare prevale e occorre lavorare affinché si garantisca, allora, il massimo beneficio per la collettività. È quello su cui ci siamo impegnati: Avremo un parcheggio pubblico su due livelli, per 254 posti auto TOTALMENTE a rotazione. Sarà possibile l’abbonamento sia per i RESIDENTI di Piano che per i LAVORATORI. In copertura un PARCO VERDE riservato alla pubblica fruizione e un COLLEGAMENTO PEDONALE che attraverso il parco (o in uscita da uno dei piani di parcheggio) condurrà in Piazza Cota. Ndr)

“A distanza di un quarto di secolo – dichiara Claudio d’Esposito presidente del WWF Terre del Tirreno – appare chiara a tutti la portata devastante del fenomeno che, millantando la soluzione dell’inquinamento e del problema traffico, ha fatto sparire centinaia di piccoli e grandi giardini dal paesaggio del nostro fragile territorio. Agrumi, ciliegi, noci, ulivi per un totale di svariate migliaia di alberature abbattute e fatte a pezzi, in tutta la penisola sorrentina, nel corso di due intensi decenni, e migliaia di tonnellate di terreno fertile estratto, caricato su grossi camion e sparito… per sempre! Chi ci ha guadagnato? Non certo la vivibilità e l’aria da respirare ma solo, ed esclusivamente, quei pochi imprenditori che nella costruzione di garage interrati ha trovato ossigeno (complice una offerta al rialzo dei prezzi) alla crisi “costruttoria” in una penisola ormai satura e vincolata. L’oro grigio ha così sostituito l’oro giallo dei limoni. Il cemento si sa ha pochi e semplici ingredienti: sabbia, pietrisco e acqua, ma ci sono anche altri ingredienti, come i molteplici e drammatici fatti di cronaca hanno dimostrato in questi anni, e sono da ricercare nelle connivenze, nella corruzione e nel denaro, sporco e riciclato, della criminalità!
Lap immobiliare, Marrazzo costruzioni, Langellotto… sono solo alcuni dei nomi legati ai tanti interventi tentati o eseguiti negli anni a Piano di Sorrento e di cui si è occupata anche la cronaca. Nella deregulation totale a Piano di Sorrento sono stati consentiti interventi addirittura in zona A, in pieno centro storico, come nel caso dei box interrati in via San Giovanni a pochi metri dall’omonima medievale cappella, a poca distanza da altri box interrati di fronte al Ristorante La Ripetta e al confine, inoltre, di un’altra area di parcheggio a raso a servizio degli uffici MSC con accesso da via Ciampa di cui si ignora quando sia stata autorizzata. Ci eravamo illusi che una rinata consapevolezza e sensibilità avrebbe potuto relegare al passato tale affare “sotterraneo” ai danni della Natura e del paesaggio. Ma pare invece che siamo all’anno zero?”
A Piano di Sorrento sono due i nuovi mega parcheggi interrati che si vorrebbero creare con l’assenso dell’Amministrazione: uno nel giardino residuo limitrofo alla chiesa di Santa Teresa e l’altro sotto l’ultimo giardino di una certa consistenza al centro del paese tra piazza Cota e la stazione ferroviaria. Con tali opere la conurbazione e la città si allargherà dal centro, a sud e a nord, devastando irreversibilmente due fondamentali polmoni di verde residui al centro della città che dovrebbero, invece, essere tasselli irrinunziabili del nostro paesaggio e della nostra storia. Un modo per produrre mobilità veicolare e traffico in due zone al momento di pace e silenzio.
Oltretutto lo schema di convenzione approvato nel recente consiglio comunale per il parcheggio tra Piazza Cota e Stazione è anche in violazione dell’art. 17 della L.R. 35/87 che nelle zone B, di urbanizzazione satura, prevede unicamente “strutture pubbliche” a copertura degli standard di cui all’art.11 non già strutture private convenzionate con la P.A. dove peraltro le tariffe dovranno essere formulate tenendo in considerazione l’utile per il privato.

