Sistema Sorrento, gli imputati optano per il “patteggiamento”, attesa per la decisione del PM
Oggi a Torre Annunziata si sarebbe dovuta svolgere la prima udienza del processo a carico dell’ex sindaco Massimo Coppola e del suo collaboratore Francesco Di Maio per la vicenda della tangente sulle mense scolastiche estorta alla Coop Prisma nell’ambito di una maxi inchiesta su un presunto “sistema-Sorrento” che ha visto decine di indagati e un’indagine che si presume ancora in corso, ma di cui non si conoscono gli esiti. Vincenzo Iurillo (autore del libro “Il Sistema Sorrento“) aggiorna con puntualità gli sviluppi giudiziari in corso e nell’articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano svela che gli imputati hanno optato per il patteggiamento per cui il processo si è interrotto in attesa delle decisioni del PM sull’accoglienza o meno della richiesta e della pena da scontarsi.
Il patteggiamento (o applicazione della pena su richiesta) è un rito penale speciale, disciplinato dagli articoli 444-448 c.p.p., che consente all’imputato di concordare con il Pubblico Ministero una riduzione della pena fino a un terzo, rinunciando al dibattimento. È applicabile per pene detentive (soli o congiunti a pecuniarie) fino a 5 anni. E’ una scelta strategica per chiudere rapidamente il processo e ottenere una pena ridotta, ma comporta l’implicito riconoscimento di responsabilità.
Le caratteristiche pincipali sono:
Accordo: richiede il consenso tra accusa e difesa e la validazione del Giudice.
Tipologie: ristretto (pena fino a 2 anni) o allargato (pena tra 2 e 5 anni).
Vantaggi: sconto di pena, inapplicabilità di pene accessorie (in certi casi), nessun pagamento delle spese processuali, sospensione condizionale della pena (sotto i 2 anni).
Effetti: la sentenza equivale a una condanna, ma la pena viene estinta se non si commettono altri reati entro un termine (5 anni per delitti, 2 per contravvenzioni).
Esclusioni: non ammissibile per alcuni reati gravi (es. criminalità organizzata, violenza sessuale) o per specifici recidivi.