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Al via con le firme per i 3 referendum contro la “deforma” costituzionale e italicum

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ReferendumIl 9 e 10 aprile 2016 parte la raccolta delle firme per i tre referendum contro la “deforma” costituzionale e l’Italicum. Domenico Gallo e Alfiero Grandi: «Il governo metterà in campo grandi risorse; noi possiamo farcela se avremo l’appoggio dei cittadini. Firmare e far firmare l’appello degli intellettuali (già 153mila le adesioni). Poi tutti ai banchetti». «Il governo si muoverà a favore delle sue scelte mobilitando le grandi risorse che ha a sua disposizione, noi possiamo farcela solo se avremo l’appoggio dei cittadini che vanno coinvolti e mobilitati convintamente per evitare una deriva istituzionale che tende a sostituire il ruolo del parlamento con quello del governo e in particolare delinea una svolta preoccupante verso l’uomo solo al comando che la Costituzione nata dalla Resistenza ha esplicitamente escluso e che solo queste modifiche rendono possibile».

Così Domenico Gallo e Alfiero Grandi nella lettera/appello che lancia la campagna di raccolta firme per i tre referendum (uno sulle modifiche costituzionali e due sulla legge elettorale “Italicum”).
Ai Comitati promotori è richiesto un «impegno enorme»: quello di raccogliere le 500mila firme necessarie attraverso i banchetti a partire dal week end del 9-10 aprile. Un impegno che «per essere raggiunto richiede la simpatia e l’appoggio dei cittadini per colmare la sproporzione di forze in campo». A questo scopo l’appello delle personalità “di sana e robusta costituzione” (che ha già raccolto 153mila adesioni) è senz’altro uno strumento fondamentale, perché, sottolineano Domenico Gallo e Alfiero Grandi, «appoggia e incoraggia la raccolta delle firme» rendendo protagonisti i cittadini: «Siamo convinti che occorra mettere un ulteriore impegno nel fare conoscere questo appello e nell’invitare ancora alla sua sottoscrizione attraverso Il Fatto quotidiano on line oppure tramite il link: https://www.change.org/p/cittadini-perchè-votare-no-al-referendumcostituzionale-e-fermare-la-legge-elettorale».

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