Comune Unico della Penisola Sorrentina, un suggerimento a Sagristani

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Pietro Sagristani

Pietro Sagristani

Con un’intervista al settimanale AGORA’ da ieri in edicola, Piergiorgio Sagristani, sindaco di Sant’Agnello e co-fondatore della Lega Sorrentina, ha rilanciato con forza e autorevolezza il tema del Comune Unico della Penisola Sorrentina riaprendo la discussione su quello che, allo stato, resta il più valido argomento politico su cui gli amministratori locali possono confrontarsi dopo l’Ospedale Unico (che, a dispetto dei troppi detrattaori, sembra aver imboccato la strada giusta con reali prospettive di veder la luce in un prossimo futuro visto che la Regione si appresta a dare il via libera al progetto). In linea di principio il ragionamento di Sagristani non fa una grinza e ha il merito di accantonare definitivamente l’ipotesi di un’Unione Intercomunale che non è mai andata al di là delle buone intenzioni nonostante ci abbia lavorato il sindaco di Massa Lubrense, Leone Gargiulo, per conto del coordinamento dei sindaci peninsulari i quali, però, non sono stati in grado (o non hanno voluto) formalizzare nei propri Consigli Comunali la bozza di statuto. Anche su questo Sagristani ha ragione: si trattava di generare un’altra struttura organizzativa di tipo politico che, come concepita, avrebbe accresciuto i problemi e gli oneri a carico degli enti.

E’ FONDAMENTALE ADOTTARE UN METODO DI LAVORO

Penisola Sorrentina

Penisola Sorrentina

Voltiamo pagina e ripartiamo da questa straordinaria dichiarazione d’intenti per cercare di individuare un metodo di lavoro finalizzato a trasformare i buoni intenti in utili azioni per conseguire il risultato. Per prima cosa Sagristani ipotizza un comune unico da Meta a Massalubrense. Quest’ultima, come Vico Equense, forse potrebbe essere esclusa perchè si tratta del Comune terminale dell’area con una sua specificità territoriale molto simile a quella di Vico Equense. Ovviamente se si manifestassero precise volontà di inclusione nel Comune Unico anche da parte anche di questi due Comuni non si potrebbe che prenderne atto e ragionare su una municipalità unica dei sei Comuni.Ci sono alcune considerazioni da tener presente e riguardano i numeri su cui si ragiona in termini di fattibilità del comune unico. I due dati di base sono quelli relativi al numero degli abitanti e alla consistenza territoriale dell’area. La Penisola Sorrentina, da Vico a Massa Lubrense, conta oggi complessivamente 81.469 residenti con Vico Equense al primo posto (20.809) seguita da Sorrento (16.535) e poi da Massa Lubrense (14.087). Seconda fascia per Piano di Sorrento (13.013), Sant’Agnello (9.039) e Meta (7.986). Se si escludono Vico e Massa la popolazione residente passa a 46.573, un numero di tutto rispetto per una Città di Sorrento allargata e con un peso specifico globale sicuramente più interessante. L’area territoriale della Sorrento allargata (escluse Vico e Massa) assommerebbe a 23,54 kmq, comunque inferiore alla sola Vico Equense che conta un’estensione territoriale di 29,30 kmq e di poco maggiore a Massa Lubrense che è pari a 19,71 kmq.

SORRENTO ALLARGATA: UN COMUNE DA META A SORRENTO

DSCN8998Bastano questi semplici numeri per comprendere che la costituzione del Comune Unico di Sorrento (Meta, Piano, Sant’Agnello e Sorrento) è utile, funzionale in termini di governo omogeneo del territorio, pienamente rispondente agli interessi socio-economici di queste realtà che trarrebbero soltanto benefici da questo tipo di aggregazione in termini di programmazione, di pianificazione territoriale e organizzazione e gestione dei servizi, di offerta turistica e così via. Il tutto attuando un’operazione di spending review sul piano degli organi istituzionali: un sindaco, una giunta, un consiglio comunale. Il governo omogeneo di un’area così definita ne esalterebbe le peculiarità e svilupperebbe le potenzialità accrescendone la competitività sotto tutti i punti di vista. Ma l’idea di Sagristani, per passare dalla teoria alla pratica, ha bisogno di una verifica seria che si trasformi in un input formale a intraprendere questa strada per realizzare sul piano istituzionale il Comune Unico. Premesso che nessun Sindaco o Consiglio comunale gode, allo stato, di un esplicito mandato da parte degli elettori ad attuare una riforma-novità così importante e che la riottosità della politica a rinunciare  a poltrone, potere e prebende è alta, Sagristani e con lui gli altri Sindaci dovrebbero indire ad horas un referendum di consultazione popolare affinchè i Cittadini possano esprimersi su questa proposta.

IL REFERENDUM POPOLARE SUL COMUNE UNICO

referendumC’è una grande e comoda opportunità a portata di mano che consente di far svolgere questo referendum popolare senza particolari oneri a carico dei Comuni. Sono le prossime elezioni europee, in programma a maggio, per le quali sarà allestita la macchina elettorale per il voto. Abbinare alle Europee il Referendum popolare sul Comune Unico sarebbe la prova concreta della reale volontà di Sagristani e della politica peninsulare di uscire dalla stagione degli annunci e dei proclami per passare a quella dei fatti. La volontà popolare è sovrana e su un tema così interessante e culturalmente in armonia con le tematiche europee si potrebbe dar vita a un interessantissimo confronto in grado perlomeno di chiudere una volta e per tutte i ragionamenti. Se gli elettori bocciano l’ipotesi del Comune Unico, almeno si potrà cancellare dal periodico dibattito politico questa “masturbazione intellettuale” e rassegnarsi a ragionare ognuno “cicero pro domo sua“. Se invece le volontà della politica coincideranno con il voto della maggioranza degli elettori dando il via libera alla sua costituzione, allora non ci saranno più scusanti: si dovrà attivare la procedura di legge per realizzare il Comune Unico di Sorrento. Oggi nessuno dei Sindaci meglio di Sagristani può farsi promotore e interprete di questa mission. Se lo farà e se lavorerà per giungere a questo obiettivo, allora il suo ritorno alla guida della municipalità santanellese avrà tutto un altro significato, valore e prospettiva.