Piano di Sorrento

Libro su Piano di Sorrento: “ogni viaggio della verità è senza soste”

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Antonio Volpe

di Antonio Volpe

Conoscere il proprio paese per amarlo sempre più“…. E’ appena uscito in libreria un prezioso volume collettaneo, curato da Carlo Pepe e Felice Senatore, rispettivamente Responsabile del III settore Cultura Turismo e Spettacolo della Città di Piano di Sorrento e Presidente dell’Associazione “Oebalus. Studi sulla Campania antica”. Vengono raccolte gran parte delle relazioni dei primi tre cicli di conferenze(2010-2011) sulla storia del territorio di Piano di Sorrento e della sua penisola che si sono svolti col patrocinio dell’Amministrazione comunale. Ottima la veste grafica e l’impaginazione curate dallo stesso Senatore per conto della Casa editrice “Scienze e Lettere”. Ricco il corredo iconografico con foto e grafici del tutto inediti, e per questo ancora più preziosi, che rendono la pubblicazione una vera enciclopedia illustrata .

Un momento dell’incontro conviviale

Il nostro giudizio non vuole essere riduttivo. Unire un’efficace divulgazione ad una corretta scientificità sulla scia dell’ “Encyclopedie” è un intento nobile. E va dato atto a Pepe e a Senatore, novelli Diderot e D’Alambert, di aver avuto una felice intuizione nel decidere di coordinare tanti validi studiosi e di pubblicare il frutto di anni di studi e ricerche sul territorio a beneficio di un più vasto pubblico. E’ una piacevole e gratificante lettura che consigliamo a tutti , a semplici curiosi, agli studenti, ai cittadini tutti della nostra terra, al visitatore e al turista “non per caso” che vogliono scoprire, al di là del viaggio organizzato, la vera anima di queste contrade, cogliendone la ricchezza storica, artistica, naturalistica e paesaggistica. Una vera summa di ciò che lo spirito dell’uomo ha saputo creare nel corso della sua millenaria storia e dell’opera che madre natura ha sviluppato nel corso delle ere geologiche. Così, dopo la presentazione degli Autori e del Sindaco Giovanni Ruggiero, leggiamo in sequenza la “Storia geologica del “Piano” di Sorrento e della sua falesia” degli studiosi Aldo Cinque e Giolinda Irollo, “La geologia marina e subacquee del Golfo di Napoli e della Penisola sorrentina” di Giovanni de Alteriis e Carlo Donadio, “La vegetazione e la flora interessanti dei Monti Lattari e della Penisola sorrentina” di Ferdinando Fontanella, “L’arredo scultoreo delle villae maritimae” di Armando Cristilli, “Le prospettive toponomastiche dentro e fuori il piano (Cassano, Carotto, Gottole, Carcito, Cardiento)” di Eduardo Federico, “Comunità, documenti e territorio nella storia medievale e moderna” di Russo, “La pittura del Quattrocento in Costiera:le opere di Giovanni daGaeta ( e della sua cerchia)” di Stefano De Mieri, “La rete di torri vicereali nel Regno di Napoli. Analisi del sistema e valutazione della sua efficacia nella lotta alle incursioni dei pirati” di Domenico Camardo, “Le emergenze fauno-floristiche del Monte Vico Alvano alla luce della viabilità antica della Penisola sorrentina” di Gaspare Adinolfi.
Da questo sommario elenco si comprende la varietà degli argomenti trattati ed approfonditi – con un linguaggio peraltro comprensibile anche ai non addetti ai lavori – nel corso di questi primi tre cicli di conferenze e già si attende con viva curiosità la pubblicazione degli atti del quarto ciclo.
Accanto all’erudizione, i vari studiosi non hanno evitato puntuali richiami al presente, alla politica ambientale che dagli anni Sessanta in poi sta irrimediabilmente deturpando e distruggendo un territorio davvero unico al mondo, per la ricchezza della sua storia, per la presenza di opere d’arte di ogni epoca, per il paesaggio, la flora, la fauna ed il clima, che ne hanno fatto una meta di soggiorno fin dall’epoca imperiale romana con le famose villae maritimae. Oggi, un frainteso senso del progresso tende a voler distruggere in pochi anni quanto le generazioni precedenti e la stessa natura hanno edificato e creato in un lungo lasso di tempo. Ma per comprendere quanto l’emergenza ambientale sia una improcrastinabile priorità di ogni pubblica amministrazione che abbia nella sua agenda il bene di tutti, occorre prima conoscere ciò che siamo o siamo stati, per capire ciò che stiamo perdendo per sempre. Una cultura vera non è mai esercitazione accademica, non è mai sterile erudizione ma apre gli occhi della mente e le vie del cuore di ciascuno di noi per accogliere e comprendere il monito di Gauguin che si chiedeva “Da dove veniamo ? Chi siamo ? Dove andiamo?”. Un valido progetto editoriale che dovrà dunque avere un necessario seguito, perché ogni viaggio della verità è senza soste.

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