Sorrento

Fibrillazioni in città per il voto: un articolo di Iurillo chiama in causa la Fondazione, replica Milano

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Giornata frenetica sul piano mediatico per il susseguirsi di notizie sul prossimo appuntamento elettorale della Città del Tasso nel mentre si stanno svolgendo gli interrogatori di garanzia presso la Procura della Repubblica di Torre Annunziata degli indagati dell’inchiesta sistema-Sorrento. Un articolo di Vincenzo Iurillo su Il Fatto Quotidiano ha chiamato in causa la Fondazione Sorrento dove sarebbe stata rilevata una presenza tra gli “amici della fondazione” di una società in odore di camorra. Immediata la reazione dell’amministratore delegato della Fondazione Gaetano Milano che ha diffuso un comunicato stampa. Intanto circola un comunicato dell’agenzia Nova che richiama una nota del Viminale che conferma l’appuntamento elettorale precisando che il comune sarà sottoposto a un’attenta sorveglianza.

SCHIZZI DI FANGO GRATUITI SULLA FONDAZIONE SORRENTO

Gaetano Milano

“Da un articolo pubblicato su IL FATTO QUOTIDIANO nell’ambito delle “rivelazioni” sul contenuto della relazione della COMMISSIONE D’INCHIESTA che ha riguardato il Comune di Sorrento, viene riportata tra l’altro l’annotazione di una presenza di infiltrazioni malavitose nella Fondazione Sorrento in ragione della partecipazione di una società che svolge attività di agenzia di viaggi sul territorio nella quale ci sarebbe la partecipazione minoritaria di soggetti legati a clan malavitosi.
È mio dovere chiarire che la Fondazione Sorrento giammai ha avuto rapporti con soggetti che non fossero di assoluta trasparenza, mai ha affidato servizi o sottoscritto appalti a società o soggetti contigui o vicini ad associazioni camorristiche o mafiose che dir si voglia.
Al di là dell’enfasi giornalistica, si fa probabilmente riferimento alla partecipazione di una società (agenzia di viaggi) che sostiene la Fondazione Sorrento con un contributo annuo di euro 1.000,00 (mille).
Tali partecipanti vengono classificati come da Statuto “Amici della Fondazione” senza alcun ruolo nell’amministrazione della Fondazione a qualsiasi titolo.
Faccio rilevare che, se questi sono i presupposti della proposta di scioglimento, quest’ultima si rivela solo un assemblaggio di fatti e persone lungi dal caratterizzare un sistema pervasivo sulla attività della Pubblica Amministrazione (e della Fondazione Sorrento in particolare)“.

“Sistema Sorrento”, la commissione d’accesso: “Nella Fondazione presieduta da Aponte si è infiltrata una ditta collegata al clan”

