A proposito di nomine negli enti partecipati…polemiche per gli incarichi fiduciari

Da alcuni giorni il dibattito social si è concentrato sulle nomine negli enti partecipati dal Comune che il sindaco Corrado Fattorusso ha effettuato con propri decreti. Lo spunto l’ha fornito un commento del giornalista Antonino Siniscalchi con un post intitolato “Le Procedure Inutili” pubblicato sul suo profilo. “...Ci sono procedure che rispettano la legge, ma finiscono ugualmente per alimentare sfiducia. È il caso degli avvisi pubblici con cui le amministrazioni invitano cittadini e professionisti a presentare la propria candidatura per incarichi in enti, aziende o organismi partecipati, peraltro a titolo gratuito. Si chiedono curricula dettagliati, titoli di studio, esperienze professionali, dichiarazioni sostitutive, documentazione da produrre entro termini rigorosi. Un percorso che lascia intendere l’esistenza di una selezione fondata sul merito, sulla competenza e sulla comparazione tra i candidati. Poi, però, arriva la conclusione. La nomina è fiduciaria. Nessuna graduatoria. Nessun obbligo di scegliere il candidato più qualificato. Nessuna comparazione pubblica. La decisione finale resta affidata alla discrezionalità dell’autorità competente. Sia chiaro: è una facoltà prevista dalla legge e, come tale, pienamente legittima. Ma la questione non è giuridica. È etica, istituzionale e, soprattutto, di rispetto verso i cittadini….“.

A dar man forte alla polemica ci ha pensato il solito Gaetano Milano, amministratore delegato della Fondazione Sorrento che ha commentato: “Il pensiero di Antonino Siniscalchi e altri su questa storia degli avvisi pubblici per le nomine e designazioni di competenza del comune va condivisa senza se e senza ma. Lo spoil sistem esiste da sempre e non mi pare che qualcuno lo abbia mai messo in discussione. Ed è pure giusto e normale che la designazione resti nelle prerogative degli organi istituzionali. Si dovrebbero chiedere spiegazioni a chi ha deciso questa farsa e pure perché. I sorrentini meritano rispetto“. Sull’albo pretorio comunale è possibile consultare la sfilza di decreti a firma del Sindaco con cui si è conclusa la procedura avviata con l’indicazione dei criteri di nomina approvati dal consiglio comunale cui hanno fatto seguito i bandi pubblici per assumere disponibilità di candidature con relativi curricula e infine il decreto di nomina che è di competenza del Sindaco essendo la nomina un rapporto di natura fiduciaria e quindi legata al mandato del primo cittadino.

Alimentandosi il dibattito ha ritenuto doveroso intervenire l’assessore Antonio Maresca che rivolgendosi proprio a Milano ha inteso chiarire i termini della questione: “Gaetano, per il ruolo istituzionale che oggi ricopro non credo sia né opportuno né utile rispondere a ogni post e polemica. Però non posso far finta di nulla, quando affermazioni così nette arrivano da chi, per formazione professionale, esperienza amministrativa e seguito nel dibattito pubblico, dovrebbe avere un’attenzione particolare prima di definire una procedura una «farsa». Si rischia la disinformazione mentre gli atti e la procedura sono chiari. L’art. 50, comma 8, del TUEL attribuisce al Sindaco il potere di nominare e designare i rappresentanti del Comune presso enti, aziende e istituzioni, sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio comunale. Nel caso concreto, il Consiglio comunale, con deliberazione n. 10/2026, ha approvato i criteri per le nomine. Successivamente il Sindaco, con direttiva del 23 luglio, ha chiesto al dirigente competente di avviare la procedura di evidenza pubblica.
Il dirigente, con determinazione n. 872/2026, ha quindi approvato gli avvisi e affidato agli uffici il compito di istruire le candidature e trasmetterne gli esiti al Sindaco.
L’avviso, peraltro, non fa credere a nessuno di partecipare a un concorso. Dice espressamente che non sarà formata alcuna graduatoria e che la scelta resterà fiduciaria e discrezionale. Qualcuno potrebbe dire a cosa serve, allora? Ed è qui che occorre informare. Serve a rendere pubblica la possibilità di candidarsi, ad acquisire i curricula e a consentire agli uffici di verificare requisiti, incompatibilità e conflitti di interesse. La procedura pubblica, quindi, non toglie nulla alla prerogativa del Sindaco ma Semplicemente rende più trasparente e tracciabile il percorso che porta alla decisione finale.
Anche il richiamo che hai operato allo spoils system non dimostra affatto che l’avviso sia inutile. La natura fiduciaria della nomina resta intatta, perché la scelta finale compete comunque al Sindaco. L’evidenza pubblica riguarda solo la fase preliminare di acquisizione e verifica delle candidature e non trasforma la nomina in un concorso. Definire tutto questo una «farsa» significa confondere due momenti diversi che gli atti distinguono con grande chiarezza.I sorrentini meritano certamente rispetto. Proprio per questo il confronto pubblico dovrebbe partire dai documenti e dai fatti, non da giudizi formulati senza avere prima ricostruito correttamente la procedura. Scusami non è polemica ma corretta informazione“.