Lauro: sulla crisi delle librerie si impone una riflessione collettiva

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Caro Direttore,
anche se la crisi delle librerie tradizionali, non solo a Sorrento, appare direttamente collegata all’esplosione della dimensione virtuale del processo cognitivo e dell’accesso al web,  specie da parte dei giovani, aggravata, nel nostro paese, dalla una diffusa pigrizia verso la lettura classica, la notizia della chiusura della storica libreria “La Capsa” mi ha provocato amarezza ed una profonda malinconia, condizionata, di certo, quest’ultima, dall’ antico e memore affetto verso Teresa, Salvatore e l’indimenticabile Pasquale. Nessun e-book, del quale presto non potremo fare più a meno, potrà sostituire il godimento sensoriale, prima che intellettuale, della fisicità e dell’estetica di un libro, fatto di fogli di carta, sfiorati con le dita. Scompariranno presto, con i libri cartacei, le librerie e, con i giornali stampati, le edicole? Saremo costretti ad infilarci soltanto, nell’imbuto di Internet, tra mille trappole e mille pericoli, per conoscere il mondo e noi stessi?

Per fare cultura? Si impone una riflessione collettiva, urgente, disincantata ed insieme politica (nel senso piùalto nel termine), per individuare alternative e rimedi, per non essere costretti alla resa.