Nicola Esposito: la politica a Sorrento si disinteressa del “problema casa”

Stampa

SORRENTO – Per i Sorrentini la casa continua ad essere un obiettivo secondario della classe politica cittadina. Questa l’impressione che si ricava scorrendo tra gli altri, un recente provvedimento della giunta Cuomo, datato 11 Febbraio (delibera di giunta n.39), in cui in pratica, s’individuano una decina di criticità a cui dare risposte attraverso lo studio di nuove variante al PUC, il nuovo piano regolatore della città – che fissa gli obiettivi pluri-decennali dell’Ente, senza un accenno alla soluzione dei problemi della casa. Infatti, la delibera del Comune si spiega perché lo strumento urbanistico comunale è sicuramente già vecchio, anche se varato solo un anno fa, ma che manca completamente di una visione plurale delle problematiche urbanistiche legate alla casa, come ad esempio: revisionare l’anagrafe edilizia datata 1985, l’incentivazione del cambio di destinazione d’uso delle piccole aziende alberghiere in abitazioni, la mancanza della variante per il piano di zona di Atigliana, necessaria per il cosiddetta legge per il piano casa…

Quest’ultima esigenza tecnica era già stata auspicata dal consiglio comunale nel Febbraio 2010, ma i tecnici dell’ente non hanno dato mai corso a tale iter, forse proprio perché questa della casa non è una priorità della politica cittadina.

“Quando si legge nel merito un provvedimento del genere – spiega Nicola Esposito, presidente del CEPS (Consorzio Edilizio della Penisola Sorrentina) – restiamo perplessi. Pensando contemporaneamente a quello che succede da oltre un anno negli uffici comunali dove langue una risposta precisa alla nostra proposta di costruire 48 appartamenti nella proprietà all’Atigliana. Nonostante in campagna elettorale dal sindaco ai tanti consiglieri, è venuto un preciso ok al perseguimento di tale obiettivo.

Dall’esterno – continua Esposito – i nostri associati (oltre 120 famiglie) non possono che leggere solerzia e attenzione per alcune tematiche cittadine e poca, troppo poca, nel dare una risposta politica e tecnica all’esigenza dei sorrentini di avere una casa decente a Sorrento, dove vivono e lavorano. Questo rispettando le leggi e le normative che pur ci sono, se solo le si volesse perseguire e applicare nella nostra realtà.

Ora sembra ai più che manca la giusta attenzione a chi una casa civilmente la chiedono da oltre vent’anni e non trovano sbocchi chiari e tangibili in questa e altre amministrazioni cittadine e ossessivamente chiedono una risposta pubblica a un problema pubblico come quello della casa ai sorrentini”.

La stessa procedura celere e agevolata prevista dal cosiddetto Piano casa, – articolano i responsabili del CEPS – e prorogata dalla Regione Campania fino al Gennaio 2014, per la costruzione di nuovi alloggi sociali, rischia di essere vanificata dalla insopportabile lentezza delle procedure tecniche del comune di Sorrento.

Una normativa regionale che prevede che le amministrazioni comunali, anche in variante agli strumenti urbanistici vigenti e con provvedimento da adottare entro il termine perentorio di sessanta giorni, possono individuare zone la cui trasformazione urbanistica ed edilizia è da destinare esclusivamente alla edilizia residenziale sociale, per giovani coppie o anziani e a nuclei familiari con disagio abitativo e la difficoltà di trovare un alloggio in affitto.

“Una situazione preoccupante a cui chiediamo alla politica, al sindaco, di porvi al più presto rimedio perché i sorrentini sono stufi di chiacchiere e di lungaggini burocratiche e amministrative, per avere risposte chiare alle proprie legittime aspettative. Crediamo che questa nostra proposta di piano casa all’Atigliana sia un modo chiaro e diretto per farsi carico, concretamente della mancanza assoluta di alloggi in affitto.

E, in tal senso, impegnando gli uffici comunali in un celere iter amministrativo, per –tra le tante evidenziate dalla delibera n.39/2013- una variante urbanistica per tale zona, nell’ambito delle prerogative di cui all’Art.51 della Legge 267/2000 (atti urgenti e improrogabili di ordinaria amministrazione), e ai sensi della L.R. 16/2004. Questo per dar concretamente seguito all’iter dalla nostra proposta di Piano Casa, senza aspettare altri tre anni senza una casa e senza provvedimenti che avviano una procedura chiara per tale prospettiva.

Auspicata da tutti, ma nei fatti non perseguita”.
Un provvedimento che potrebbe in poco tempo cambiare la prospettiva di un dramma sociale di proporzioni enormi.

“Ci sono sorrentini – conclude Esposito – che da anni attendono una casa di proprietà senza che da parte delle amministrazioni pubbliche ci sia stata una risposta a tale problema, in una realtà costiera dove la questione casa è grave e insoluta, con un mercato della casa in affitto dopato dal proliferare indiscriminato dei Bed & Breakfast o con pigioni, quando si trova casa, impossibili da sopportare per un cittadino medio”.