Piano Sociale di Zona, la denuncia di Staiano su Agorà: “ombre sugli appalti”

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Quello di Giuseppe Staiano, responsabile della Coop Sociale “Il Pellicano“, pubblicato sul settimanale “Agorà” non può essere liquidato come un semplice sfogo. Si tratta piuttosto di una denuncia sulla gestione del Piano che, ormai periodicamente, riporta all’attenzione delle cronache le politiche sociali che i Comuni affidano a questa struttura le cui attività sono pagate dagli Enti Locali che, evidentemente, non possono sottrarsi a verifiche su quanto lamentato da Staiano e non solo da lui. Accuse circostanziate su “…mancanza di controlli, addirittura intimidazioni” secondo Staiano che invoca risposte concrete e immediate. A raccogliere l’appello-denuncia di Staiano troviamo ancora una volta Rosario Fiorentino, consigliere comunale di Sorrento (presidente della Commissione per la Trasparenza), che da tempo sta conducendo una “battaglia politica” sul PSdZ, ma con scarsi risultati per la verità forse perchè troppo isolato rispetto a una  problematica dove si annidano svariati interessi trasversali…

Non a caso nel nostro post dedicato, qualche giorno fa, alla “open government” facevamo genericamente riferimento anche a questo settore pur non conoscendo ancora l’iniziativa di Staiano. Stamane Fiorentino torna a ribadire con forza che occorre fare chiarezza su questo ambito di pubblica amministrazione.

A suo tempo il coordinatore di piano, Gennaro Izzo, evidenziava l’assoluta correttezza e trasparenza di tutte le attività riferendosi anche alle tante denunce approdate a nulla di fatto. Anche per lui si tratta di non lasciare ombre sul proprio operato e dei suoi collaboratori vista la delicatezza dell’ambito in cui opera e la consistente molte di risorse che gestisce!

Sindaci e Amministratori comunali si ostinano a mantenere un basso profilo sull’argomento nonostante abbiano, insieme alle responsabilità, forti interessi ad assicurare il funzionamento del servizio da cui dipende l’assistenza sociale, ma non solo questo visto che il piano offre anche opportunità d’impiego che in qualche modo non passano attraverso i canali tradizionali di reclutamento.

Oggi la nuova denuncia di Staiano con le sue allusioni, neanche tanto velate, a presunte irregolarità nella gestione degli appalti necessitano di una risposta seria e urgente anche per le conseguenze che ne derivano sull’economia legata al sociale e che coinvolge tanti lavoratori.