Sorrento

Rosario Fiorentino, ora realizziamo gli “orti sociali” a Sorrento

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Rosario Fiorentino

SORRENTO – Utilizzare i fondi, i giardini e le aree  acquisiti al patrimonio indisponibile del Comune per violazione delle norme urbanistiche e  ambientali  per le costruzioni abusive eseguite ed  affidarle alle cooperative di giovani per orti urbani da destinare alle famiglie che partecipano al bando pubblico. Un iniziativa che è stata elaborata da tempo, ma stenta a decollare eppure può essere una risposta alle famiglie che sono assediate dalla crisi e di fasce giovanili che cercano un lavoro. Si coniuga solidarietà e lavoro. Cosa dice la Curia e la Chiesa locale? Può essere che anche su iniziative del genere  ci sia solo silenzio? Mentre si attende che il provvedimento venga trattato nella prossima seduta di consiglio Comunale, il capogruppo della lista Insieme per Sorrento Rosario Fiorentino rilascia la seguente dichiarazione. “Nell’ambito delle iniziative volte a promuovere il territorio e valorizzarne le risorse naturali, grande risalto credo debba essere attribuito al progetto degli orti sociali o anche detti orti urbani. Gli orti urbani da sempre disegnano e segnano il territorio e le trasformazioni urbane delle nostre città; oggi sono il punto di collegamento concreto e diretto tra realtà urbana e la tradizione culturale contadina, il luogo di una possibile aggregazione multigenerazionale ma anche multietnica, di scambio di conoscenze e di educazione ambientale. Il progetto degli orti urbani è incentrato sull’ attribuzioni di piccoli terreni agricoli di proprietà comunale in comodato d’uso gratuito a cooperative agricole, associazioni o a singoli cittadini che hanno volontà di coltivare la terra, valorizzarne i frutti prendendosi cura così di aree che altrimenti sarebbero abbandonate o ricoperte da cemento o  preda dell’incuria. L’intimo contatto con la terra, con le operazioni che per millenni hanno impegnato il genere umano dall’alba al tramonto, contribuisce alla riscoperta del senso della vita e assume una forte connotazione di carattere socio-culturale. Il progetto degli orti sociali ha tra le ricadute più importanti due obbiettivi principali: i cittadini potranno riappropriarsi degli spazi pubblici abbandonati; le persone in difficoltà, dedicandosi alla cura dei luoghi e alla coltivazione, si sentiranno più integrati nella comunità in cui vivono. Nelle città ove sono stati già realizzati progetti simili, oltre la metà dei coltivatori ha età superiore ai 60 anni, si tratta di soggetti anziani che grazie al riappropriarsi della capacità di produrre riacquista nuova dignità. Altra grande parte dei coltivatori di orto sociale ha un’età compresa tra i 25 e 34 anni, costituendo per tale categoria di giovani una misura contro la disoccupazione che tra i giovani sfiora il 40 %  ma anche  anti stress, una passione sostenuta dalla gratificazione di portare in tavola i frutti del proprio lavoro. Altro importante risvolto è l’aspetto economico di sostegno alle famiglie, un fazzoletto di terra di soli 60 mq può infatti coprire agevolmente la totalità dei consumi di una famiglia di tre persone, alleviando i problemi connessi alla crisi attuale e alla mancanza di lavoro. Altro importante risvolto del progetto “orti sociali” è quella di valorizzare aree urbane degradate o abbandonate, oppure acquisite al patrimonio indisponibile del Comune per le opere abusive eseguite destinandole alla coltivazioni di ortaggi, piante, erbe aromatiche e consentendo ai cittadini di riappropriarsi degli spazi pubblici abbandonati. Ma anche  sviluppare un piano di formazione per la salvaguardia e tutela ambientale con gli assegnatari degli orti.
Il valore e la bontà di questo progetto è stato riconosciuto sia dalla precedente amministrazione che lo pose tra le principali iniziative da realizzare nel programma Ambiente 2009-2010 sia da quella attuale, esso infatti, su rinnovata proposta dell’assessore all’Ambiente Mariano Pontecorvo, è stata approvata dalla Giunta Municipale con lo stanziamento di ben 20.000 euro. Inoltre il valore di siffatta proposta ha superato i confini territoriali della città: anche il Comune di Castellammare di Stabia, sugli organi di stampa, ha eletto Sorrento a modello per l’idea degli orti sociali, concretizzando l’iniziativa con l’attribuzione a cooperative agricole di terreni confiscati o abbandonati e con la collaborazione del Centro per l’impiego è stato possibile avviare all’impiego numerosi giovani volenterosi. Che dire? Dopo che avverrà  l’approvazione in giunta, lo stanziamento dei fondi, la pubblicità della stampa, ora è il momento di dare, anche a Sorrento, finalmente concreta attuazione  ad un’iniziativa che non può che dare ulteriore valore, come già dimostrato, alla qualità della  programmazione amministrativa della città sempre più spesso fatta solo di facciata e poco di contenuti”.

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