Meritocrazia in Italia e all’estero…che differenze!

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di Gaetano Mastellone

La meritocrazia. In Italia è una parola quasi sconosciuta, all’estero è quasi la norma. Da noi la meritocrazia in molti casi è addirittura combattuta. Personalmente avendo avuto la fortuna di crescere, e formarmi, sin dai miei vent’anni in aziende appartenenti a gruppi stranieri – prima Bank of America e poi Deutsche Bank – so bene che essa aiuta a far crescere aziende & persone; è un vero valore. Sulla meritocrazia mi sono, più volte, intrattenuto con brevi articoli o commenti. Sono un fautore della meritocrazia.  Vorrei anche che tutti comprendessero che è una delle “strade” da seguire per uscire dal pantano in cui ci troviamo. Questo messaggio vale per l’impresa e per la politica italiana.

L’Italia deve cambiare, deve modernizzarsi, abbandonare le vecchie pratiche del familismo e dell’amicizia come unico elemento di protezione sociale e come unico strumento per fare carriera. Il paese deve riscoprire il valore del merito.

Largo quindi ai giovani e meno giovani realmente capaci. Non vi accorgete che ci stiamo imbalsamando? Assolutamente è necessario che gli imprenditori e la politica imbocchino la strada gestionale del merito, dello sviluppo e della crescita di CHI merita.

Non riesco a capire perché c’è ancora tanto ostracismo a far crescere Chi merita. Eppure quelli bravi fanno vincere le aziende, e se applicato in politica porteranno benessere per le città e per i cittadini. Bisogna ben capire che oggi, per crescere, bisogna premiare chi merita e farsi da loro guidare! Questa nostra società moderna deve avere un’inversione di rotta, deve imparare a rispettare le regole e deve cambiare la sua cultura.

Oggi invece si continuano a premiare le stesse vecchie logiche che ci hanno poi portato al declino. In Italia, e in particolare nel sud dell’Italia, la meritocrazia vince molto raramente. Bisogna iniziare a premiare i risultati del saper fare. Solo così si cambia realmente. Abbandoniamo la logica perversa di dare lo scettro del comando ai “finti buonisti”.  Basta farci governare da coloro i quali sono più vecchi dei vecchi politici ….. essi sono solamente più bravi a fare “la politica del marketing” …. o del “marketting”!

Essi sono anche bravissimi a consentire a camorristi di partecipare alle loro feste o incontri! Per migliorare il business delle aziende, e per crescere, è necessario investire sulle “risorse umane”; la “meritocrazia” è la strada da seguire, e non mi stancherò mai di ripetere questo concetto. Crisi? Dopo la tempesta viene il sereno, è legge di natura! Dopo questi profondi anni di crisi globale verrà, prima o poi, un periodo di benessere e di economia robusta.

Se saremo capaci di dare spazio a chi merita questo periodo verrà prima! Quando verrà il sereno? E’ difficile a dirlo anche perché quella che stiamo vivendo non è stata una crisi normale! Forse dal 2015 inizieremo a vedere spiragli di luce! Comunque sia una cosa è certa, da questa crisi si uscirà solo con un’adeguata programmazione, con processi e prodotti ricchi d’innovazione, con tanta qualità e, mi ripeto sino a diventare noioso, con la riscoperta della meritocrazia.

E’ necessario che gli imprenditori capiscano che la strada del futuro deve necessariamente passare attraverso la riscoperta del “fattore umano” che deve essere considerato come un vero e proprio asset dell’impresa. Il capitale umano non deve più considerato come lo è stato sino a oggi, cioè come “un costo”. Il capitale umano deve tornare a essere importante per il successo delle imprese. Mi auguro che sin da subito s’inizi ad assistere a una vera “riscossa del capitale umano”.

Lo diciamo in tanti da qualche tempo, tutti lo riconoscono come una delle cose da fare, ma pochi lo attuano. L’investimento aziendale sulle persone ha di recente subito qualche flessione. Mi auguro di assistere a un’inversione di tendenza. L’economia è destinata a riprendersi, le aziende che sono dimagrite (rinunciando a braccia e cervelli) devono ritornare ad assumere “calorie umane”. Nelle aziende abbiamo urgente bisogno di leader capaci di condurre l’organizzazione oltre le tempeste che abbiamo vissuto, ripristinando la fiducia tra i collaboratori e tra i clienti.

Abbiamo un disperato bisogno di una classe politica diversa. Il Governo si deve svegliare, basta con questi stupidi litigi da bottegai! Noi italiani ci aspettiamo ben altro. Il Governo oggi deve assolutamente pensare ed agire, è prioritario farlo, per dare maggior spazio ai giovani qualificati che spesso non avendo opportunità di occupazione nella propria città sono costretti a trasferirsi all’estero, e poi raramente ritornano.
Stiamo sottraendo importanti risorse (i cervelli) alla nostra nazione; è da criminali continuare a farlo!