Napoli,  Sorrento

IL 24 e 25 maggio si torna alle urne…Troppi i dubbi che gravano sul futuro di Sorrento

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Salvo novità, la tornata elettorale amministrativa si svolgerà il 24 e 25 maggio e in quella data anche Sorrento dovrebbe tornare alle urne dopo la parentesi commissariale scaturita dalle note vicende giudiziarie. Da più parti si è ipotizzata la nomina da parte del Prefetto di una Commissione d’Accesso ritenuta uno strumento indispensabile per far piena luce su una gestione finita sotto la lente di ingrandimento del Commissario Straordinario Rosalba Scialla che, con puntualità e sistematicità, sta mettendo a nudo carenze strutturali nel governo della municipalità che sconfinano nel malgoverno della cosa pubblica. Un tema che esorbita dalle funzioni strettamente politiche perchè investe la macchina comunale, la burocrazia dell’ente con la quale il Commissario sembra aver ingagggiato un vero e proprio braccio di ferro stando agli atti sin qui prodotti che allungano un’ombra preoccupante sulla trasparenza dell’azione amministrativa.

In questo senso va anche l’ultima direttiva assunta con i poteri del consiglio e che denuncia l’impossibilità di procedere all’approvazione del bilancio di previsione per l’anno in corso per la mancanza di un Piano di alienazioni e valorizzazione immobiliare completo, veritiero, attendibile e soprattutto rispettoso della salvaguardia degli interessi del comune. E’ un severo atto d’accusa rivolto alla dirigenza e agli uffici preposti e che suona come un vero e proprio ultimatum per scongiurrare la mancata approvazione del bilancio con tutte le conseguenze che ne derivano. Basta leggere la delibera_commissario per comprendere la gravità della situazione, circostanza che dovrebbe indurre a riflettere su come sia stato sin qui possibile approvare documenti, bilanci e ogni altro atto carenti e in contrasto con una corretta gestione del bene pubblico. Una storia che non inizia e non finisce qui perchè i riflettori si sono accesi e continuano ad accendersi su tutti i settori e le realtà, anche societarie esterne e partecipate dal Comune, dove i conti non sembrano tornare.

E’ chiaro che se la mancanza di collaborazione da parte degli uffici sconfina nell’ostruzionismo nei confronti dell’operato del Commissario, allora i problemi non si limitano più alle persone coinvolte nelle vicende giudiziarie, ma si ampliano fino a rendere legittima la definizione, inizialmente ritenuta impropria, di “sistema-Sorrento” intendendosi con ciò non più un episodio di “mela marcia“, quanto quello di un “frutteto malato“. Si tratta cioè di guardare oltre l’atto illecito che ha generato la crisi dell’istituzione, osservando dinamiche relazionali e temporali  perchè un episodio è una fiammata, un sistema è un fuoco che cova nelle ceneri per decenni.

Questa situazione, come documentata e oggettivamente rilevabile, potrebbe indurre il Prefetto di Napoli a decidere di affiancare una commissione d’accesso al commissario per passare ai raggi X l’operato dell’amministrazione. Attività che mal si concilia con l’impegno commissariale a dover garantire la funzionalità ordinaria e straordinaria del Comune. Un’attività congiunta, quella di commissario e commissione, che spianerebbe la strada alla futura amministrazione eletta che, in ogni caso, non potrà prescindere dagli atti  prodotti dal commissario per ripristinare trasparenza ed efficienza, quindi agibilità dell’ente.

C’è un interrogativo che serpeggia negli ambienti più attenti a leggere correttamente l’operato commissariale: gli aspiranti sindaci e consiglieri hanno consapevolezza dello stato dell’arte e della cura da cavallo di cui ha bisogno la municipalità nel suo complesso per recuperare una credibilità e una dimensione consone alle aspettative della cittadinanza e all’immagine internazionale della città? Gli osservatori e critici più acuti nutrono forti dubbi in proposito considerando le “manovre in atto e i protagonisti in campo” per cui l’eventualità di un ritorno della politica (!) in un contesto non bonificato rischia di vanificare quanto di buono finora è stato fatto nell’interesse della città.

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