Vico Equense si candida a capitale del mare 2027…un dossier Penisola Sorrentina avrebbe maggiori chance
Entro il 30 settembre dovrà essere formalizzata la candidatura a “Città del Mare 2027” che l’amministrazione comunale di Vico Equense intende presentare con l’obiettivo di realizzare un progetto (per il quale la Presidenza del Consiglio assegna 1 milione di euro) che valorizzi la storia e la cultura marinara attuando una serie di iniziative anche in collaborazione con altri enti e privati da coinvolgere nel programma. Per questo il sindaco Giuseppe Aiello ha rivolto un invito pubblico a sostenere la candidatura della sua città con atti ufficiali che rafforzino la proposta di Vico Equense. Premesso che qualunque iniziativa che esalti l’identità e l’attrattività di una comunità e di un territorio rappresenta un’opportunità da cogliere assolutamente, va anche detto però che ancora una volta si registra (come per il 2025 ha fatto, senza successo, il Comune di Sorrento con la candidatura a capitale italiana del libro) la mancanza di una sinergia globale del territorio peninsulare che, soprattutto in materia di mare, avrebbe molte più carte da giocarsi in virtù di peculiarità comunali che dovrebbero essere parte integrante del dossier a supporto della candidatura: si attuerebbe cioè un partenariato tra i sei comuni peninsulari con l’indicazione di un comune capofila che potrebbe essere Vico Equense per il fatto di aver assunto l’iniziativa. Ci sono storie e numeri che, i nquesta ottica, renderebbero assolutamente competitiva la Penisola Sorrentina intesa come entità territoriale omogenea. Proviamo a spiegarne le ragioni.
Presentare un dossier unico consentirebbe di comporre un mosaico identitario unico al mondo fondato sui seguenti pilastri:
Formazione e cultura nautica: l’Istituto Nautico “Nino Bixio” di Piano di Sorrento — una delle istituzioni scolastiche marittime più antiche d’Italia (fondato nel 1863) — rappresenta il presidio storico della cultura della navigazione, dell’ingegneria e della formazione degli ufficiali.
Economia armatoriale e logistica globale: la tradizione mercantile del territorio ha dato i natali o lo slancio a dinastie e colossi armatoriali che hanno segnato la storia marittima mondiale: dall’epopea di Achille Lauro alla nascita di Gianluigi Aponte e del gruppo MSC (leader mondiale del trasporto container e dei crociera), senza dimenticare la tradizione cantieristica di Meta con i celebri cantieri navali dei bastimenti ottocenteschi.
Biodiversità e tutela ambientale: l’eccellenza scientifica del Banco di Santa Croce a Vico Equense si sposa con il sistema di tutela dell’Area Marina Protetta Punta Campanella che abbraccia Massa Lubrense, Positano, Piano, Sant’Agnello, Sorrento e Vico Equense integrando la conservazione dell’ecosistema marino con la fruizione turistica sostenibile.
Archeologia e mito marittimo: dai resti delle ville marittime romane di Massa Lubrense e Sorrento al mito delle Sirene, il patrimonio sommerso e costiero assume una dimensione globale.
Mettere in rete tutte queste componenti trasformerebbe la candidatura da “progetto locale di un singolo comune” a “dossier di rilevanza internazionale“, capace di competere ad armi pari con le grandi città portuali italiane.
Per superare il vincolo istituzionale del bando che è indirizzato ai Comuni ci sarebbero due soluzioni strategiche:
- l’Unione di Comuni o Accordo di Programma: i comuni della Penisola (Vico Equense, Meta, Piano di Sorrento, Sant’Agnello, Sorrento, Massa Lubrense) potrebbero costituire un coordinamento formale e designare un Comune capofila che presenti il dossier a nome dell’intero comparto territoriale.
- Candidatura d’area sul modello “Procida 2022”: già per la Capitale della Cultura, la candidatura di Procida ha dimostrato come un’isola/territorio circoscritto possa vincere puntando sull’unità identitaria di una comunità costiera coesa.
La frammentazione amministrativa della costiera rappresenta storicamente il principale punto di debolezza del territorio. Se ogni singolo municipio continua a procedere in modo autonomo con micro-candidature individuali si disperdono risorse umane ed economiche per la redazione dei dossier, si indebolisce il peso politico e mediatico nei confronti della commissione valutatric, si presenta una visione parziale (solo ambiente a Vico, solo formazione a Piano, solo ricettività a Sorrento), perdendo la narrazione d’insieme dell’ecosistema mare. Promuovere la candidatura della “Penisola Sorrentina – Capitale Italiana del Mare 2027” rappresenterebbe non solo una scelta di efficienza tattica per vincere il bando da 1 milione di euro, ma soprattutto un test di maturità politica per la governance locale dimostrando la capacità di superare i campanilismi per valorizzare una filiera del mare che integra scuola, grande armamento, cantieristica storica e tutela ambientale.
QUALI CITTA’ ITALIANE POSSONO RIVENDICARE IL TITOLO
1. Genova: Antica Repubblica Marinara, primo porto d’Italia, polo di ricerca sull’ingegneria navale e sede dell’Acquario, snodo storico delle rotte mediterranee.
2. Venezia: patrimonio UNESCO indissolubilmente legato alla laguna, simbolo di ingegneria idraulica, storia navale e resilienza climatica.
3. Napoli: sede della Stazione Zoologica Anton Dohrn (tra i più antichi centri di biologia marina al mondo), università navali e identità culturale profondamente marinara.
4. Trieste: capitale scientifica ed economica del mare in Adriatico, sede dell’OGS (Istituto Nazionale di Oceanografia) e punto strategico della cantieristica e della vela.
5. Livorno: sede dell’Accademia Navale, fulcro della marineria e della formazione marittima italiana, con una radicata tradizione commerciale e portuale.
6. Taranto: città tra due mari, nodo strategico della Marina Militare, centro di ricerche per la mitilicoltura e il recupero ambientale e archeologico subacqueo.
7. Trapani: storica capitale delle tonnare e delle saline, culla della navigazione del Mediterraneo occidentale e tra i primi comuni ad aver avviato formalmente il percorso 2027.
8. Ravenna: polo europeo per le tecnologie offshore e la transizione energetica marina, custode di un patrimonio archeologico costiero e portuale millenario.
9. Amalfi: prima Repubblica Marinara e patria delle Tavole Amalfitane (il più antico codice di diritto marittimo), simbolo mondiale dell’identità costiera della Campania.
10. Vico Equense e comprensorio della Penisola Sorrentina: unicum biogeografico valorizzato dal Banco di Santa Croce (sito di rilevanza internazionale per la biodiversità marina), integrato da una millenaria tradizione cantieristica/marinara e dalla tutela delle Aree Marine Protette.