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A proposito della polemica degli intellettuali partenopei contro il Presidente De Luca…

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Nicola Oddati

Vincenzo De Luca

Oggi Nicola Oddati, componente della segreteria nazionale del PD, su Il Mattino cerca di riportare nell’alveo della ragionevalezza la polemica scatenata da un gruppo di intellettuali napoletani contro il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca sottoscrivendo una lettera che è stata inviata al Segretario Nazionale del partito, Enrico Letta, e che sarà presentata ai media e alla pubblica opinione fra qualche giorno. Oddati riporta la discussione nell’ambito del legittimo confronto politico fra chi osteggia De Luca con le accuse più varie (familismo, corruzione, occupazione del potere, salernizzazione della regione etc…) e chi invece ne apprezza il modo di lavorare e di esprimersi, anche nudo e crudo, ritenuto particolarmente offensivo da parte degli intellettuali partenopei. Un sodalizio da tempo dormiente e che nel bel mezzo di un’emergenza mondiale con pesanti ripercussioni di ordine socio-economico nel nostro Paese e anche in Campania, trova il tempo di riunirsi per scrivere una lettera contro il presidente della Regione e, col supporto di media compiacenti, di far rimbalzare la notizia sulle cronache nazionali senza neanche valutare quanto essa sia e appaia estemporanea. Nè è in grado di inorgoglire un popolo di sinistra che proprio dal PD ha dovuto subire continue mortificazioni, molte delle quali ai limiti dell’indecenza, senza che gli intellettuali muovessero un dito o pronunciassero una parola.

Armando Siri (Lega)

Ultima nell’ordine il voto contro l’autorizzazione a procedere nei riguardi del parlamentare leghista Armando Siri al centro di inchieste giudiziarie che lasciano indifferenti il novello intellettualismo partenopeo. Del resto anche con Matteo Renzi e Luigi Cesaro il PD ha avuto lo stesso atteggiamento garantista assolutamente fuori luogo, confermandosi in tutto e per tutto un partito di sistema come tutti gli altri, o quasi! In Campania l’alternativa a De Luca il PD non è stato in grado politicamente di costruirla, con e senza gli intellettuali che da tempo immemorabile hanno deposto le armi. Il centro-destra campano non rappresenta l’alternativa auspicabile e spiegarne le ragioni è superfluo: parlano gli uomini e i fatti. Allora la guerra in famiglia contro De Luca che, con pregi e difetti comuni a tutti, sta guidando la Regione lungo un percorso di ripresa nella stagione più difficile della storia repubblicana dal dopoguerra ad oggi, appare davvero fuori luogo e conferma l’impotenza di persone e culture incapaci di confrontarsi sul piano politico ed elettorale per proporsi legittimamente in alternativa a De Luca. C’è davvero poco da sperare se è questo il materiale umano sulla piazza e se a mobilitare queste coscienze è piuttosto la prospettiva delle politiche 2023.

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