Diario Politico©Raffaele Lauro,  Sant'Agnello

Speciale Sant’Agnello: quella “verità negata” dei Sagristani boys

Stampa
Confronto Orlando-Sagristani alla convention
dell’Hotel La Pace del 7 ottobre 2011

Continua a far registrare sdegnate e trasversali reazioni la defenestrazione del sindaco Gianmichele Orlando dalla guida del Comune di Sant’Agnello ed è giusto cominciare ad analizzarne le ragioni anche alla luce delle tante dichiarazioni che si sono susseguite in questi giorni e che sono destinate a rialimentare lo scontro politico soprattutto all’indomani del “paginone” che il settimanala Agorà ha dedicato a tre dei principali responsabili di quella che sicuramente passerà alla storia locale col termine con cui proprio Orlando l’ha definita: la vigliaccata! Ma procediamo con ordine. L’ormai ex sindaco e il suo gruppo hanno atteso una decina di giorni prima di “replicare” al manifesto dei “10 ammutinatori” che hanno provocato lo scioglimento e il commissariamento del Comune.

Manifesto del gruppo di Orlando

Il manifesto che pubblichiamo vuole essere un ringraziamento al Paese e ai Cittadini, ai Dipendenti comunali e all’Associazionismo locale che con lealtà hanno sostenuto l’attività amministrativa durante i 1605 giorni della sua durata.

Rocco D’Esposito e Antonino Castellano
i primi a lasciare la maggioranza di Orlando

Non contiene riferimenti a quello che sarà e se ci sarà, fra sei mesi, l’impegno elettorale di questo gruppo che, presumibilmente, sta riflettendo e sta elaborando la propria strategia cui far seguire una proposta coerente da presentare al momento giusto alla cittadinanza. Intanto Orlando&Co continuano a incassare sostegni e incoraggiamenti ad andare avanti per inaugurare una stagione nuova per Sant’Agnello. Significativa appare la netta presa di posizione del Sen. Raffaele Lauro (PdL) che è stato pesantemente, e improvvidamente, tirato in ballo dall’ex assessore Pasquale Esposito nella sua intervista ad Agorà, un intervento dettato dall’evidente disorientamento che i responsabili dello scioglimento del Comune stanno ancora vivendo! Tanto più che proprio Lauro si era riservato, in un comunicato stringato ma nello stesso tempo preoccupato, di esprimersi compiutamente sull’accaduto dopo aver svolto una serie di verifiche. Nel linguaggio della politica bisogna essere in grado di comprendere certe sfumature…Praticamente un “giudizio sospeso” che avrebbe dovuto far gioco e che, invece, si è tradotto in un’entrata a gamba tesa da parte di Esposito il quale si presenta nei panni del “messia dei Colli” (e anche qui ci sono da fare alcuni ragionamenti), ma si è dimostrato inesperto nel masticar di politica andandosela propria a cercare la replica agguerrita di Lauro che ha risposto a una serie di considerazioni e di attacchi di cui evidentemente Esposito è stato artefice col solo, evidente intento di adempiere a una missione: affermarsi come il primo dei “Sagristani boys“. Ma l’azione e il ruolo di Esposito, come quello di altri ex amministratori, dovrà essere specificamente analizzato con tutte le loro dichiarazioni che aiutano molto l’opera di indagine e di ricostruzione storica. Che il regista della caduta di Orlando sia stato Sagristani non c’è bisogno di essere una zingara per scoprirlo visto che l’ex sindaco, in questi 4 anni e mezzo, ha riempito pagine e pagine di cronaca con i suoi attacchi diretti e indiretti (da parte dei suoi uomini) a Orlando, con espliciti “inviti a disertare“: cioè ad uscire in anticipo dall’Amministrazione per coloro che intendessero “salire sul suo carro” di ricandidato sindaco alle prossime amministrative. Basta infatti rileggere alcuni suoi interventi o affidati in particolare a un altro consigliere, Antonio Coppola, cioè l’ex candidato sindaco avversario di Orlando che si è spinto al punto di fare denunce (fra cui anche contro il collega Pietro Gnarra) e a chiamare per nome e cognome gli Assessori che dovevano decidersi a fare il passo in dietro rispetto alla maggioranza! Sicuramente uno “spregiudicato pronto a tutto“, pur di compiacere Sagristani di cui si è presentato nei panni del fiduciario giocando un ruolo e svolgendo un’azione su cui sarà indispensabile soffermarsi a riflettere, come ha sottolineato Orlando di recente: “…come non abbiamo fatto fino a questo momento!”.