D’altronde cosa avremmo dovuto aspettarci dai soliti politici, che governano da oltre 30 anni, con la solita mentalità, lo stesso territorio? Fu la Giunta di Giovanni Ruggiero (in carica per un decennio) a pianificare e mettere in essere un’assurda e devastante visione di “Piano Futura” fatta solo ed esclusivamente di ruspe e cemento da colare, dal mare ai monti, in nome di una discutibile economia improntata soprattutto sulla realizzazione di box interrati.
Tale maldestra e miope progettazione fu resa possibile grazie ad una interpretazione alquanto disinvolta della legge regionale 19/01, erroneamente intesa come derogatoria alle norme del PUT. Fu solo la decisa e capillare opposizione del WWF e di altre associazioni, in tutte le sedi, e gli interventi in senso restrittivo di Consiglio di Stato, Consulta e Procura della Repubblica a consentire, purtroppo ad interventi già eseguiti, di arrestare la deriva distruttiva del territorio. Vien da chiedersi se sarà mai raggiungibile l’obiettivo di impedire ulteriori disgraziate avventure edilizie a discapito dei nostri giardini e della nostra vivibilità. L’impressione è che le amministrazioni abbiano abdicato a pianificare gli interventi, anche e soprattutto quelli di interesse pubblico, demandando scelte e gestione del territorio a privati imprenditori che, sarà un caso, appaiono sempre i soliti.
Si dichiara che il parcheggio tra Piazza Cota e la Stazione risolverà il problema della carenza di posti auto in centro ma senza valutare altre criticità. Nessuno che si ponga il problema della qualità dell’aria e dell’altissimo tasso di inquinamento (causa di allergie, malattie respiratorie e tumorali) e ravvisi la necessità (obbligo!) di adottare e mettere in pratica un Piano di Mobilità, e nemmeno si chiede perché Piano di Sorrento parrebbe essere il primo comune dell’intera provincia di Napoli per immatricolazione pro-capite di veicoli? Non sarà forse merito proprio di una politica di incentivazione all’uso dell’auto? Piano è uno dei pochi comuni che ha costruito i parcheggi interrati prima ancora della famigerata L.R. n. 19 del 2001, parcheggi divenuti poi tutt’altro (officine, supermercati, palestre, uffici, depositi, ecc…).
Non sarebbe forse il caso, prima di costruirne ancora altri, di censire quanti box interrati edificati con la legge regionale 19/01 siano al momento inutilizzati adottando, in caso di mancato utilizzo o vendita in regime di pertinenzialità o di cambio abusivo di destinazione d’uso, i provvedimenti previsti sia dalla stessa regionale che dal DPR 380? L’ufficio tecnico comunale e i vigili hanno mai fatto un controllo in tal senso e quali sono stati i risultati?
“Il sindaco ritiene che la problematica dei parcheggi auto si sia resa evidente nelle ultime festività – sottolinea Claudio d’Esposito – ma sfido chiunque a recarsi nel centro di qualsiasi città durante feste ed eventi senza trovare traffico? La realtà è che siamo di fronte ad un gruppetto di amministratori pubblici che prendendo a giustificazione, come in un mantra, la “vocazione commerciale” di Piano di Sorrento invoca nuovi parcheggi e, non considerando affatto l’opportunità di disincentivare l’uso di veicoli a motore, persevera negli stessi errori del passato, a partire dal consumo di suolo. Nella costruzione di ennesimi parcheggi al posto di giardini c’è tutta l’ipocrisia di chi propone soluzioni senza andare alla ricerca delle cause strutturali del problema. In un panorama come quello attuale, la difesa della Natura e degli alberi torna a essere un criterio di verità, e diventa cartina di tornasole della nostra quotidianità in pericolo: non un semplice slogan ma indicatore reale dello stato di salute delle nostre città. Perché dove gli alberi vengono rispettati, curati e integrati, esiste una possibilità di futuro; là dove vengono sacrificati o non se ne ha la giusta cura, il declino sarà inevitabile”.
