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Piano di Sorrento, D’Aniello: la beffa di Boffo!

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Antonio D’Aniello

PIANO DI SORRENTO – Il consigliere di minoranza Antonio D’Aniello ha pubblicato sul suo blog un post che evidenzia una vicenda legata all’evento Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito“: la rinuncia al premio per la sezione giornalismo da parte del direttore di Tv2000, Dino Boffo, già direttore di Avvenire.

Dino Boffo

Allorquando Boffo è venuto a conoscenza del fatto che l’anno scorso l’organizzazione del Premio ha attribuito il riconoscimeno ad Alessandro Sallusti, ha deciso di disertare l’appuntamento dimostrando che, nonostante tutto, c’è ancora una coerenza, una dignità che meritano di essere rispettati visto che Sallusti è stato uno dei “carnefici di Boffo” nelle note vicende che portarono l’ex direttore di Avvenire a rassegnare le dimissioni…

D’Aniello informa che domani presenterà un’interrogazione nella quale, a fronte di un contributo di 5000,00 euro erogati dal Comune all’organizzazione del premio, chiede alcune semplici cose:
1) Con quali criteri vengono premiati le persone?
2) Siccome c’è un tal melting pot di artisti-politici-personalità, i criteri appaiono ben poco trasparenti e non si capisce come una persona possa chiedere all’associazione Simposio delle Muse (che organizza il premio) di essere preso in considerazione. Pertanto con dei soldi pubblici si premiano persone decise da un’associazione privata.
3) Il succitato premio riceve altri finanziamenti pubblici? Se si, da quali enti e per quale entità?
4) Per quale motivo l’Amministrazione ha ritenuto prioritario, nonostante gli scivoloni sulla stampa nazionale, continuare a finanziare il premio?

In merito all’iniziativa del Consigliere D’Aniello non possiamo che esprimere un giudizio positivo visto che l’assegnazione del premio ad Alessandro Sallusti, già lo scorso anno, era stato oggetto di forti e ampie critiche, ancor più giustificate da quanto accaduto di recente e dal comportamento privo di ogni deontologia professionale da parte del direttore  de Il Giornale. Bene ha fatto Dino Boffo a disertare la manifestazione che, altrimenti, l’avrebbe assimilato in tutto e per tutto al suo “carnefice“. Ciò conferma che manca un’etica di base nei criteri di assegnazione del premio, a prescindere dal suo valore, circostanza che imporrebbe perlomeno alla P.A. una maggiore attenzione nell’assecondare determinate operazioni.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/19/

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