Attilio Massa, uscito in solitaria dalla maggioranza

Un pressing che, per certi versi, ha assunto anche toni intimidatori creando turbamenti significativi, per esempio, nell’ex assessore Giuseppe Gargiulo che fino all’ultimo è stato indeciso sull’atteggiamento da assumere visto che, oggettivamente, è stato tra gli assessori quello che maggiormente si è impegnato nell’esercizio delle proprie deleghe…E non solo in quelle! Alla fine anche lui ha capitolato sottoscrivendo il manifesto di fallimento dell’operato amministrativo che, in particolare per lui, significa rinnegare senza pudore il lavoro svolto e che in parte anche questo blog ha documentato! Ora veniamo al punto che Sagristani ha dichiarato sulla stampa “…che non spetta a lui decidere se sarà il candidato sindaco“. A voler suffragare la tesi, in quella che appare un’azione di puro servilismo politico, si è aggiunto l’ex vice sindaco Pietro Gnarra rivelando che non sarà Sagristani il candidato sindaco. Purtroppo si tratta semplicemente di un exit strategy, piuttosto maldestra quanto inutile e tardiva, per scrollarsi di dosso una responsabilità grave e che invece pesa tutta su di lui oltre che sui 10 Consiglieri materialmente autori della “vigliaccata“.  Chi più, chi meno si tratta comunque di gente che tiene in “ostaggio elettorale” un paese orami da decenni, con la pretesa e sicumera di fare il bello e il cattivo tempo con l’Amministrazione comunale incapace di rinnovarsi. Questa gente forse neanche avrebbe costretto tanti ad aprire gli occhi sul caso-S.Agnello e sarebbe riuscita comunque nel proprio intento se soltanto si fosse rifiutata di sottostare acriticamente ai dictat del Capo. Il quale, approssimandosi diverse scadenze di mandato e incerto e preoccupato per la sua prospettiva (altro che le candidature nazionali annunciate da Gnarra, non si sa bene sulla base di quali informazioni privilegiate!) ha voluto scongiurare il pericolo di doversi confrontare in una vera elezione con un Orlando che giungesse a regolare compimento del proprio mandato, da sindaco uscente, con i risultati dell’amministrazione e soprattutto ancora alla guida del Municipio.

Pietro Gnarra e Pasquale Esposito
il primo esce a giugno, il secondo la mattina prima del consiglio comunale del 20 agosto

