Ex prefetto in galera: rubava milioni di euro e serviva la camorra!

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L’arresto dell’ex prefetto Francesco La Motta con l’accusa di aver sottratto al Ministero dell’Interno la somma di 10 milioni di euro e di intrattenere rapporti organici nel napoletano con clan camorristici ai quali avrebbe trasferito preziose informazioni su indagini giudiziarie che li riguardavano, ripropone in modo allarmante la questione della corruzione di persone che occupano ruoli chiave nelle istituzioni e delle collusioni organiche con i poteri criminali che invece dovrebbero contrastare con tutti i mezzi loro messi a disposizione. Quando apprendiamo queste notizie il nostro sconcerto cresce in modo esponenziale…

Sorge anche un dubbio: si tratta di personaggi che sono stati corrotti e quindi posti al servizio del crimine organizzato o, piuttosto, si tratta di personale di diretta espressione dei poteri criminali che approda nelle istituzioni occupandone posti chiave?

Non è un quesito di poco conto perchè nel primo caso occorre innanzare i livellli di allerta atti a smascherare quanto prima possibile quei “servitori infedeli” del Paese. Nel secondo caso siamo al vero e proprio allarme sulla tenuta democratica del Paese visto che i poteri criminali riescono ad occupare direttamente le centrali istituzionali, siano esse Parlamentari, Governative e del variegato arcipelago di enti e strutture preposte a salvaguardia degli interessi nazionali.

Per questa gente, una volte accertata la colpevolezza, le pene devono essere assolutamente esemplari perchè chiunque veste divise di Stato e incarna funzioni pubbliche qualsiasi tradimento rappresenta un vulnus gravissimo per gli effetti direttiche produce e soprattutto per quegli indiretti che ne derivano sui cittadini e sul loro senso di rispetto della legge, delle istituzioni e di chi li rappresenta!

L’Espresso – Prefetto La Motta