A proposito dell’abolizione (?) del bollo-auto approvato dal Governo-Meloni
Che la misura dell’abolizione del bollo-auto adottata con decreto-legge da parte del Governo-Meloni abbia una sapore esclusivamente elettorale lo comprendono anche le pietre della strada, nonostante tutto il provvedimento è stato salutato positivamente da quanti si trovano nella condizione di risparmiare, per il solo anno 2027, questo balzello che viene versato nelle casse regionali trattandosi, appunto, di materia delegata alle regioni. Le quali dovranno fare i conti con il rilevante buco di bilancio conseguente a questa decisione, fatte salve le compensazioni annunciate (ma insufficienti) senza le quali il Governo non avrebbe potuto abolire il bollo-auto. Per di più non c’è stato neanche un utile e preliminare passaggio in conferenza Stato-Regioni visto la natura del provvedimento che per assumere validità dovrà comunque essere sottoposto all’esame della conferenza prima della conversione in legge. Sulle materie delegate esiste il principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni che si consacra nel passaggio della conferenza da cui discendono gli atti conseguenziali cioè applicativi delle decisioni assunte. Evidentemente l’interesse a farne uno spot elettorale ha prevalso sulla forma per consentire alla Meloni e alla sua corte di inondare i media con l’annuncio. A spulciare l’articolato se ne comprendono anche i limiti tra cui quella della doppia intestazione di un’auto e una moto che esonera soltanto dal bollo moto. Insomma una presa in giro per i cittadini privati di interventi seri in settori fondamentali come quello della sanità, dei trasporti, della scuola per i quali di risorse non se ne trovano mai.