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A Castelammare di Stabia riapre il cantiere per il nuovo ospedale…la situazione ospedaliera nell’Asl Napoli 3 Sud

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Riprendono i lavori di demolizione delle nuove terme nell’area del Solaro a Castellammare di Stabia per la costruzione del nuovo ospedale che ridefinisce profondamente l’assetto della rete ospedaliera dell’Asl Napoli 3 Sud. E’ l’occasione per approfondire l’argomento tenendo presente lo stop che ha interessato il progetto dell’Ospedale Unico a Sant’Agnello (revoca del finanziamento di circa 100 mln di euro a fronte di una conferenza dei servizi indetta e mai conclusa), la protesta dei cittadini di Vico Equense che invocano la riapertura del Pronto Soccorso nell’ospedale “De Luca e Rossano“, il ruolo dell’ospedale di Boscotrecase dove di recente è stato riaperto il Pronto Soccorso fino alle criticità connesse all’assunzione di personale medico e paramedico che rappresenta uno dei problemi gravi e che rischia di pregiudicare servizi e compromettere il funzionamento di reparti.

Il nuovo ospedale al Solaro

Procediamo con ordine accendendo i riflettori sul nuovo ospedale che sorgerà a Castellammare di Stabia su una superficie di circa 60mila mq e con un investimento stimato tra i 120 e 200 milioni di euro a servizio di un’utenza stimata tra i 300mila e i 600mila abitanti. Si tratta quindi di un grande DEA di I Livello (Dipartimento d’emergenza e accettazione) destinato a gestire la complessità clinica e l’alta automazione e a fungere da polo di attrazione anche per l’Agro Nocerino-Sarnese e l’area vesuviana.

Sono previsti 310 posti letto totali, distribuiti in moderni reparti di degenza. Emergenza-Urgenza: un Pronto Soccorso ad alta efficienza dotato di Osservazione Breve Intensiva (OBI), shock room e una sala chirurgica dedicata esclusivamente alle urgenze. Blocco Operatorio Centrale: almeno 6 sale chirurgiche d’avanguardia, con spazi dedicati a: chirurgia robotica, emodinamica, neuroradiologia e radiologia interventistica. Area Materno-Infantile: blocco parto autonomo dotato di una propria sala operatoria interna. Regime diurno e ambulatoriale: ampi spazi per day hospital, day surgery e poliambulatori specialistici. Diagnostica e Riabilitazione: servizi avanzati di diagnostica per immagini e percorsi dedicati alla fisio-chinetiterapia (Fkt). Praticamente il nuovo ospedale si candida a diventare il “Monaldi” dell’area stabiese-vesuviana.

Quale sarà il destino del “San leonardo”? La costruzione del nuovo ospedale non comporterà la chiusura intesa come dismissione del patrimonio sanitario del San Leonardo, ma ne determinerà una totale rifunzionalizzazione. Secondo i piani programmatici espressi dalla direzione generale dell’ASL Napoli 3 Sud, il San Leonardo cederà l’anima di “emergenza-urgenza” (pronto soccorso, rianimazione, blocchi operatori per acuti) al nuovo e più moderno hub termale. Una volta completato il trasferimento delle attività per acuti, l’attuale plesso di Viale Europa verrà riconvertito in struttura di supporto territoriale: presidio per la lungodegenza e la riabilitazione intensiva. Polo ambulatoriale e di cure intermedie: sede per la gestione delle cronicità, sollevando il nuovo ospedale dal sovraccarico di prestazioni non urgenti. Una considerazione non trascurabile rguarda la fase di transizione che sarà sicuramente complessa: il San Leonardo soffre da anni di una cronica emorragia di personale medico nei reparti chiave (neurologia, medicina generale, pronto soccorso) per cui occorre scongiurarne il collasso prima che entri in funzione il nuovo polo ospedaliero.

Il caso del “De Luca e Rossano” a Vico Equense

Ospedale “De Luca e Rossano”

Continuano le proteste dei cittadini di Vico Equense che invocano la riapertura del “pronto soccorso” chiuso nella stagione del covid. Su questo bisogna essere onesti e concreti: non ci sono possibilità che venga istituito il pronto soccorso al “De Luca e Rossano” sulla base degli attuali vincoli legislativi e delle scelte organizzative dell’Asl Napoli 3 Sud. Il presidio vicano non risponde più ai requisiti minimi previsti dal Decreto Ministeriale 70/2015 (lo standard nazionale che fissa i criteri per i punti di emergenza, Ndr). Un Pronto Soccorso, per essere sicuro ed efficiente, non può essere semplicemente “una stanza con un medico“, ma deve avere alle spalle reparti di rianimazione, cardiologia con Utic, chirurgia generale e radiologia h24.