Si parla tanto di consumo di suolo, un concetto ormai entrato in tutte le agende politiche del pianeta ma, come altri bei propositi, continua ad essere solo un bello spot. In Italia il consumo di suolo ha raggiunto il record di 2,7 m al secondo. In Europa siamo i primi della classe! Il “suolo” a Piano di Sorrento, quando serve, può cedere il passo a 254 auto da parcheggiare? Il problema della sosta auto non può essere sempre una valida scusa per distruggere i giardini. Ci sarebbero ben altri posti da riqualificare, magari anche progettando parcheggi interrati (es: sotto piazza mercato, sotto l’area dei vigili urbani o sotto la piazza Cota dove risulta approvato un progetto dal lontano 1996 con l’Amministrazione Nastro), oppure più semplicemente realizzando parcheggi a raso negli stessi giardini, senza necessariamente sventrarli, schermandoli con siepi e alberi ad alto fusto e facendo attenzione a predisporre opere di protezione del suolo.

Ma come si fa a valutare un enorme sbancamento di terreno al centro del paese come un intervento che “rispetta l’ambiente”, come dichiarato pubblicamente dal sindaco Salvatore Cappiello? Sembra quasi una dichiarazione Trumpiana tanto appare folle!
In quanto all’area a verde convenzionata di 4813 mq, che dovrebbe sorgere sull’autorimessa tra piazza Cota e la Stazione, è sufficiente dare un’occhiata all’ALLEGATO B del progetto per rendersi conto dell’ennesimo bluff: al posto del polmone verde, rappresentato oggi da centinaia di alberature, verranno piantati 90 alberelli e qualche siepe tra strade, viali e vialetti in cemento. Sembra francamente il copione di un brutto film già visto! E’ sufficiente una disamina delle diverse opere interrate realizzate negli anni nel Comune di Piano di Sorrento per documentare tutta una serie di difformità più o meno gravi e la frequente assenza di alberi sulla copertura dei garage. Un esempio clamoroso è quello dell’autorimessa in via dei Platani: realizzata dalla Gemar (n.d.r. alcuni dei possibili firmatari della convenzione sono soci di questa società) che attende da oltre 25 anni la piantumazione di alberi sulla copertura del tetto! Infine è recentissima l’ordinanza n°2 del 15 01 2026 emessa dal settore antiabusivismo del Comune di Piano di Sorrento che, a seguito di una verifica al “Parcheggio via Bagnulo” (in fitto alla “soc. Elettrodiesel S.n.c”) – realizzato con concessione edilizia del 6 giugno 1990 dalla società “Ing. Scarpati e arch. Gargiulo S.p.a.”, soggetto promotore dell’opera a interesse pubblico sostituitosi al Comune, si è accorto, appena con un po’ di ritardo (a oltre 30 anni dalla sua realizzazione!), che la struttura presenta difformità rispetto ai titoli rilasciati e, addirittura, è utilizzata anche in modo difforme dalla convenzione stipulata con il comune che per i piani fuori terra prevedeva un parcheggio a rotazione. Abusi sono stati riscontrati anche al primo piano e sull’area esterna a Nord ed Est, originariamente prevista “a verde” ma poi, guarda caso, pavimentata. Appare grave che nessuno abbia mai verificato che piano terra e primo piano, per una superficie di almeno 1.590 mq, avrebbero dovuto essere utilizzati a parcheggio pubblico e che il diverso uso violava proprio il rapporto convenzionale tra privato e amministrazione comunale. Ci sarebbe infine da capire, visto che le difformità erano state già accertate nel 1996 e sanzionate nel 1997, chi ha omesso in tutti questi anni i controlli e per quale motivo? Eppure l’autorimessa dista appena 150 metri dagli uffici comunali. I casi sopra citati solo esempi, non sono certo esaustivi delle molteplici vicende dei “parcheggi” a Piano di Sorrento, ma sollevano di certo interrogativi sull’opportunità di continuare sulle medesime strade del passato!