Vico Equense

A sette giorni dal ballottaggio, Ferraro e Ponti a sostegno di Cinque…sindaco senza maggioranza

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Uniti per dare la spallata finale al sistema politico-amministrativo che da vent’anni fa il bello e il cattivo tempo nella cittadina alle porte della Penisola Sorrentina. Così in queste ore è arrivato l’annuncio di Maurizio Cinque dell’accordo raggiunto con gli sfidanti del primo turno delle amministrative, l’avv. Giuseppe Ferraro e il prof. Giovanni Ponti, per il ballottaggio di domenica e lunedì prossimi.  “Insieme per il rinnovamento della città – lo slogan di Cinque –  L’avvocato Ferraro e il professore Ponti da oggi camminano insieme a noi, tutti uniti per scrivere una pagina nuova di #VicoEquense.  La città è in agonia bisogna subito intervenire sul #commercio, sulla tecnologia, sulle #infrastrutture e servizi. Sono questi alcuni dei temi sui quali è nata una convergenza. Gli stessi temi che porteremo in consiglio comunale e sui quali nessun eletto potrà tirarsi indietro nell’interesse esclusivo della città. Noi #siamopronti a metterci all’opera e lo abbiamo già dimostrato nel corso delle ultime settimane. Al nostro fianco anche una filiera istituzionale pronta ad ascoltare le esigenze della città e capace di intervenire in quei settori dove non si è mai voluto mettere mano”.

Nel caso di vittoria di Cinque, sulla base delle “regole” che vigono per il ballottaggio, si prospetta un sindaco senza maggioranza, cioè forte di soli cinque consiglieri mentre allo sfidante Peppe Aiello andrebbero 10 consiglieri. Una situazione paradossale che renderebbe Cinque ostaggio dei suoi avversari e ne potrebbero determinare la decadenza in qualunque momento. Su questo puntano di Aiello per scoraggiare il voto a Cinque facendo intendere che, seppur eletto, non avrà i numeri per amministrare Vico Equense e ci sarà un nuovo ritorno alle urne. Un sistema elettorale che, col voto disgiunto (tra sindaco e lista) crea situazioni paradossali come questa che si è verificata a Vico merita correttivi perchè pregiudica il valore del voto attribuito al sindaco. Un ragionamento che prescinde dal caso Cinque-Aiello, ovviamente, e che merita di essere fatto in virtù del riesame del TU 267 chiesto dall’Anci al Ministro dell’Interno e che, tra l’altro, prevede l’abolizione del tetto del doppio mandato aprendo le porte alla terza ricandidatura di un sindaco uscente dopo due mandati consecutivi.

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