Cresce il PD in Penisola Sorrentina…Ora anche Rosario Fiorentino

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Rosario Fiorentino

Rosario Fiorentino

Le adesioni al Partito Democratico, che si registrano a ritmi quasi frenetici, stanno trasformando la rappresentanza del Partito che la scorsa settimana ha celebrato i congressi locali, non senza scontri interni come per esempio è avvenuto a Vico Equense. Le iscrizioni più roboanti sono state quelle dei sindaci Leone Gargiulo e Paolo Trapani, rispettivamente primi cittadini a Massa Lubrense e a Meta. Ultima in ordine di tempo, ma largamente anticipata dalle primarie dello scorso anno, l’adesione di Rosario Fiorentino a Sorrento in quota Matteo Renzi, cioè del probabile futuro segretario nazionale. Il quale è anche il maggior responsabile di questo processo che sta cambiando la fisionomia del partito non senza problemi che, ogni giorno, rimbalzano sulle cronache.

Per cercare di comprendere le regioni che stanno alla base di certe scelte bisogna leggere il settimanala Agorà in edicola che pubblica gli interventi sia di Leone Gargiulo sia di Paolo Trapani. Per il primo si tratta di una lunga dichiarazione, evidentemente elaborata proprio con l’intento di fornire una lettura univoca di questa scelta, per Trapani invece il discorso è più diretto con un botta e risposta che non si sottrae alle polemiche soprattutto nei riguardi di Stafania Astarita, coordinatrice del PD peninsulare oltre che ex segretario cittadino, cui il Sindaco si rivolge con un “Ma che è Stefania Astarita?“, che la dice lunga sulla possibile coabitazione sotto lo stesso tetto di personalità che si sono contrastate e che non hanno trovato un punto di contatto nella costruzione di un nuovo partito. Insomma tempi duri per la vecchia guardia di un PD che rischia di restare travolta dal fenomeno-Renzi e dagli arrivi di nuovi e agguerriti militanti pronti a far man bassa di tessere, rappresentanza e, probabilmente, anche di candidature elettorali. E’ probabile che, a questo punto, anche il PD si avvii a percorrere la strada che fu della vecchia Democrazia Cristiana che rimase vittima del “correntismo interno” prima di essere trafitta dalle inchieste di Mani Pulite. Gargiulo e Trapani sono entrambi “figli d’arte”, professionalmente e politicamente. Entrambi i papà sono stati medici e sindaci nei rispettivi Comuni: Gargiulo per la DC con un successivo passaggio nel PRI, Trapani invece per il PSI. Le originarie matrici di centro e di sinistra cui si ispirano Leone Gargiulo e Paolo Trapani fanno perciò pensare a un naturale approdo, al di là delle suggestioni occasionali, al PD renziano. L’auspicio è che non si tratti soltanto della “convenienza contingente” perchè in caso di fallimento ne risulterebbe definitivamente compromessa, anzi distrutta, la rappresentanza della sinistra in senso più tradizionale.