Provincia di Napoli,  Sorrento

Viabilità in crisi: ci mancavano solo i lavori al viadotto San Marco…

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Viadotto Castellammare

Prima il dissesto idrogeologico e l’incidente alla condotta idrica in località Pozzano, poi il maltempo con frane, allagamenti e la chiusura della galleria di Seiano riaperta al transito completo solo da qualche giorno, ora i lavori improcrastinabili dell’Anas sul viadotto San Marco con transito automobilistico a senso alterno e la chiusura notturna tra Castellammare e Villa Cimmino…Insomma non c’è pace né tregua che consentano una viabilità ordinaria già di per sé quotidianamente critica e se a tutto ciò si aggiungono i sempre più frequenti incidenti stradali che rallentano il traffico lungo tutta la SS 145 abbiamo chiaro il quadro della disfatta della mobilità.

Puntuale arriva il comunicato stampa degli operatori turistici peninsulari allarmati per le conseguenze che ricadono sul settore per l’allungamento a dismisura dei tempi di percorrenza per i turisti costretti a modificare gli orari in cui spostarsi, anche di molte ore, per non perdere coincidenze ferroviarie e aeree. Nel comunicato troviamo il richiamo, obbligato, anche ai disagi patiti dai residenti in Penisola, dai pendolari che sopportano le stesse criticità. Come al solito, però, si arriva in ritardo e questa volta l’Anas ha comunicato che i lavori sono indifferibili per questioni di sicurezza e da oggi e fino a conclusione dell’intervento bisognerà rassegnarsi alla situazione. Del resto nel periodo estivo i lavori non si potevano fare, in vista delle festività natalizie neanche a parlarne per cui la decisione di effettuarli oggi era quasi obbligata. Che dire? La situazione peggiora di giorno in giorno perché, al di là di tutte le iniziative e l’istituzione di tavoli di concertazione, un problema così complesso da affrontare e risolvere gli enti locali e le altre autorità- competenti non si sono mai decise ad affrontarlo.

IL COMUNICATO DEGLI OPERATORI TURISTICI DELLA PENISOLA SORRENTINA

Il semaforo entra in funzione e la viabilità va subito in sofferenza. Bastano pochi minuti dall’attivazione del dispositivo per provocare una lunga coda sul viadotto San Marco, lungo la statale 145 Sorrentina, con tempi di percorrenza che nel pomeriggio di oggi hanno superato l’ora. Un segnale allarmante per gli operatori turistici della Penisola Sorrentina, ma anche per la popolazione residente, costretta a fare i conti con collegamenti sempre più difficili da gestire.
Il problema investe l’intero sistema della mobilità, condizionando gli spostamenti quotidiani, i trasferimenti da e verso aeroporti e stazioni ferroviarie, nonché l’organizzazione degli arrivi e delle partenze nelle strutture ricettive. E sebbene la stagione estiva sia alle spalle, alberghi e altre attività dell’ospitalità continuano a registrare presenze significative, rendendo indispensabile garantire collegamenti affidabili.
A esprimere preoccupazione è Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi Penisola Sorrentina: «I ritardi sulla statale Sorrentina rischiano di compromettere la regolarità dei trasferimenti dei nostri ospiti. Le strutture ricettive sono ancora operative e devono garantire servizi puntuali. Non possiamo permettere che un collegamento così importante diventi un’incognita per chi arriva e per chi deve ripartire».
Ancora più esplicita la denuncia di Gino Acampora, presidente dell’Associazione agenti di viaggio Penisola Sorrentina, che allarga il problema alle difficoltà quotidiane dei residenti: «Il disagio non riguarda soltanto i turisti, ma tutta la popolazione della Penisola Sorrentina, che rischia di rimanere ostaggio delle code per i propri spostamenti. Non a caso avevamo chiesto di rinviare di altre due settimane l’attivazione di questa misura, anche in considerazione della chiusura dell’aeroporto di Capodichino e della conseguente attenuazione dei flussi di traffico. Una richiesta che puntava a individuare un momento meno critico per affrontare una situazione già complessa».
Acampora sottolinea soprattutto le ripercussioni sui trasferimenti aeroportuali: «Con l’istituzione del semaforo sul viadotto siamo costretti a pianificare le partenze almeno cinque ore prima dell’orario del volo. È una situazione insostenibile, che impone ai viaggiatori e agli operatori margini di sicurezza enormi per evitare di perdere l’aereo. Programmare un trasferimento diventa un’incognita, con costi organizzativi e disagi che ricadono su tutti».
La coda formatasi immediatamente dopo l’installazione del semaforo riaccende gli interrogativi sull’efficacia della gestione del traffico e sulla necessità di individuare soluzioni capaci di ridurre i tempi di attesa.
Per un territorio che vive di turismo, ma nel quale migliaia di persone devono continuare a lavorare e spostarsi ogni giorno, la viabilità non è un dettaglio secondario. Oltre un’ora per percorrere la statale e cinque ore di anticipo per raggiungere l’aeroporto: numeri che restituiscono la dimensione di un’emergenza che non può essere sottovalutata.

 

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