Piano di Sorrento

A proposito di “pubblico interesse”: due pesi e due misure!

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Assemblea Pubblica su Villa Fondi
Assemblea Pubblica su Villa Fondi

Il dibattito sul project financing per Villa Fondi (col quale si privatizza la gestione dellas truttura) continua a tenere banco sulla stampa (oggi Il Mattino e Metropolis ne scrivono), oltre che sulla rete e sui social. Non soltanto per il grande interesse che la questione riscuote nella pubblica opinione, ma anche per le contradditorie ed equivoche prese di posizione della maggioranza consiliare che stenta a gestire coerentemente l’impegno assunto pubblicamente dal Sindaco Giovanni Ruggiero con il Comitato Civico “Villa Fondi Bene Comune“. Quest’ultimo è giustamente diffidente e non si lascia irretire dai “giochi di parole” del palazzo proseguendo per la propria strada con la convocazione dell’assemblea in programma per martedì 24 settembre al Centro Culturale e la mobilitazione civica con la petizione popolare. Tutto si gioca sul “riconoscimento del pubblico interesse” per il project financing da parte del Consiglio comunale che sarà chiamato a votare, a favore o contro la proposta che sarà iscritta all’ordine del giorno. La scelta di portare l’argomento direttamente in consiglio comunale scaturisce dalla riunione tra la maggioranza e la minoranza che hanno convenuto di “portare il consiglio l’argomento con l’intento di bocciare la proposta e di costituire la commissione“, eventualità di cui non c’è traccia nel comunicato ufficiale che la maggioranza ha diffuso per tramite il capogruppo Antonio Russo.

Vincenzo Iaccarino
Vincenzo Iaccarino

Dalla lettura non si comprendono i veri intenti dell’Amministrazione che, in altra circostanza, ha seguito un diverso iter per analoga richiesta avanzata da un privato che intendeva realizzare un’opera attraverso la procedura del riconoscimento di “pubblico interesse“. Si tratta della vicenda della struttura temporanea di vendita giornali ubicata nella Piazzetta delle Rose ad opera di “Tutto per Tutti“.  La Giunta Comunale, con delibera n°256 del 6 dicembre 2011, bocciava la richiesta di riconoscimento di pubblico interesse da parte del proponente (Giovanni Pepe) sulla base dell’istruttoria predisposta dal Capo dell’UTC Graziano Maresca che, in data 1 dicembre, ripercorrendone l’iter richiama il verbale dell’incontro svoltosi in Municipio il 21 novembre 2011 tra gli esercenti di Piazzetta delle Rose e l’Amministrazione rappresentata, in questo caso, dall’allora vice sindaco Vincenzo Iaccarino. In suddetto incontro tutte le parti coinvolte (il privato proponente, gli esercenti dell’area, il Comune) si confrontano sul problema e alla fine prevale la richiesta dei commercianti di non riconoscere il pubblico interesse alla proposta del privato. Il vice sindaco prendendo atto della situazione, formalizza per iscritto quanto emerso nell’incontro e con quest’istruttoria la delibera arriva all’esame della Giunta che delibera all’unanimità “di non riconoscere il pubblico interesse” alla proposta del privato e, in questo modo, pone fine all’iter.

Graziano Maresca e Giovanni Ruggiero
Graziano Maresca e Giovanni Ruggiero

Tutta la procedura (che gli interessati possono verificare consultando la delibera in questione) appare formalmente impeccabile e non si comprende per quale ragione non debba seguirsi il medesimo iter alla luce delle volontà pubblicamente espresse e degli impegni assunti, con un’istruttoria coerentemente predisposta dall’Ufficio competente e presentata alla Giunta, in questo caso, dal Sindaco Ruggiero. Il quale ha seguito in prima persona (come è avvenuto nel caso dell’edicola a Piazza delle Rose con l’assessore Iaccarino) il confronto con le parti che si ritengono lese dall’eventuale riconoscimento di pubblico interesse nel caso della gestione privatizzata della Villa Fondi. Questo devono spiegare Sindaco, Giunta e Maggioranza al Paese senza nascondersi dietro le parole, la punteggiatura e gli equivoci che possono ingenerare, complice la lingua italiana. Allora rileggiamo per l’ennesima volte le parole di Antonio Russo in questa dichiarazione mai formalmente corretta (e una ragione ci dovrà pure essere, o no?) dall’interessato, dall’ufficio stampa o dal Sindaco.

«La Commissione verrà istituzionalizzata nel prossimo Consiglio previsto per inizio ottobre, occasione nella quale verranno delineati anche i compiti da affidarle e i criteri per recepire e filtrare le proposte sulla gestione della struttura senza prescindere dall’indirizzo di massima che vede al centro la fruibilità pubblica di Villa Fondi e la sua matrice di polo culturale. La Commissione avrà un tempo massimo di circa sei mesi per sintetizzare le proposte da presentare al Consiglio comunale. Come concordato con il Sindaco Giovanni Ruggiero, siamo inoltre arrivati alla determinazione di portare il project financing in Consiglio per votarne il pubblico interesse».

Questa dichiarazione, per chi ha familiarità con i linguaggi della politica, è studiata a tavolino parola per parola in modo da dire tutto e niente, dare cioè un colpo al cerchio e un altro alla botte senza pregiudicare qualsiasi esito una volta che l’argomento approda in consiglio comunale. Cioè esattamente il contrario di quanto si è impegnato a fare il Sindaco Ruggiero con il Comitato (che non viene neanche citato rispetto al concordato raggiunto col Sindaco): cioè che avrebbe messo nero su bianco in una lettera al Comitato che questo progetto non sarebbe stato portato in Consiglio comunale (come invece di fatto la maggioranza ha imposto di fare mettendo chiaramente in minoranza il Sindaco su questo argomento) Quel “...siamo inoltre arrivati alla dterminazione di…” significa che la maggioranza, ispirandosi alla salvaguardia dei principi generali cui lavorerà la Commissione, ha comunque deciso di votare il pubblico interesse del project nel prossimo consiglio.

Ora ci vogliono far credere che la colpa è di chi si ostina a dare una lettura strumentale (per quale ragione ce lo dovrebbero spiegare!) a questa dichiarazione. Per tagliare la testa al toro senza perseverare nell’equivoco e in nome di una trasparenza praticata a questo punto è necessario che chi di dovere si assuma la responsabilità di chiarire, se c’è stato, l’equivoco interpretativo. In modo da smentire i malpensanti che ipotizzano il tentativo di fare un colpo di mano nel consiglio sovrano tentando nel frattempo di far rientrare (con le buone o con le cattive, politicamente parlando) i dissidenti nella maggioranza e di conquistare, magari, qualche voto anche da quell’opposizione che “casca ingenuamente nel trabocchetto“.

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