Elezioni Regionali, il PD e De Luca diffidino dei “cavalli di troia”…

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Sergio Costa

Sergio Costa

Vincenzo De Luca

Vincenzo De Luca

Torna d’attualità l’ipotesi di candidare il Ministro per l’Ambiente Sergio Costa alla Presidenza della Regione Campania per sancire un accordo politico tra PD e M5S che comporterebbe la rinuncia di Vincenzo De Luca a ricandidarsi per un secondo mandato oggettivamente indispensabile per mettere a frutto il lavoro svolto in questi cinque anni dopo i disastri ereditati dalla gestione di centro-destra by Stefano Caldoro.

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Ciarambino De Luca

I Grillini campani sarebbero disponibili anche a sacrificare la loro leader, la Valeria Ciarambino, che in questa consiliatura ha duramente contrastato De Luca e ne ha chiesto esplicitamente la “testa“, per ipotizzare un’intesa elettorale considerata vincente su un centro-destra dove Lega e Forza Italia continuano a contendersi la candidatura a presidente puntando, in particolare la Lega, su personaggi senza esperienza nè consenso elettorale, destinati in casi di vittoria a riconsegnare la Regione nelle mani di un establishment di centro-destra a digiuno di potere e interessato soltanto a raccogliere i frutti di una stagione che ha rappresentato comuque una svolta per la Campania, pur con tutti i problemi che restano aperti e che attendono risposte concrete. Un cambio di governo in questa fase potrebbe risultare letale per gli interessi della Regione mettendosi a rischio una programmazione e una progettazione che hanno dato e daranno buoni frutti anche grazie al decisionismo e all’esperienza del governatore uscente.

Il PD non può gettare alle ortiche questi cinque anni per assecondare le pretese grilline con un elettorato in totale caduta libera. Ogni eventuale intesa non può che ripartire dalla riconferma di De Luca dando vita a una grande alleanza di forze democratiche determinate in primis nel non darla vinta a Lega e Forza Italia che davvero poco o nulla hanno da dire e da dare alla Campania. Certe aperture possono quindi rivelarsi pericolosi cavalli di troia e abbassare la guardia ora può significare per il PD rinunciare all’occasione di inagurare un nuovo corso in Campania in continuità con questi cinque anni, ma con ampie aperture a quelle novità che, in qualunque esperienza di governo, servono per operare un salto di qualità.