Una competizione, la prossima, cui arrivare privando Orlando di ogni vantaggio e sbattendolo fuori da quel Palazzo dove forse Sagristani, e non solo lui, nonostante il commissariamento, si ritengono in qualche modo in grado di esercitare un potere legato, forse, a una burocrazia che completamente leale con Orlando non è mai stata nel corso di questi anni! Ma questo e altro, lo ha anticipato Orlando, è solo un capitolo del suo “libro bianco“, sicuramente destinato a suscitare scalpore per l’analisi di fatti e uomini che in esso si svolge, aiutandoci a capire parecchio di che cosa effettivamente si nasconde dietro alla sbandierata volontà di “volere solo il bene di Sant’Agnello“. Quanto è avvenuto, cioè le dimissioni e la storia che le ha precedute, ha tutti i connotati di un vero e proprio “suicidio” di questo ceto politico santanellese imposto loro da un Capo che lo fa passare alla stregua di un’Araba Fenice in grado, cioè, di rinascere col semplice gesto di recuperare lui il ruolo di guida, di salvatore delle patria, di sindaco predestinato! In ciò rinnegando quanto detto e annunciato in tutto le salse e che si riassume nella convention all’Hotel “La Pace” quando andò in scena l’inaspettato duettto Sagristani-Orlando che segna una data di svolta: l’inizio dell’aggressione sistematica ai danni dell’Amministrazione e degli uomini della maggioranza, sottratti uno dopo l’altro, sempre con futili e inconsistenti motivazioni, al gruppo eletto nel 2008. In quell’occasione – ed esistono anche documenti video dell’eventoSagristani annunciò che il suo ritorno avrebbe coinciso con il rinnovamento della classe politica locale, con nuovi uomini e donne che avrebbero portato aria nuova in Comune per cambiare il volto della politica a Sant’Agnello. E’ verosimile pensare che a seguito di tali dichiarazioni Assessori e Consiglieri gli abbiano fatto notare di essere loro i depositari di consistenti pacchetti di voti di cui forse Egli non può fare a meno se intende tornare al Comune da sindaco. E’ altrettanto vero che si potrà avere una conferma o meno del rispetto di questo annuncio/impegno (cioè del rinnovamento degli amministratori) solo se e quando Sagristani presenterà la sua lista alle comunali. Domanda: con questo annuncio e senza gli “uomini delle preferenze” in lista, oltre che con il nuovo sistema elettorale (solo 10 consiglieri oltre al sindaco, di cui 7 alla maggioranza e 3 alla minoranza), Sagristani può correre il rischio di un’impari sfida elettorale con Orlando mettendo in conto un possibile naufragio del suo progetto di tornare a fare il sindaco per altri 10 anni a Sant’Agnello?

Giuseppe Gargiulo
si dimette la mattina dopo il consiglio comunale del 20 agosto

Per quanto ci riguarda crediamo proprio di no! A questo punto è scattata l’operazione che, a ben vedere, assume la fisionomia di un sottile gioco di “ricatti incrociati” nel quale nessuno può fare a meno dell’altro per vincere le elezioni: restava solo da liberare il campo da un avversario ingombrante e pericoloso, evidentemente fuori da questi giochi, ma temibile come sindaco e come futuro avversario! L’opposizione nella sua ambiguità dichiarata e ostentata per render chiaro che sin dall’inizio è stata parte integrante di questo gioco (ed avere un peso nella prospettiva), ha sacrificato a questa “perversa concezione della politica” il senso del confronto libero e democratico insito nella competizione elettorale (due liste soltanto che si confrontano dividendosi a priori i seggi disponibili significa che l’opposizione sapeva di aver automaticamente eletti in consiglio il candidato sindaco e 5 consiglieri a prescindere dal numero dei voti che avebbe ottenuto) e anche alcune candidature che per la prima volta si sono affacciate sulla scena amministrativa e che oggettivamente si sono prestate a quest’operazione, come l’hanno dimostrato i fatti, assolvendo al solo compito che evidentemente gli era stato assegnato sin dall’inizio: far numeri per dimettersi.

Gianni Salvati e Mario Coppola
eletti nella lista “Impegno Nascente” e poi costituitisi in “Liberi Cittadini”

In ciò tradendo, ma anche abusando, del consenso elettorale (per la verità modesto) di cui erano stati investiti anche da chi pensava (o si illudeva) che potessero rappresentare un’alternativa per il futuro! Per loro, in una “guerra elettorale totale“, come si preannunciano essere le prossime elezioni comunali, non c’è assolutamente spazio e quindi passeranno alla storia di Sant’Agnello soltanto per aver messo la propria firma in calce alla “vigliaccata” davanti a un notaio. Poichè per Orlando non è stata mai un’ossessione quella di dover fare un secondo mandato da sindaco, molto meglio e più onesto sarebbe stato che i suoi “traditori“, invece di costruire questa sceneggiata, avessero dichiarato a quel Paese che dicono di avere a cuore “prima di tutto” e che dicono stia alla grande dalla loro parte la semplice e pura verità, con onestà morale, intellettuale e senso civico.

