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Atex: il presepe tra i Presepi… Califano e gli eventi: prevalgono sempre logiche municipalistiche

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Il presepe tra i Presepi….

Volutamente abbiamo trascritto la parola “presepe” sia con la lettera minuscola che con la lettera Maiuscola…..
Il “Presepe” con la lettera Maiuscola rappresenta i capolavori che nascono dalle mani di 3 artisti straordinari della Penisola Sorrentina : Giuseppe Ercolano, Federico Iaccarino e Marcello Aversa.
Il presepe con la lettera minuscola rappresenta l’immobilità di un territorio, espressa in questo caso nel mancato marketing, che è una caratteristica negativa conseguenza dell’ assenza di una strategia e di un’ organizzazione “deputata” a tale strategia di promozione.
Nelle stesse ore sono partiti per Roma i Pastori realizzati dal Maestro Federico Iaccarino che daranno vita al Presepe del Papa esposto in Piazza San Pietro e si sono inaugurate due bellissime mostre a Sorrento dei Maestri Ercolano e Aversa.
Tre eventi straordinari, privi di una strategia che ne potesse esaltare qualità,contemporaneità, identità.
Si potrebbe illuminare Sorrento e di riflesso tutta la Penisola Sorrentina con la luce meravigliosa emanata dalle opere di 3 giganti dell’ artigianato.
Invece…solo qualche locandina… nessun collegamento tra gli eventi ..nessuna promozione mirata per esaltare un artigianato che potrebbe realmente divenire motore per il nostro turismo…indirizzata a un turismo di qualità.
Invece di organizzare durante le festività natalizie decine di microeventi (la maggioranza dei quali non suscita alcun interesse per i turisti) non sarebbe molto più bello concentrarsi su pochi grandi eventi di qualità tra cui i Maestri del Presepe? Ovviamente dando sempre priorità ai residenti, rendendo loro un Natale il più bello possibile
Sergio Fedele
Presidente Atex Campania
Giovanni Rosina
Presidente Atex Sorrento
Pietro Cannavacciuolo
Presidente Atex Meta

Intervento di Vincenzo Califano pubblicato a commento del post “Il presepe tra i Presepi” dell’Associazione ATEX Campania sulla programmazione degli eventi natalizi in Penisola Sorrentina

In attesa dell’accensione delle luminarie nei Comuni della Penisola Sorrentina, le Amministrazioni stanno promuovendo ciascuna il proprio cartellone di iniziative e di manifestazioni natalizie che scandiranno, giorno per giorno, il periodo festivo fino a oltre l’Epifania.
Si tratta di centinaia di eventi tra il sacro e il profano, ad esclusione di quelli di natura strettamente ecclesiastica, che negli intenti dovrebbero allietare le giornate di residenti e turisti concorrendo a creare il clima di festa peculiare del Natale.
Va però detto che, nel corso degli anni, questi eventi sono tanto cresciuti nei numeri, cioè in quantità, da privarli in gran parte di quel potere e valore attrattivo che invece potrebbero avere se
fossero pensati, organizzati e gestiti in una logica comprensoriale utile anche a un marketing non improvvisato, ma programmato per attrarre pubblico interessato a vivere il clima natalizio sul piano artistico-culturale-religioso nella Penisola Sorrentina.
Ma diciamocela tutta, anche a costo di ritrovarci fuori da coro: si tratta di eventi e manifestazioni ideate, pensate e finanziate prevalentemente per gli organizzatori e per le loro claque.
Potrebbe anche non esserci nulla di male nel sostenere queste attività, ma non si dovrebbe ridurre il tutto a una dimensione paesana rinunciando a una proposta di più alto profilo e a un marketing di più ampio respiro utile a promuovere l’intera realtà peninsulare che si ostina a perpetuare logiche municipalistiche che non hanno senso né prospettiva sotto tutti i punti di vista.
Il fatto che un maestro artigiano come Federico Iaccarino realizzi il presepe del Papa in piazza San Pietro nell’anno giubilare finisce quasi per passare inosservato mentre dovrebbe rappresentare l’espressione di punta di una proposta culturale legata alla tradizione presepiale di cui l’intera Penisola Sorrentina dovrebbe fregiarsi caratterizzando anche su questo aspetto la propria offerta natalizia.
Questo non significa escludere tutto il resto, ma compiere un salto di qualità nell’ottica di proporre un contenitore peninsulare della programmazione natalizia e fare la stessa cosa anche negli altri periodi dell’anno. Pensiamo per esempio alla Pasqua, che coincide con la riapertura della stagione turistica, presentando i riti della Settimana Santa come uno straordinario attrattore di turismo religioso, ma non solo. Nei Comuni però non si ragiona così e questo è il principale e forse insormontabile limite con cui continuiamo a fare i conti perché segnali in controtendenza non se ne registrano”.

Vincenzo Califano
Direttore Istituto Mediterraneo della Cultura Enogastronomica

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