Campania,  Massalubrense,  Meta,  Napoli,  Piano di Sorrento,  Sant'Agnello,  Sorrento,  Vico Equense

Penisola Sorrentina e Turismo: è il momento di voltar pagina se si vuole conservare un primato

Stampa

Sul turismo in Penisola Sorrentina e sulle criticità che lo contraddistinguono si continua a discutere sui social, in particolar modo da parte di addetti ai lavori e opinionisti non inquadrati. Che cosa significa? Semplicemente che la nomenclatura associativo-imprenditoriale, complice anche la latitanza politico-amministrativa, non intende affrontare l’argomento soprattutto per non dare spazio a nuove realtà che intanto si sono affacciate e affermate sul mercato concorrendo a pieno titolo all’offerta turistica territoriale.

E’ successo che l’exploit dell’extralberghiero ha di fatto cambiato i numeri della rappresentatività del settore turistico che non può più essere circoscritta al comparto alberghiero per il moltiplicarsi di attività che, direttamente e indirettamente, operano nel settore con la conseguente dilatazione dell’offerta cui ha corrisposto una crescita delle presenze fino a  generare il cosiddetto overtourism, un fenomeno col quale stanno facendo i conti tutte le realtà turistiche italiane più rinomate. Di conseguenza è avvenuta una trasformazione del tessuto socio-economico sorrentino e peninsulare che oggi conta migliaia di famiglie impegnate in un’attività che, nata come integrativa del reddito, si è presto trasformata in prevalente, se non addirittura esclusiva forma di lavoro in una dimensione imprenditoriale, con prerogative e limiti, ma anche abusi, che ci si ostina a non comprendere per gli effetti che hanno prodotto e che sono ancora in grado di produrre sull’economia e sulla società peninsulare.

L’identikit dell’imprenditore turistico tradizionale è cambiato e mancano politiche coerenti con questa realtà e con la nuova visione dell’offerta globale che ne consegue. L’impegno e la costanza con cui soprattutto l’Associazione Atex interpella istituzioni e mondo associazionistico per condividere un percorso di collaborazione per affrontare e risolvere le troppe emergenze che affliggono la Penisola Sorrentina meritano encomio, al contrario di chi non solo si astiene, ma addirittura boicotta ogni iniziativa col fine di conservare una leadership di rappresentanza che oggi non ha più senso di esistere, tanto più di essere rivendicata.

Che cosa deve succedere, chi si deve aspettare per inaugurare una stagione di cambiamento che possa finalmente affrontare le troppe problematiche che stanno compromettendo seriamente la qualità della vita in penisola, ma anche l’offerta turistica territoriale? La nomina di un assessore regionale al turismo può rappresentare un cambio di passo per riprogrammare la politica turistica campana e peninsulare? E’ l’auspicio di tutti quelli che invocano una novità in grado di riabilitare le politiche di promozione e dell’accoglienza senza perdere di vista l’identità della penisola sorrentina che, diversamente, rischia di essere compromessa irrimediabilmente. La  politica locale non può continure a restare indifferente o a partecipare ipocritamente a momenti di condivisione cui non seguono iniziative concrete. Il problema, come evidenzia Atex, è che ulteriori ritardi rischiano di pregiudicare il futuro turistico dell’area con pesanti ripercussioni sull’economia locale. Si attende perciò un segnale di inversione di rotta da parte dei vari protagonisti che hanno voce in capitolo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*