Il paradosso delle elezioni massesi: il peso dei “non candidati” deciderà il risultato

Oggettivamente è un paradosso: la figura più influente del panorama politico-amministrativo, Giovanna Staiano, è fuori dai giochi nel senso che non è candidata alle elezioni del 24 e 25 maggio dopo aver raccolto il testimone di Lorenzo Balducelli, prematuramente scomparso, e traghettato il comune fino alla naturale scadenza.
Per Massa Lubrense possiamo parlare di un “anno zero” per quello che è accaduto e per gli scenari che si prospettano. Preso atto dell’impossibilità di ricomporre la frattura interna alla maggioranza, la Staiano si è sottratta a una campagna elettorale logorante basata sui rancori personali dimostrando di non essere attaccata ossessivamente al potere pur detenendo un “tesoretto elettorale” in termini di consensi personali e del suo gruppo in grado di spostare l’ago della bilancia orientando il voto verso l’uno o l’altro dei due contendenti.
In gioco c’è infatti anche la sopravvivenza politica futura e la Staiano ha le carte in regole per trasformare questo incidente di percorso in un’opportunità.
Molto dipende anche da come giocherà questa partita elettorale dall’esterno visto che il sostegno a uno dei due contendenti – Lello Staiano e Michele Pollio – può essere decisivo ai fini della vittoria o della sconfitta di un odei due aspiranti sindaci.

Lello Staiano, giunto al terzo tentativo di assurgere alla poltrona più alta del civico consesso, gioca la carta dell’esperienza e della resilienza. Rappresenta la memoria storica dell’opposizione che ora cerca di proporsi come baricentro di stabilità in un momento di caos della maggioranza uscente. Michele Pollio si presenta come “rottura con gli schemi del passato” puntando al rinnovamento generazionale e tecnico e intercettando il voto dei delusi e di chi vede nella “vecchia guardia” la causa dello stallo attuale.

Su cosa si gioca la partita elettorale?
Dove andranno i voti che fino a ieri sostenevano il duo “Balducelli-Staiano”? Se la sindaca e il suo gruppo confluissero su Michele Pollio, per Lello Staiano la strada diventerebbe impervia in quello che si potrebbe configurare come uno scontro tra “nuovo” e “storico“. Se invece sostenesse Lello Staiano punterebbe su una figura più solida e istituzionale per gestire la transizione.
Bisogna tener presente anche il fattore astensionismo per quanto è accaduto, trasformandosi il confronto elettorale in una lotta per la “poltrona“: in questo caso vincerà chi dispone della macchina organizzativa più forte.
Insomma l’esito delle elezioni dipenderà paradossalmente più dai “non candidati” che da chi è in lista e per la Staiano restare “ferma un giro” non significa uscire di scena: spesso il silenzio e l’assenza pesano più di mille proclami. Restando fuori dal consiglio, la Staiano preserva la sua immagine dai logoranti scontri quotidiani che caratterizzeranno i prossimi cinque anni. Si posiziona come la figura autorevole a cui la città potrebbe guardare nella prospettiva consentendole di dire: “io mi sono fatta da parte per non alimentare ulteriori divisioni, ora sono qui per ricostruire” giocando una vera e propria partita a scacchi a lungo termine.
Si tenga presente un altro dato importante: il ruolo decisivo svolto dalla Staiano per la nascita della DMO peninsulare per cui le è stata riconosciuta la carica di presidente di questo importante organismo comprensoriale. Confermarla in questo incarico significherebbe riconoscerle un ruolo strategico a livello peninsulare avendone titoli e capacità oltre che relazioni. Quando si tratterà di gestire la fase due della DMO con l’apertura ai privati, la futura amministrazione lubrense potrà puntare sulla Staiano per conservare la leadership del neonato organismo di promozione turistica in uno scenario amministrativo che vedrà il ritorno sulla scena della città di Sorrento e della nuova amministrazione comunale.
In tutto questo e nell’interesse del territorio valorizzare l’esperienza, la professionalità e le doti relazionali della Staiano significa per la Penisola Sorrentina intraprendere anche su questo fronte un percorso unitario di cui si avverte un sempre più impellente bisogno.