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Crisi della Sanità in Penisola, quello sfogo di Maria Laura Gargiulo che non dice tutto…

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Maria Laura Gargiulo

Dopo l’appello per una migliore sanità in Penisola Sorrentina lanciato da Rosario Lotito (M5S) è la volta di un medico di base, la cardiologa Maria Laura Gargiulo, ad accendere i riflettori sul tema riferendo, con un’intervista a Repubblica, un’esperienza personale che evidentemente l’ha convinta ad alzare la voce con la forza di un addetto ai lavori, quindi sicuramente più convincente. L’input, come spiega la dottoressa, scaturisce dall’esperienza fatta alcuni giorni prima: “…Sono un medico di base, una cardiologa che esercita da quasi 40 anni. Questa volta scrivo come figlia di una paziente che, a seguito molto probabilmente di un Covid misconosciuto, in pieno benessere, ha avuto una crisi respiratoria dovuta a una grave polmonite bilaterale. È stata prontamente soccorsa, avrebbe avuto bisogno di un ricovero in rianimazione per il monitoraggio e per la criticità ma il reparto è chiuso da mesi, o essere trasferita in ambiente pneumologia. Alla fine è stata ricoverata in medicina d’urgenza dove ho trovato massima disponibilità della primaria, del personale medico e paramedico, il cui lavoro è aumentato per la presenza di molti casi. Lì c’è l’interdizione al reparto per gli esterni, chiaramente per tutela degli ammalati, quasi tutti molto complessi e non autosufficienti...”.

Ospedale S.M. La Misericordia Sorrento

E continua: “...In questi giorni ho visto chi cerca soluzioni altrove, chi urla, chi cerca di cavarsela in ogni modo e da medico, da figlia, da cittadino e da potenziale paziente voglio lanciare un appello ai sindaci, ai politici, ai colleghi, alle associazioni e a chi voglia portare avanti questa voce: una parola per l’ospedale unico, non entro in merito alle ultime decisioni, di sospenderne la costruzione, non sono un tecnico, anche se ritengo necessaria la sua realizzazione nei modi corretti. Ma anche se fosse costruito ci vorrebbero 10 anni per andare a regime. I cittadini della penisola sorrentina hanno bisogno ora di un ospedale con personale adeguato, con macchinari, con reparti per questi casi. Vi prego agite, risolviamo il problema, in estate la nostra popolazione triplica e non si può andare avanti così. Per noi cittadini, per il personale sanitario”. E conclude: “Lancio questo appello affinché si possa realizzare una sanità adeguata ai cittadini e ai turisti che affollano il nostro territorio e potenziare quello che abbiamo, cercando di riaprire al più presto la rianimazione e di aumentare personale e risorse. I giovani medici, anche locali, disertano i concorsi e preferiscono andare altrove, chiediamoci perché”.

Caso umano e familiare a parte, per il quale auguriamo alla mamma della dottoressa una pronta e completa guarigione, è d’obbligo una riflessione perchè la Gargiulo sicuramente non scopre oggi le carenze del sistema ospedaliero territoriale: soprattutto se si considera il “gran baccano” che da mesi è sorto intorno al progetto del nuovo ospedale a Sant’Agnello e su cui la sua voce, come quella di tanti altri addetti ai lavori, non si è sentita. In più Maria Laura Gargiulo è segretario del PD di Piano di Sorrento (questo non emerge nell’articolo di Repubblica) con alle spalle esperienze amministrative nella stessa Piano e a Meta (dove ha pure coltivato l’idea di ricandidarsi quest’anno) oltre ad essersi candidata alle ultime elezioni regionali nella lista PD conseguendo un notevole risultato. Parliamo quindi di un personaggio politicamente impegnato dal quale, navigando questi mari, è lecito aspettarsi qualcosa di più di un semplice, quanto legittimo e accorato sfogo dovuto a una vicenda personale.

Infine la considerazione sul progetto dell’Ospedale Unico che, se fosse realizzato, a detta della dottoressa Gargiulo ci vorrebbero dieci anni per andare a regime. Potrebbero volerci anche dieci anni per costruirlo e farlo andar a regime per come vanno le cose in Italia, ma occorre pensare (soprattutto da chi fa politica) al fabbisogno di chi fra dieci anni, se le cose invece resteranno come sono oggi e possono soltanto peggiorare, non potrà contare neanche sull’esistente, insoddisfacente e arrangiato servizio che c’è oggi; con l’aggiunta dei drastici tagli alla sanità attuati dal Governo, della fuga dei camici bianchi dagli ospedali e del pensionamento di 40mila medici tra il 2024-25 fino ad arrivare al progetto di Autonomia Differenziata che toccherà in primis proprio l’assistenza sanitaria pubblica con tutte le conseguenze che ne deriveranno.

Se non abbiamo consapevolezza di come stanno effettivamente le cose in materia di sanità pubblica e se non si riprende a  ragionare seriamente con l’Asl  Napoli 3 Sud e con la Regione Campania sul presente e sul futuro della sanità in Penisola dopo la traumatica frattura registratasi sulla vicenda dell’ospedale, le grida di dolore, gli sfoghi e gli anatemi sono destinati a morire nella gola di chi li pronuncia!

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