di Vincenzo Iurillo

Vincenzo Iurillo

“Clima tesissimo nella città del Tasso, mentre affiorano ulteriori indiscrezioni sulle motivazioni della proposta di scioglimento per camorra. Si vota a fine maggio e c’è chi propone di non presentare le liste se Piantedosi non assume una decisione nei prossimi giorni
‘Sistema Sorrento’, la commissione d’accesso: “Nella Fondazione presieduta da Aponte si è infiltrata una ditta collegata al clan”
La camorra sarebbe riuscita ad infiltrarsi nella Fondazione Sorrento, la cassaforte degli eventi culturali della perla della costiera, presieduta sin dalla nascita dal magnate di Msc Gianluigi Aponte, attraverso una agenzia di viaggio inserita tra gli “Amici della Fondazione”. Sotto questa definizione, riportata dall’articolo 9 dello statuto, ricadono le persone fisiche o giuridiche che condividono e finanziano le finalità che ha sede nel bene comunale di Villa Fiorentino. Tra queste, c’è una srl con sede in Sant’Agnello dove un terzo delle quote è in mano al figlio di un “fiancheggiatore del clan D’Alessandro sposato con la figlia di un boss del clan Cesarano”.
Lo scrive la commissione d’accesso del Comune di Sorrento presieduta dal vice prefetto Vincenzo Chietti nella relazione conclusiva. Un documento esplosivo che langue dai primi di aprile in un cassetto del Viminale. E’ una circostanza indicata tra quelle che hanno indotto il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, a proporre al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi lo scioglimento per camorra della città travolta dal ‘Sistema Sorrento’, la fabbrica delle tangenti seriali sugli appalti messa in piedi dall’ex sindaco Massimo Coppola, arrestato il 21 maggio dell’anno scorso con le banconote dell’ultima mazzetta nascoste nello zaino.
La Fondazione infatti, come ha chiarito l’Anac, è un ente privato di controllo pubblico: il Comune ne è stato fondatore e promotore, e ne nomina il presidente e parte della governance. Inoltre, fino a pochi mesi fa forniva un finanziamento annuo di 250.000 mila euro, ‘congelato’ a gennaio su delibera del commissario prefettizio Rosalba Scialla, che ha ordinato una ispezione sull’uso delle risorse pubbliche.
Per ribadire il concetto, la relazione della commissione d’accesso ricorda in un paragrafo la vicenda dell’inconferibilità, sancita dall’Anac, dell’incarico di Ad della Fondazione a Mario Gargiulo, fino a quel giorno di ottobre 2024 consigliere comunale.
Nomina che fu concordata tra Coppola e gli uomini di Aponte sul territorio, dopo essere stato indicato nel Cda dal socio privato Marinvest, una delle aziende dell’impero dell’armatore. Negli enti privati di controllo pubblico questo tipo di incarichi non può essere attribuito a chi nei due anni precedenti ha ricoperto ruoli di assessore o consigliere nell’ente controllante.
Non è l’unica motivazione della proposta di scioglimento per infiltrazioni mafiose.
La relazione, di poco meno di 200 pagine, ne contiene altre. Sono state anticipate nei giorni scorsi sulle pagine del nostro sito: i rapporti tra Coppola e un esponente del clan D’Alessandro con interessi nel mondo della security nelle discoteche, le mire del pregiudicato di camorra Salvatore Langellotto su un ex agrumeto da destinare a box privati, gli intrecci d’affari della sua famiglia con l’ex sindaco Giuseppe Cuomo, l’assunzione del figlio di Langellotto tramite un concorso comunale, le pressioni e le intimidazioni di un pregiudicato abusivista, proveniente da una famiglia stabiese contigua ai clan, contro l’ex vice sindaco Filomena Cappiello e l’ex vice comandante dei vigili urbani Carmine Bucciero.
Se la proposta di scioglimento, scritta nel tempo record di 20 giorni, fosse accolta in tempi brevi, le elezioni del 24 e 25 maggio sarebbero annullate e si prolungherebbe la stagione del commissariamento iniziato l’anno scorso dopo le dimissioni in blocco della maggioranza consiliare. Il ministro Piantedosi ha lasciato trascorrere due consigli dei ministri senza prendere una decisione. La chiedono a gran voce le forze politiche e le associazioni di categoria: meglio un verdetto ora e subito, che non una spada di Damocle sulla testa di un futuro sindaco eletto.
In questo clima terribile, scosso ulteriormente dalla nuova bufera giudiziaria dei giorni scorsi, il consigliere comunale uscente Ivan Gargiulo (Pd), autore degli esposti che hanno dato il via alle indagini sul ‘Sistema’, e il civico Bruno Morelli, hanno lanciato un appello a non presentare le liste e a boicottare le elezioni se il governo Meloni dovesse restare inerte. Di diverso avviso l’unico candidato sindaco uscito finora allo scoperto, il docente in pensione Ferdinando Pinto, area dem, secondo il quale Sorrento dovrebbe tornare alle urne in ogni caso. Il documento della sua discesa in campo è stato presentato il 2 marzo, poco prima dell’insediamento della commissione d’accesso. Tra i sottoscrittori ci sono due ex assessori di Coppola e anche Mario Gargiulo, l’ex ad della Fondazione Sorrento“.
(Il Fatto Quotidiano)

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