Meta e gli “orrori” a Villa Simpliciano…Una realtà che dobbiamo conoscere per intero!

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di Vincenzo Califano

META – Come i Carabinieri del NAS di Napoli, non abbiamo preavvisato Villa Simpliciano della nostra visita e così stamattina ci siamo introdotti nella struttura socio-sanitaria che da 48 ore è finita alla ribalta delle cronache nazionali per il blitz notturno degli ispettori e per l’arresto (ai domiciliari) di un dipendente che nella serata di venerdì svolgeva il proprio servizio. Il clamore nazionale e le reazioni suscitate da questa vicenda, unitamente ai tanti commenti che riceviamo e che abbiamo raccolto in queste ore, imponevano una verifica sul campo in ossequio a una deontologia professionale cui sempre ci ispiriamo nel nostro lavoro.

Vi raccontiamo perciò questa mattinata a Villa Simpliciano con il titolare Antonio Giaccoli, il personale dell’Azienda, i familiari che, tanto più dopo il clamore mediatico suscitato dalla vicenda, si sono recati a far visita ai propri parenti e a testimoniare solidarietà a tutto l’ambiente e ai lavoratori. Abbiamo realizzato due video della nostra visita ai luoghi (visibili su www.sorrentochannel.tv), conosciuto i pazienti, parlato con i lavoratori.

L’esperienza vissuta ci impone di approfondire alcune questioni, senza che ciò suoni a pregiudizio del lavoro del NAS cui va sempre il plauso per la costante azione che l’Arma svolge a tutela della salute e della sicurezza pubblica contro i tanti malfattori che operano nei più svariati campi.

D’altro canto merita di essere conosciuto e valutato il lavoro svolto non da oggi, ma dal lontano 1996, da tutti gli addetti di Villa Simpliciano che, fuor di ogni dubbio, non possono essere assimilati a medici e infermieri in senso tradizionale perchè un ambiente come Villa Simpliciano non accoglie h24 degenti comuni, cioè malati come siamo abituati a concepirli. Si tratta  piuttosto di persone, uomini e donne, prevalentemente di mezz’età o anziane che vivono, si fa per dire, una quotidianità che non è per nulla assimilabile a quella che viviamo nè noi nè i degenti ospedalieri!

Antonio Giaccoli ci accoglie senza tradire alcun nervosismo e ci dà campo libero per la nostra visita, nei colloqui e nelle richieste di spiegazioni ed esibizione di documenti su tutto quanto è accaduto. Ci esibisce il rapporto, addirittura la carta dei servizi della struttura! Conferma il proprio rispetto per l’operato delle Forze dell’Ordine e nell’attesa che si chiariscano tanti punti, (molto dei quali evidentemente controversi sulla base dei rilievi svolti e contestati), ci accompagna in questo viaggio surreale tra gli “ospiti” di questa speciale Villa definita la Clinica degli orrori!

Basta osservarli i 37 degenti per rendersi conto che, nella stragrande maggioranza dei casi, di umano conservano solo le sembianze fisiche, anch’esse stravolte dalla malattia e dall’inconsapevolezza permanente che hanno di sè e delle proprie gesta. La donna ritrovata rinchiusa nel bagno è affetta da una patologia mentale che la spinge a urinare e a defecare ovunque e a nutrirsi dei propri escrementi. Coprofagia, è definita con termine medico e si tratta di una parafilia sessuale.

E’ il caso sicuramente più eclatante, ma non è il solo perchè questi pazienti non osservano regole, non intrattengono normali rapporti, nè consuetudini che per noi sono familiari e scontate. E’ gente che si straccia le vesti di dosso, che si denuda all’improvviso per defecare in qualsiasi posto, per aggredire altri degenti, che non sa tenersi indosso un pannolone o coprirsi con un lenzuolo, che rompe quello che ha per le mani e può utilizzare qualsiasi strumento per fare del male o per farsi del male…Insomma ognuno è afflitto da problemi gravissimi che nessuna famiglia potrebbe quotidianamente affrontare!

Nè l’assistenza professionale loro assicurata è equiparabile a quella di un lavoro inteso in senso tradizionale, perchè senza una buona dose di umanità e di altruismo non è possibile lavorare tutti i giorni in un ambiente così senza pagarne un prezzo salatissimo. I ritardi nei pagamenti sanitari da parte della pubblica amministrazione hanno ulteriormente complicato la vita all’azienda e ai lavoratori in particolare che, seppur in ritardo con qualche stipendio, non smettono di assistere i degenti e di assicurar loro le massime cure, pur sempre nei limiti delle condizioni di cui parliamo!

Con questo non ci facciamo carico di un’assoluazione preventiva della Villa circa le proprie proprie eventuali responsabilità, ma evidenziamo con forza che senza una contestualizzazione dei fatti che hanno provocato questo scandalo nazionale non è possibile comprendere il problema e individuare responsabilità oggettive che sono evidentemente in capo a una molteplcità di soggetti e di enti chiamati a fare i conti con i propri limiti e vincoli, ma anche con inadeguatezze e con insufficiente croniche.

L’intervento del Ministro della Sanità, Lorenzin, sui fatti accaduti a Meta e l’annunciata disponibilità a voler visitare la struttura, trovano assolutamente disponibile il titolare e il personale tutto della Villa. Dal canto nostro auspicheremmo che la visita abbia luogo per tutto il tempo necessario e nelle ore più critiche, quelle notturne, per rendersi conto di che cosa significa oggi assistere malati mentali, anche molto gravi, e dell’urgenza di legiferare in merito.

Tutto ciò nell’interesse dei malati stessi e di migliaia di famiglie che non hanno alternative se non quelle di ricoverare i parenti affetti da tanti e tali sindromi psichiche in strutture che hanno oggettivamente bisogno di una legislazione straordinaria per poter continuare a svolgere il proprio lavoro.

Da oggi in avanti non sarà più possibile essere ignoranti sull’argomento perchè si tratta di un dramma umano e sociale col quale una società moderna, evoluta e soprattutto attenta ai bisogni delle persone è chiamata a confrontarsi senza pregiudizi e senza falsi pudori, ma anche senza tanti luoghi comuni e senza ipocrisie che non servono a risolvere il problema…Piuttosto lo aggravano!