Italia

Una classe di governo da processare per l’uso improprio delle risorse economiche nazionali

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Giorgia Meloni

Di fronte alle proteste di massa, studenti e lavoratori, che stanno sconvolgendo le piazze italiane e di fronte a una crisi economica devastante e che sta mettendo le famiglie in una situazione che definire critica è dir poco, com’è possibile che Giorgia Meloni e la sua destra di governo non si rendano conto del disastro che hanno provocato in quattro e passa anni di governo facendo crescere in modo vertiginoso il debito pubblico e impiegando le già scarse risorse economiche nazionali per alimentare la guerra e Zelensky? E’ evidente che la spesa miliardaria in favore dell’Ucraina è illegittima perché il paese non è un nostro alleato in termini Nato nè fa parte dell’Unione Europea. Erogare quindi miliardi su miliardi alimentando la guerra è anche in palese conflitto con la nostra Costituzione che ripudia la guerra per risolvere le controversie internazionali e invece il Governo italiano spende e spande a più non posso privando l’Italia di diritti e assistenza in tutti i settori. Questa spesa assolutamente impropria e senza rendicontazione sull’impiego delle risorse da parte dell’Ucraina è fuori da ogni regola: basta considerare la complessità delle rendicontazioni UE in rapporto a qualunque finanziamento erogato a livello nazionale, regionale e locale per rendersi conto della contraddizione e del fatto che dietro questa spesa è nato un mercato tangentizio spaventoso al quale non si intende porre fine e quindi si alimenta quotidianamente la fake news della prossima aggressione russa all’Europa. Ormai il delirio di onnipotenza di questo governo si sintetizza nell’ultima dichiarazione del ministro della difesa Guido Crosetto: anche se la pubblica opinione italiana è contraria noi andremo avanti su questa strada, cioè sul finanziamento all’Ucraina e all’industria bellica. Qualunque persona di buon senso, a questo punto, si renderebbe conto che non solo si stanno depredando le risorse pubbliche ipotecando il futuro di intere generazioni oltre alla crisi attuale, ma si sta costruendo un’ossessiva narrazione che può sfociare solo nella guerra in grado nascondere le malefatte di questa classe di governanti, nazionale ed europea, che merita un processo innanzi alla giustizia nazionale e alla CPI per aver sostenuto, in dispregio della Costituzione, politiche di guerra in Ucraina e in Israele. L’Italia che non vota, l’Italia sfiduciata dalla politica può trovare una ragione di tornare alle urne soltanto se le proposte alternative saranno chiare e dirette a ripristinare legalità e giustizia sociale, rifiuto della guerra e ripristino delle regole di giustizia cancellate da questo governo. Diversamente dalle proteste si può passare in un batter d’occhio alla rivolta sociale violenta.

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