Galbani-Sorrento…Ecco i video di mozzarella e ricotta pubblicizzati negli USA

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MOZZARELLA E RICOTTA GALBANI-SORRENTO NEGLI USA

Salvatore Dare sul quotidiano Metropolis oggi in edicola riferisce gli sviluppi legati all’operazione Galbani-Sorrento che sta spopolando sui mercati statunitensi a seguito latticinidel passaggio alla Galbani dell’Azienda titolare del prodotto caseario creato da un sorrentino emigrato negli States, tale Luigi Russo.  Di seguito vi proponiamo i due video che pubblicizzano mozzarella e ricotta galbani, operazione che l’Azienda fa senza nominare esplicitamente Sorrento il cui nome è immortalato nella confezione attivando, così, un messaggio pubblicitario subliminale nei confronti dei consumatori. Ora che il nome di Sorrento tiri sul piano commerciale, funzioni cioè come sinonimo e garanzia di qualità, di affidabilità, etc… è sicuro ed è anche in linea con la tradizionale pubblicità fatta dalla Galbani che, ricordiamolo, ha usato per anni lo spot “Galbani vuol dire qualità“.

GALBANI VUOL DIRE QUALITA’…

Non dimentichiamo però anche gli “incidenti di percorso” in cui è incappata la stessa Azienda con alcuni prodotti finiti nel mirino dei NAS quando hanno rilevato, qualche anno fa, produzioni scadute e manipolate e ricommercializzate (galbanino) su grande scala. Dopo il caso del Panettone di Natale della Bauli, quello del formaggio col nome Sorrento (prescindendo dal fatto che il prodotto caseario della Galbani nulla ha a che vedere con il fior di latte sorrentino) rappresenta un altro caso di uso improprio del nome di una città conosciuta a livello internazionale per finalità commerciali. Non è certamente facile disciplinare la questione, ma è anche vero che l’Amministrazione di Sorrento il problema deve porselo, soprattutto ai fini di poter esercitare un parere preventivo sulla tipologia di azienda/prodotto griffato “Sorrento”. Questo per difendere il buon nome della Città, evitare speculazioni e tutelarsi rispetto a questioni che potrebbero avere risvolti negativi invece che positivi in termini di immagine pubblica internazionale. E’ sicuramente argomento da affrontare sul piano delle tutele legali che, in ogni caso, devono avere una validità internazionale per essere riconosciute e applicate. Affrontare il problema potrebbe rappresentare anche l’occasione per mettere a frutto operazioni commerciali tanto rilevanti con positivi risvolti per la Città del Tasso.

A PROPOSITO DI QUALITA’ E SICUREZZA…

A cavallo tra Capodanno e l’Epifania Carabinieri e Sanitari dell’Asl Na3 Sud hanno ispezionato supermaercati ed esercizi commerciali alimentari della Penisola Sorrentina rilevando contestazioni a carico di operatori a Piano di Sorrento, Sorrento e Massa Lubrense. Sono state elevate contravvenzioni amministrative per il cattivo stato di conservazione degli alimenti (carne, latticini, pane…), l’assenza di etichette di provenienza, altre irregolarità. Per quello che è dato sapere dalle indiscrezioni trapelate non si tratta di esercizi di secondaria importanza, per cui le preoccupazioni palesate dai consumatori soprattutto sui social in questi giorni sono più che legittime, così come lo è la richiesta di conoscere l’identità di chi è responsabile di comportamenti commerciali scorretti e, anzi, lesivi del pubblico interesse. Ancora una volta risultano più tutelati i diritti di chi commette i reati anzichè di chi li subisce, un’anomalia tutta italiana che legifera in senso sempre meno restrittivo su materie così delicate per la salute pubblica. Circostanza che non scoraggia questi delinquenti senza scrupoli che perseverano nell’attentare alla nostra salute. Ma anche all’immagine di questa terra che altri utilizzano per fare business avvalendosi semplicemente del suo nome. Qui invece si agisce in disprezzo proprio del nome che si dovrebbe tutelare e lo si insozza con comportamenti gravissimi e che meriterebbero la gogna pubblica!