Massa Lubrense, il WWF e i Pullus di Civetta

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MASSA LUBRENSE – Col romanzo di Sciascia hanno poco a che vedere se non per il fatto che gli avvenimenti si sono verificati tutti nella stessa giornata/nottata e proprio in una Caserma dei Carabinieri, quella di Massa Lubrense, comandata dal M.llo Sammartano che, è solo un caso, è originario proprio della Trinacria, terra del famoso scrittore!
Sarà per la suggestione del racconto di mafia – racconta Claudio d’Esposito – sarà per il suo lugubre e petulante verso notturno e per le superstizioni e credenze che ancora ammantano questa piccola creatura della notte, o semplicemente per il fascino naturale dei rapaci notturni, ma imbattersi in una civetta suscita sempre forti emozioni!!! Siamo stati contattati dai proprietari di un negozio di animali di S.Agata che erano venuti a conoscenza dal Comandante della caserma dei carabinieri del rinvenimento di una piccola civetta proprio sull’uscio della stazione. Credendo che il piccolo rapace, apparentemente incapace a volare e difendersi, fosse abbandonato e in difficoltà, avevano pensato di recuperarlo per accudirlo ed evitare che fosse predato da qualche gatto.

Allertati gli esperti del WWF hanno subito accertato che si trattava di un pullus di civetta (Athene noctua) da poco involato dal nido, ancora col piumino ma che presentava già le prime penne dal colore tipico di adulto. La civetta, assieme all’assiolo, è uno dei più piccoli rapaci notturni fortunatamente ancora diffuso in penisola sorrentina, riconoscibile per i suoi inconfondibili occhioni gialli e per il verso stridulo e “civettuolo” emesso nel silenzio della notte.  E’ un animale assolutamente utile all’agricoltura per le capacità di divorare topolini e insetti dannosi e specie protetta dalla legge!!!

Da una visita accurata l’animale è apparso in ottimo stato di salute, ragion per cui si è immediatamente provveduto a rimetterlo nel sito del rinvenimento, spiegando alla bambina che l’aveva recuperato che era necessario permettere ai genitori di continuare ad alimentarlo e accudirlo. Ma appena trascorsa la mezzanotte ecco giungere al telefono del WWF l’ennesima chiamata di soccorso!!! Stavolta proprio dal comandante della stazione di Carabinieri di Massa che nell’avvicendarsi per il turno di notte di era imbattuto, proprio nei pressi dell’uscio della caserma, nuovamente nel “civettino” della sera prima.

Immediato il sopralluogo degli esperti del WWF che, analizzando il giovane animale, hanno accertato che si trattava di un altro esemplare, con le penne della coda più cresciute rispetto al precedente rimesso in libertà. A questo punto è apparso chiaro che nei pressi dovesse esserci la presenza di un nido di civetta. Appurate le buone condizioni di salute dell’animale si è provveduto ad adagiarlo in un cespuglio attendendo, nel buio della notte, di lì a poco l’arrivo della madre attratta dai ripetuti richiami del piccolo.

E’ stata la curiosità e lo spirito di osservazione del Comandante della Stazione rimasto vigile l’intera notte, attratto dal vociare e dall’andirivieni dei genitori, che ha successivamente individuato il nido posizionato proprio sulla sua testa, tra le tegole e la grondaia dell’edificio della caserma, dove mamma civetta di sicuro si è sentita protetta e al sicuro per allevare i suoi piccoli!!!

I CONSIGLI DEL WWF

“Spesso si ignora – racconta Claudio d’Esposito Presidente del WWF Penisola Sorrentina – che sottrarre un giovane animale, talvolta solo apparentemente in pericolo o abbandonato, alle cure dei genitori nella delicata fase dell’apprendimento è spesso la cosa peggiore che si possa fare in Natura, anche se il nostro istinto, in buona fede, ci porta quasi sempre a farlo.

