Lo stop di Tito e del PD all’istituenda Unione dei Comuni! I sindaci invece consultino i cittadini

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Giuseppe Tito (PD)

Con un’intervista a tutta pagina su Metropolis l’assessore metese Giuseppe Tito dà il via alla crociata anti-unione peninsulare a nome del centro-sinistra con l’input-sostegno di Rosario Fiorentino, neo esponente UDC, altrettanto ostile al progetto cui invece da mesi stanno lavorando i primi cittadini dei Comuni costieri. Il via libero di Fiorentino a Tito ha avuto luogo con un sms inviato all’assessore metese che è l’unico esponente del PD peninsulare effettivamente accreditato negli ambienti politici regionali in quanto referente del consigliere regionale Antonino AmatoNei giorni scorsi ci aveva pensato Stefania Astarita a riassumere in un documento unitario la posizione del PD sul tema dell’Unione, pronunciandosi a favore della sua istituzione purchè in un contesto che non mortifichi le minoranze politiche e amministrative del centro-sinistra, ancorchè residuali aggiungiamo noi. Evidentemente è servito a poco visto che l’assessore Tito ha messo sul piatto della bilancia tutto il proprio peso nel tentativo di mandare all’aria il progetto cui stanno lavorando i sindaci col sostegno del Sen. Raffale Lauro che ancora ieri, a Sant’Agnello, ha denunciato la strumentalizzazione politca che si sta fecendo di un’iniziativa nata dalla base, cioè dai sindaci, per dare risposte più consone ai problemi di livello sovraccomunale che, sempre più frequentemente, inducono i sindaci a confrontarsi per ricercare soluzioni condivise.

Giuseppe Cuomo

La posizione del PD, su questo tema e alla luce di quanto sta emergendo, è praticamente insostenibile oltre che controproducente per gli interessi di questo territorio che ha necessità vitale di acquisire una fisionomia e un’identità uniche per intraprendere un percorso nuovo sugli scenari regionali, nazionali e internazionali forte di un brand straordinario su tutti i mercati. Tra le ragioni addotte da Tito contro l’attuazione del progetto troviamo il ruolo svolto da Gennaro Izzo, funzionario coordinatore del Piano Sociale di Zona per i comuni peninsulari, dai più visto col fumo negli occhi perchè ritenuto interessato a invadere campi che non gli appartengono con l’intento di condizionare la politica.

Leone Gargiulo

Del resto tutta la questione del PSZ va letta nella criticità del rapporto tra le Amministrazioni e il coordinatore Izzo da troppi giudicato “invasivo” rispetto ai campi della politica con la consegunete diffidenza che si nutre da parti di numerosi sindaci verso Izzo. Il ragionamento, a nostro avviso non regge, anche se Izzo ha la responsabilità di aver messo in campo l’idea di far nascere il coordinamento dei Comuni proprio sotto l’egida del PSZ, circostanza che legittima qualche sospetto. Il primato della politica dovrebbe indurre i Sindaci ad accantonare il problema: in effetti loro sono andati anche oltre e di fatto ogni settimana, come evidenziato ancora una volta ieria a Sant’Agnello dal primo cittadino di Sorrento Giuseppe Cuomo, essi si riuniscono per ragionare di problemi comuni e per tentare di trovare soluzioni condivise. Perchè dispiace questo a Tito, a Fiorentino, a I presunti costi dell’Unione non stanno nè i ncielo nè i nterra, trattandosi di amministratori eletti e già pagati dalle rispettive amministrazioni, così come l’eventuale personale assegnato da parte dei singoli enti. Piuttosto è la filosofia del “Dividit et impera” a farsi largo tra gli oppositori che temono, dall’Unione, una perdita o sottrazione della propria sovranità, anche se nessuno può negare che lo stare insieme rappresenta uno straordianrio vantaggio per gli interessi di questo territorio e sicuramente se il Sen. Lauro che sostiene il progetto avesse in animo di esercitare meglio la propria leadership. ci riuscirebbe meglio con un territorio e amministrazioni divise. Invece così non è per cui i Sindaci che condividono il progetto (almeno 5 su 6) devono avere la forza di ingaggiare un braccio di ferro con coloro che si oppongono all’idea dell’Unione, perchè è impensabile che gli interessi di una minoranza politica contrastino la realizzazione di un’organizzazione sovraccomunale delle municipalità costiere impedendo un salto di qualità nel governo della Penisola Sorrentina. I silenzi di altre forze politiche, a cominciare dall’UDC con i consiglieri provinciali Sagristani e Apreda, ma anche dell’IdV con i Parlamentari Di NardoPalagiano sono emblematici delle difficoltà che esistono a portare avanti un progetto che, a nostro avviso, bene farebbero i sindaci a sottoporre al giudizio popolare con un referendum consultivo degli elettori previsto dalla legge e che su questa materia puà risultare prezioso, anzi determinante per le decisioni che dovranno essere assunte.

Fiorentino Rosario

Luigi Mauro?