Sorrento verso l’adesione alla “Carta d’Amalfi”
L’incontro con i Sindaci di Amalfi e Capri al Comune di Sorrento, oggi retto dal sindaco Corrado Fattorusso, avente per oggetto l’adesione alla “Carta d’Amalfi” della Città del Tasso rappresenta, fuor di dubbio, un segnale importante, forse decisivo di un cambio di passo sulle politiche per il turismo sostenibile.
Bisogna riconoscere a Sergio Fedele, presidente di Atex, il merito di aver lavorato senza sosta in questi anni, e non senza ostacoli, per creare le condizioni propizie a conseguire questo risultato che rappresenta per la nuova Amministrazione sorrentina il primo, serio passo nella costruzione di un nuovo protagonismo in ambito turistico.
La “Carta di Amalfi” è nata come una risposta sistemica all’overtourism, superando il concetto narrativo della “sostenibilità” da brochure.
Dal punto di vista della pianificazione territoriale e del Destination Management, il manifesto introduce due principi cardine:
– spostamento del parametro di riferimento: gli indicatori di successo turistico non possono più essere misurati sulle sole “presenze” (PIL turistico, flussi in arrivo), ma vanno commisurati all’impatto sulla qualità della vita locale, ai tassi di congestione delle infrastrutture (mobilità, gestione rifiuti, risorse idriche) e all’accessibilità del mercato residenziale;
– la rivendicazione delle Zone Turistiche Speciali: la proposta sottesa alla Carta evidenzia un limite strutturale dell’ordinamento italiano: i Comuni con un’alta pressione turistica sono dotati di piante organiche e risorse tarate sul dato demografico dei residenti. Riconoscere una specificità normativa significa poter contingentare o pianificare gli accessi vettoriali (bus, vetture, sbarchi navali), modulare l’imposta di soggiorno in chiave perequativa e potenziare i servizi essenziali (Polizia Locale, sanità di prossimità) nei picchi stagionali.
Su questi punti i Sindaci hanno ribadito il valore strategico connesso al conseguimento degli obiettivi che stanno alla base della “carta” e che indubbiamente rafforza il potere interlocutorio di questi territori d’eccellenza rispetto a tutte le realtà istituzionali chiamate a dare risposte concrete.
L’adesione del Comune di Sorrento non è un atto formale, ma un passo geopolitico cruciale per l’intera area metropolitana campana. La Penisola Sorrentina e la Costiera Amalfitana condividono la medesima vulnerabilità geografica (arterie viarie uniche, fragilità idrogeologica, spazi fisici limitati), ma presentano modelli d’accoglienza storicamente differenti per ricettività e flussi. L’unione di intenti tra i due versanti abbatte la frammentazione amministrativa che finora ha impedito soluzioni condivise (come la gestione dei flussi sulla Statale 145 e 163). Sorrento che fa rete con Amalfi, Capri e altre primarie destinazioni nazionali permette di presentare al Governo centrale e alle Regioni un fronte compatto per chiedere poteri regolatori speciali.
Infine l’affermazione di un nuovo modo di fare turismo in Penisola Sorrentina si giocherà sulla capacità delle amministrazioni di affrontare la resistenza delle rendite di posizione locali.
Il turismo sostenibile richiede il coraggio istituzionale di mettere un freno alla crescita quantitativa incontrollata per preservare il valore qualitativo della destinazione. Se le comunità residenti continuano a spopolarsi a causa dell’inaccessibilità dei prezzi e dell’invivibilità quotidiana, la Penisola Sorrentina rischia la perdita d’identità decretando il declino dello stesso prodotto turistico che la rende celebre nel mondo.
ViC