Antonio Coppola
ex candidato sindaco lista “Impegno Nascente”

E la verità è semplicemente questa: “…Per noi questa di Orlando è stata solo una parentesi dovuta al fatto che Sagristani non si poteva ricandidare per un terzo mandato di fila e Noi siamo convinti che solo lui possa e debba continuare a essere il Sindaco, per come l’ha fatto e per quello che noi ci aspettiamo da lui e che lui è in grado di garantirci. Per questa ragione responsabilmente e lealmente portiamo a cionclusione quest’Amministrazione cui pure abbiamo dato in questi anni il nostro contributo essendone stati co-artefici e beneficiari, in ossequio al solo interesse che abbiamo il dovere di servire: quello dei cittadini e dell’istituzione che rappresentiamo.

Agnello Marone
Gruppo “Impegno Nascente”

Dopodichè saremo a fianco di Sagristani nella prossima campagna elettorale svincolati da qualsiasi obbligo verso Orlando che, nel bene e nel male, ha fatto la sua parte ma il cui tempo è scaduto”. Questa sincerità avrebbe evitato la vigliaccata e in fin dei conti sarebbe stata accettata dallo stesso Orlando che non avrebbe potuto non tenerne conto e per certi versi sarebbe stata anche compresa da chi questi giochi comunque li aborrisce: senza invece offendere tante intelligenze, senza suscitare quelle reazioni e quella indignazione scaturite soprattutto dall’ipocrisia messa in scena e dall’indifferenza con cui sono stati immolati gli interessi del Paese a vantaggio di quelli personali e dell’immagine stessa di Sant’Agnello.

Sagristani alla convention
del suo movimento “S.Agnello prima di tutto”

E soprattutto non avrebbe leso gravemente l’immagine di Sagristani che sicuramente riterrà di  avere tutte le sue buone ragioni, ma evidentemente ha ancche scarsissimi consiglieri e strateghi e di tutto aveva bisogno, nello sfacelo della politica di oggi, che di aggiungerci del suo passando alla storia per quello che non crediamo sia, ma che evidentemente lui vuole appaia: il deus ex machina di Sant’Agnello e fors’anche della politica in Penisola Sorrentina. Immemore di quella stagione dei “mastini della prima repubblica” che pure hanno vissuto e operato in Costiera e che certe attenzioni e sensibilità le hanno sempre avute e certi valori di rispetto per gli elettori non li hanno mai mortificati consapevoli del proprio ruolo, del senso dell’istituzione e del fatto che il rapporto che si instaura con i Cittadini non è quello che risale al Medioevo e che, per la verità, è passato già…da un po’ di tempo!

Un commento

  • Gaetano Ruocco

    Condivido la tua analisi aspra e senza mezzi termini d’altronde l’arroganza di sagri era chiara già alla sua riunione quando affermò che al posto di Orlan Lui avrebbe potuto mettere chiunque anche un extra comuniario o un parente e i cittadini (pecore secondo lui) lo avrebbero votato.
    Dobbiamo riconoscere che quando sagri era ancora giovane con la collaborazione dello stesso Orlan c’era stato un periodo di buona amministrazione aiutati anche da una fase senza crisi economica.
    Avrebbero dovuto continuare così Orlan Sindaco col sostegno di sagrì. Ma il piglio di arroganza non gli ha permesso di tollerare che Orlan potesse fare scelte autonome (ad es castellano assessore). Sagristani sentendosi il padrone anche del terzo mandato vedendo che non poteva tirare i fili a suo piacimento ha chiamato all’ordine. Vari sono stati i tentativi fu far cadere Orlan fin dal primo anno ma la naturale colla delle poltrone impediva ai suoi boys di staccare la spina. Oggi è finalmente riuscito nel suo obiettivo non importa se ciò ha fatto commissariale il comune. D’altronde per i nostri personaggi la politica non e il bene del paese ma la dimostrazione della propria forza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*