L’ASL si muove in una direzione opposta alla riapertura del PS concentrando tutta la rete dell’emergenza sul polo di Castellammare (DEA di I Livello), ritenuto geograficamente e strutturalmente baricentrico. C’è da fare i conti con la fuga dei medici, con la carenza drammatica dei medici  di medicina d’emergenza-urgenza per cui è impossibile coprire i turni persino nei PS già attivi a Castellammare e a Boscotrecase per cui aprire un ulteriore punto d’emergenza a Vico Equense è tecnicamente insostenibile per la carenza di organico. Il destino del “De Luca e Rossano” è stato ridisegnato nella programmazione aziendale come un ospedale a forte vocazione programmata (day surgery, ortopedia avanzata, lungodegenza) e presidio territoriale per la salute della donna e del bambino, non come nodo della rete di emergenza tempo-dipendente. Quindi con questa prospettiva bisogna lavorare per un potenziamento del servizio del 118 per cui l’Asl deve garantire la sicurezza dei cittadini blindando la rete delle ambulanze con medico a bordo (SAUT) e garantendo che i tempi di percorrenza stradale verso Castellammare restino nei limiti salvavita. Quest’ultima è la vera criticità da affrontare nel territorio peninsulare anche rispetto alla gestione efficiente del servizio 118.

I Distretti Sanitari dell’Asl Napoli 3 Sud

Veniamo al problema più grave con cui l’Asl Napoli 3 Sud deve fare i conti che riguarda i flop dei concorsi e il fabbisogno organico. Ci sono le risorse economiche per assumere il personale, ma i bandi vanno deserti. Per esempio nel grande concorso unico regionale bandito per coprire i posti vacanti nei Pronto Soccorso della Campania rispetto a un fabbisogno di 363 posti si sono presentati solo 62 candidati. I Pronto Soccorso cardine dell’ASL Napoli 3 Sud (Castellammare di Stabia, Nola, Boscotrecase) operano stabilmente con una copertura dei turni medici inferiore al 65-70% rispetto alla pianta organica teorica.  A livello regionale mancano circa 400 medici d’urgenza, una quota destinata a salire fino a 800 unità entro il 2027 a causa dei pensionamenti anticipati. L’ASL Napoli 3 Sud, insieme a Salerno e Caserta, rappresenta l’area a più alta densità di posti vacanti. Per garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e scongiurare la chiusura dei reparti, la Direzione Strategica dell’ASL Napoli 3 Sud è costretta a ricorrere a strumenti straordinari di flessibilità: 1. L’azienda ha attivato procedure a sportello permanente (manifestazioni d’interesse senza scadenza) per reclutare camici bianchi per periodi di sei mesi, nel tentativo continuo di colmare i vuoti lasciati dai concorsi a tempo indeterminato andati deserti. 2. La continuità assistenziale h24 viene retta quasi interamente sullo straordinario e sulle prestazioni aggiuntive (pagate a tariffa oraria maggiorata) del personale interno, esponendo i medici a turni massacranti e aumentando il rischio di burnout. 3. La crisi d’organico costringe l’ASL a soluzioni di flessibilità estrema sia interna sia esterna. Ne è un esempio emblematico la recente convenzione stipulata dall’ASL Napoli 3 Sud per l’invio di propri specialisti (pediatri e neonatologi) in supporto all’Azienda Sanitaria del Molise per il trasporto d’emergenza neonatale: un’operazione condotta “in solidarietà” nonostante la forte pressione patita dagli stessi presidi interni dell’azienda (come Torre del Greco o Nola).

Riportiamo un articolo relativo alle proposte del sindacato ANAAO ASSOMED per la riforma del SSN

AGGIORNAMENTO 24/06/2026

Questa mattina si firma l’accordo nazionale collettivo dei medici di medicina generale che prevede l’obbligo per i medici di famiglia di svolgere fino a 6 ore per 48 settimane all’anno nelle Case di Comunità.

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