Fico: il “de profundis” per l’Ospedale Unico…Se ne parlerà, forse, col nuovo Piano Ospedaliero

Interpellato dai giornalisti al Forum Ambrosetti di Sorrento il presidente della Giunta Regionale della Campania, Roberto Fico, ha ufficializzato il definanziamento del progetto Ospedale Unico della Penisola Sorrentina motivando la decisione con la mancanza di un luogo dove costruirlo. Nello stesso tempo ha detto che nel nuovo piano ospedaliero si potrà soddisfare questa esigenza del territorio, nel qual caso i soldi ci saranno. Ecco la notizia diramata dall’Ansa: “I finanziamenti si revocano quando non c’è un progetto in campo. In questo caso un luogo dove fare l’ospedale”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, parlando con i giornalisti a margine del forum ‘Verso il sud’ dell’ospedale unico della Penisola sorrentina e della Costiera amalfitana. La decisione di revocare il finanziamento “non significa non fare l’ospedale – ha spiegato – ma recuperare soldi che non potrebbero essere spesi. Nessun allarme da questo punto di vista: se ci sarà la possibilità, nella scrittura del nuovo Piano ospedaliero, i fondi ci saranno. Il punto è scrivere un nuovo Piano che possa abbracciare le esigenze di tutta la regione e anche della costiera sorrentina, che riteniamo un’area importante“. Vi proponiamo la testimonianza-video della dichiarazione di Fico. VIDEO
Sabato scorso ne hanno discusso i tre aspiranti sindaci (Raffaele Attardi, Corrado Fattorusso e Ferdinando Pinto) nell’ambito di un confronto pubblico svoltosi al Teatro Tasso. Ovviamente non possiamo esimerci da una riflessione sull’epilogo di questa storia che abbiamo seguito sin dall’inizio con l’intento di documentarne tutti i diversi passaggi e con l’auspicio che l’opera venisse realizzata superando le difficoltà e le criticità rilevate. Tutto solo in nome dell’unico e superiore interesse di avere in Penisola Sorrentina un ospedale degno di questo nome, in grado di soddisfare le esigenze di chi ci vive e di chi ci viene in vacanza per ridurre allo stretto necessario la “migrazione sanitaria“, i trasferimenti in altri nosocomi, i ricoveri in altre strutture ospedaliere fatta eccezione per un’assoluta mancanza di alternative o per patologie non trattabili in loco. Hanno prevalso tutte le altre ragioni rispetto anche alla prospettiva che un nuovo e moderno ospedale sarebbe stato un attrattore per nuove professionalità e specialisti di cui si avverte oggettivamente il bisogno. Questi aspetti il fronte intransigente del no non li ha mai presi in considerazione.
Rendiamoci conto della situazione reale, non di quella raccontata ad uso e consumo di “platee ignoranti“. Escluso definitivamente il sito di Sant’Agnello (quello che ospita la sede del distretto sanitario 59) i comuni dovranno individuare una nuova area edificabile che, non essendo di proprietà dell’Asl Napoli 3 Sud, dovrà essere acquistata o espropriata con un enorme lievitazione dei costi complessivi. Inoltre bisogna tener presente i vincoli di natura urbanistica, ambientale e paesaggistica gravanti sull’intero territorio peninsulare (Put) che riduce al minimo la possibilità di individuare un’area idonea in uno dei cinque restanti comuni. I Sindaci peninsulari non si sono mai cimentati in questo esercizio che è innanzitutto di natura tecnica per cui la prospettiva di un nuovo piano ospedaliero regionale (se effettivamente sarà elaborato) senza l’indicazione dell’area dove si potrebbe realizzare l’opera resta del tutto campata in aria per quanto riguarda la Penisola Sorrentina.
Il finanziamento revocato era destinato alla “nuova edilizia sanitaria“, frutto di un accordo Stato-Regione e per la stragrande maggioranza finanziato con fondi statali (Ministero della Salute) e regionali (pari al 5% già impegnati per la progettazione e gli studi di fattibilità). Quindi l’annuncio che i soldi non si sono perduti e che saranno disponibili col nuovo piano ospedaliero, tenendo presente il contesto in cui versa la sanità regionale e nazionale vittima di consistenti tagli e di riduzione dei servizi che favoriscono la privatizzazione dell’assistenza, non ha alcun fondamento. E questo Fico&Co lo sanno benissimo confortati anche dal fatto che non sarà un problema loro (un nuovo finanziamento tutto regionale) visto che occorreranno altri vent’anni, se ce ne sarà la volontà da parte dei comuni peninsulari, per svolgere l’intera procedura. E’ più realistico e politicamente onesto dichiarare che si è perduta questa opportunità e che non ce ne saranno più in futuro. Per la Regione era prioritario recuperare questi soldi rifiutati dalla Penisola Sorrentina per poterli impiegare altrove. Quindi un nuovo ospedale in Penisola Sorrentina, come concepito e finanziato, non ci sarà più e ci si dovrà arrangiare con quello che c’è, almeno fino a quando Sorrento e Vico Equense potranno garantire l’esistente. Per tutto il resto ci si dovrà rivolgere a Castellammare di Stabia, a Boscotrecase, all’Ospedale del Mare.