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Ospedale Unico: quelli che non chiedono e quelli che non dicono!

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Onestà intellettuale vorrebbe che tutti i tifosi del sindaco Antonino Coppola, che sui social continuano a esibirsi in elogi sperticati per la tenacia con cui il sindaco-dottore si oppone alla realizzazione del nuovo ospedale a Sant’Agnello, gli rivolgessero due domande: dove pensi si possa realizzare, se non a Sant’Agnello, il nuovo ospedale condividendo che si tratta di un’opera utile e necessaria per la Penisola Sorrentina? E ancora: quali passi avete fatto o intendete compiere voi sindaci peninsulari per non pregiudicare definitivamente la realizzazione dell’opera con la perdita del finanziamento?

Più che esibire documenti e perizie tecniche ostative al progetto, la sinergia interistituzionale vorrebbe che si lavorasse all’unisono per superare le criticità che hanno interrotto l’iter progettuale. All’indomani dell’incontro in Regione con Fico e Casillo e alla dichiarazione di voler individuare una nuova location per l’ospedale, bisogna capire chi si muove in questa direzione: altrimenti tutto si è risolto in una reciproca “presa per i fondelli” e la Penisola resterà orfana di quella sanità ospedaliera che negli intenti, col nuovo ospedale, avrebbe dovuto compiere un salto di qualità. Tutto questo perché, se davvero si individuasse un’area alternativa, si dovrebbero avviare sollecitamente tutte le procedure. Circostanza che tornerebbe utile anche allo stesso sindaco Coppola e alla sua Amministrazione in considerazione dei contenziosi aperti con Asl e Regione Campania con effetti che potrebbero rivelarsi piuttosto pesanti per le spese milionarie già sostenute.

Coppola, che per primo ha parlato di diversa localizzazione, ha perciò il dovere di fare una proposta se non vuole ridursi, a proprio rischio e pericolo, al ruolo di chi si è limitato a dire soltanto: l’ospedale a Sant’Agnello non s’ha da fare! Un’altra considerazione riguarda l’intera comunità peninsulare, considerando che trattasi di un progetto a servizio di 7 comuni (non ci dimentichiamo che con i sei della penisola c’è anche Positano) che per la stragrande maggioranza il nuovo ospedale se l’aspetta, lo vuole… Una maggioranza silenziosa che si dovrebbe rassegnare a subire la volontà di una minoranza santanellese che sta affossando ogni prospettiva di veder realizzata un’opera tanto importante per la salute pubblica. Infine l’Asl Napoli 3 Sud che pure diverse responsabilità ce l’ha per come ha gestito sinora questa partita e che dovrebbe uscire dalla zona d’ombra in cui si è relegata per spiegare una volta per tutte quello che farà per la sanità ospedaliera peninsulare se dovesse essere definitivamente accantonato il progetto di Sant’Agnello e non emergesse un’alternativa realmente praticabile.

Quesiti legittimi che richiederebbero risposte sollecite e circostanziate.

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