Raffaele Lauro sul sequestro del Sedil Dominova: “quanti ricordi…”
di Raffaele Lauro
Caro Direttore, ho letto tutte le notizie più recenti, sempre complete, anche a carattere giudiziario, da Te pubblicate, riguardanti la vicenda del Sedil Dominova e della Società Operaia, in un misto di sentimenti contrastanti: di commozione, di orgoglio e di profonda amarezza! Mi hanno assalito i tanti ricordi che mi hanno legato e mi legano tuttora al Sedil Dominova, celebrato, come luogo sacro di rivendicazione popolare al governo della città, nel mio romanzo “Sorrento The Romance”, e alla storia insigne della Società Operaia. In particolare: le cerimonie di premiazione, come assessore alla cultura della mia amata città; delle significative iniziative culturali promosse dal sodalizio e le visite allo stesso di personalità istituzionali, nazionali ed estere, da me accompagnate, nella qualità di prefetto e di senatore della Repubblica. E, non da ultimo, le sempre suggestive celebrazioni natalizie, con al centro quel gioiello del Settecento: il Presepe. Nè posso sottacere, in questa sofferta occasione, l’onore che mi fu concesso di diventare socio onorario, di cui conservo, come una reliquia, nella mia camera da letto, la pergamena del conferimento, con la foto e le firme di tutti i soci, a partire dal mio indimenticabile amico e presidente, Antonino Stinga! Nel rispetto assoluto delle decisioni della magistratura, auspico, tuttavia, che si pervenga, al più presto, ad un chiarimento rasserenante, nonché ad iniziative delle istituzioni preposte per la salvaguardia di un bene storico-culturale preziosissimo e, nello stesso tempo, dell’epopea gloriosa, civile e sociale, della nostra Società Operaia!