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Il caso SOGEI e i tanti rischi delle slot machine anche in Costiera

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Slot machine

La relazione del Procuratore Generale della Corte dei Conti del Lazio, Angelo Raffaele De Dominicis, presenta molti esempi di maxi-sprechi di denaro pubblico commessi si scala nazionale. Sugli altri spicca il caso Sogei costato allo Stato più di 800 mln di euro. Si tratta della società di telematica pubblica cui era stato assegnato il compito di connettere il rete tutte le slot machines, videopoker e i vari giochi elettronici presenti nei bar e nelle sale gioco per controllarne l’attività.  La Sogei però non lo ha fatto e dal 2004 al 2007 gli apparecchi collegati in rete erano pochi e la metà di questi non ha mai trasmesso i dati. Scrive dunque la Corte dei Conti: “Il servizio non svolto come prescritto ha permesso una rilevante evasione fiscale“. Inoltre lo Stato non ha potuto vigilare sull’attività della criminalità organizzata nel business delle slot, così come facendo operare gli apparecchi scollegati dalla rete non ha potuto evitare eventuali operazione anti-riciclaggio. Questo estratto da una relazione ufficiale della Corte dei Conti conferma, per chi ne avesse ancora bisogno, che attorno al mercato del gioco in Italia si saldano i più svariati interessi, quelli di un’imprenditoria spregiudicata e collusa con la politica da un lato e con il malaffare dall’altro, quelli del crimine organizzato che si avvale di questo strumento legalizzato (ma di fatto svincolato da seri e reali controlli) per riciclare denaro proveniente da attività illecite con cui contamina il mercato attraverso attività apparentemente lecite. Che cosa fa lo Stato italiano di fronte a così gravi inadempienze che oltre ad arrecare danni concreti alle proprie casse alimenta gli affari del crimine organizzato? E’ dall’inizio della legislatura che il Sen. Raffaele Lauro, sorrentino e del PdL, sta conducendo una specie di crociata solitaria contro questo vero e proprio cancro che sta consumando il Paese. Oltre a sollevare l’attenzione sul problema, a suonare il campanello d’allarme sui rischi ad esso connessi, a proporre l’adozione di una severa normativa antiriclaggio, questa azione sembra destinata ad abortire se non si perseguono deficienze e inadempienze così gravi come quelle della Sogei! Quando in un Paese, per esempio la Penisola Sorrentina, si vedono fiorire in ogni angolo sale slot, trasformare attività commerciali tradizionali in più redditizie sale giochi, si aprono compro-oro, quello che un osservatore neanche troppo sofisticato deve pensare è che questa comunità sta volgendo all’epilogo…In un’interpellanza parlamentare urgente Lauro ha chiesto che il Prefetto fornisse, attraverso i Comuni dell’area, dati aggiornati su questo fenomeno e sull’identikit dei gestori di tutte queste attività. Non sappiamo ancora se questi dati sono stati acquisiti o se i Comuni siano stati solleciti nel dare riscontro, anche solo per averne avuta conoscenza attraverso la stampa, alle richieste di Lauro. Fra le tante beghe locali, i contrasti politici che servono ad alimentare il pettegolezzo e l’inciucismo piuttosto che entrare nel merito dei problemi, lo spazio per confrontarsi su questi temi così scottanti non sembra proprio esserci! Parlare di trasparenza o di anagrafe degli eletti a che serve se non si esercita il controllo sul territorio, sulle attività del territorio, sulle trasformazioni che riguardano il territorio sul piano ambientale e su quello socio-economico, sugli investimenti e sul debito di quest’area che, secondo quanto evidenziato nel rapporto OBI, presenta ancora punti di forza, ma quelli di debolezza avanzano irrimediabilmente! Tornando all’intervento del Procuratore Federico Cafiero De Raho a Sorrento di qualche giorno fa è necessario che chi amministra si guardi intorno, scruti i cambiamenti, valuti le nuove presenze, approfondisca, indaghi, denunci…Gli Amministratori oggi in carica nei Comuni costieri sono preparati a farlo o, meglio sono disponibili a contrastare sul campo attività che non producono sviluppo, ma degrado e attentano in modo minaccioso alla qualità della vita in Costiera? Il quesito attende risposte non di circostanza e soprattutto non isolate perchè proprio discutendo con qualche Amministratore locale che ha mostrato di aver ben chiaro il problema urge un’azione collegiale di chi è preposto al governo istituzionale del territorio. Solo così si può difendere quell’identità territoriale, con annessi e connessi, altrimenti destinata a restare solo una bella favola utile a riempirsi la bocca all’occorrenza!

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