E’ facile, soprattutto nel periodo di primavera avanzata, di imbattersi in cuccioli di animali soprattutto nidiacei. Il fatto che il più delle volte essi rimangano immobili mentre li osserviamo, e spesso si fanno prendere con faciltà, non vuol dire assolutamente che hanno bisogno del nostro aiuto. Se stanno immobili è perchè l’unica arma di difesa efficace che hanno è quella di non farsi notare e mimetizzarsi in natura. Accade infatti che i piccoli, appena cominciano a sviluppare le prime penne sulle ali, abbandonino il nido saltando giù dagli alberi, dalle grondaie o dai muri dove era collocato il nido.

Fuori dalla tana il mondo è pieno di insidie ed avversità, ma è proprio questa la fase più delicata della loro sopravvivenza futura… infatti i genitori continuano ad alimentate ed accudire la prole insegnandogli come difendersi dai pericoli e procacciarsi il cibo. I pullus portati via dai genitori della loro specie e cresciuti in cattività avranno poi difficoltà a sopravvivere in natura se liberati… a meno che non gli si insegni come cavarsela sostituendosi ai suoi genitori!!!

Quindi il suggerimento che diamo se ci imbattiamo in un giovane animale è di osservarlo attentamente e, se non presenta ferite, fratture o comportamenti anomali, di lasciarlo dov’è (ad eccezione dei giovani rondoni che una volta caduti non riescono a riprendere il volo, ai piccoli di pipistrello e ad altri casi) limitandoci a spostarlo dalla strada, adagiandolo in un luogo più tranquillo nei paraggi e contattando il WWF per ulteriori consigli.”

SCHEDA CIVETTA
La civetta è lunga circa 21-23 cm, ha un’apertura alare di 53-59 cm e un peso che varia da 100 a poco più di 200 grammi. Ha forme tozze, capo largo e appiattito senza i tipici ciuffi auricolari del gufo comune, occhi gialli e zampe lunghe parzialmente rivestite di setole. Il suo habitat preferito è nelle vicinanze degli abitati civili, dove c’è presenza umana, in zona collinare.

Evita le zone oltre i 1000 m di altitudine poiché la neve limita fortemente le sue fonti alimentari. Uccello notturno per antonomasia, la civetta in realtà può essere attiva anche nel tardo pomeriggio e di prima mattina, ma è molto vigile anche nel resto della giornata. La civetta è carnivora. Come tutti gli Strigiformi, è capace di ingoiare le prede intere, salvo poi rigurgitare, sotto forma di borre, le parti indigeribili (peli, piume, denti, ossa, guscio cheratinizzato degli insetti). Si ciba di piccoli vertebrati e di grossi insetti. Nidifica tra marzo e giugno.

La femmina depone 2-5 uova bianche in piccole cavità, negli alberi, nei muri di vecchi edifici, in tane abbandonate di mammiferi di media taglia e poi le cova per circa 4 settimane. In quel periodo è aiutata dal maschio nella caccia. Dopo un mese o poco più i piccoli lasciano il nido ma sono completamente indipendenti solo a 2-3 mesi di vita.
Nell’antica Grecia la civetta era considerata sacra per la dea Atena (da qui il nome del genere), dea della sapienza ed ancora oggi è raffigurata in molti portafortuna ma, purtroppo, nella cultura popolare la civetta, come molti altri animali notturni, è considerato per atavica ignoranza un animale che porta sfortuna.

Con il termine civetta si intende anche una donna vanitosa, leggera, che ama farsi corteggiare attraendo ammiratori con atti e vezzi per lo più leziosi e poco naturali. Questa usanza è data dal fatto che questo rapace, quando veniva usato dai cacciatori come richiamo per ingannare i piccoli passeriformi, li attraeva con un particolare modo di battere le ali, con inchini, ammiccamenti e altri atteggiamenti simili che costituisce un irresistibile spettacolo per le potenziali prede.