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L’atroce morte di Ausilia Apuzzo ci spinga a cambiare registro e a trovare le soluzioni all’emergenza mobilità

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Ausilia Apuzzo

L’incidente mortale che ha funestato l’inizio della settimana in Penisola Sorrentina pone una serie di interrogativi che riguardano non soltanto le pubbliche amministrazioni del territorio, ma anche i cittadini che vivono in loco e quelli che vi giungono per una qualsivoglia ragione, vacanza o lavoro. Questo perchè l’atroce morte di Ausilia Apuzzo non venga rapidamente accantonata e con essa le responsabilità di quanto accaduto che, al di là della fatalità, gravano su tutti quanti noi. Questo per la semplice ragione che nessuna soluzione alla grave emergenza della mobilità e quindi del traffico in Costiera ci metterà completamente al riparo da questo tipo di nefasti eventi che possono essere evitati se ciascuno adotta comportamenti più virtuosi alla guida di qualunque mezzo, dalla bici elettrica al tir, passando attraverso le varie moto di modesta o alta cilindrato, auto di tutte le misure, bus, camion e tir che affollano in tutte le ore del giorno le nostre strade.

Le Amministrazioni peninsulari sono in enorme ritardo su questo fronte e, a dispetto delle dichiarazioni d’intenti che le vede tutte concordi nel volersi impegnare a varare un piano traffico comprensoriale, si attende l’assunzione di una concreta iniziativa che vada al di là degli incontri di rito e dei tavoli di confronto perchè il problema va analizzato sul piano tecnico e risolto riuscendo a superare tutti i problemi di natura politica e spesso anche di tutela di interessi particolari che hanno sin qui impedito di affrontare seriamente e risolutivamente il problema che ha ampiamente superato i limiti della sostenibilità per quest’area e per la sua comunità.

Su questo blog abbiamo trattato spesso questo argomento in rapporto a iniziative intraprese nel corso degli anni, al verificarsi di situazioni particolarmente critiche, al riaffacciarsi del tema allorquando anche enti e associazioni private hanno inteso riproporlo proprio in virtù delle implicazioni a trecentosessanta gradi che esso comporta. Se ne troveranno allora di ipotesi e di proposte, di annunciazioni e di veri e propri proclami: sta di fatto però che la situazione è gravemente peggiorata anche per l’aumento dei mezzi circolanti e soprattutto della spregiudicatezza, per non dire irresponsabilità, di troppi guidatori assolutamente irrispettorsi delle norme del codice della strada, dell’educazione, del buon senso, del rispetto della vita altrui e inevitabilmente anche della propria. E su questo fronte l’impegno è ancora più complicato rispetto al varo di un progetto di mobilità intercomunale per cui occorre coinvolgere a fianco delle istituzioni le famiglie e la scuola con progetti informativi e formativi indispensabili a suscitare reazioni anche emotive da cui discendano comportamenti coerenti quando ci si mette alla guida di una moto o di un’automobile.

Infine occorre concertare tra le Amministrazioni locali, le Polizie Municipali e tutte le Forze dell’ Ordine che operano sul territorio una decisa azione repressiva del malcostume dilagante e che espone a rischio costante l’incolumità pubblica di pedoni e non solo. Su questo si può e si deve fare molto perchè c’è il rischio di vivere la stagione della ripartenza con tanti altri episodi tragici che nessuno vuole, ma che occorre prevenire con gli strumenti che abbiamo a disposizione. Diversamente ci attendono altre tragedie che, visto l’andamento, possono solo aumentare e rendere ancora più invivibile una penisola sorrentina quasi al collasso.

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