Commissione d’indagine ed elezioni… Una mortificazione che diventa opportunità!
Sulla nomina della “Commissione d’indagine per l’accesso al Comune di Sorrento” da parte del Prefetto di Napoli si sono lette e si continuano a leggere commenti, interpretazioni, supposizioni sullo svolgimento delle elezioni amministrtive indette per il 24 e 25 maggio quando andranno alle urne gli enti giunti a naturale scadenza (quelli che hanno goduto di una proroga a causa del covid com’è stato anche per Sorrento) e quelli scioltisi per varie ragioni. Com’è il caso di San Giorgio a Cremano e Portici dove i sindaci si sono dimessi (con successo) per candidarsi alle ultime elezioni regionali. Insomma è una tornata elettorale che, per quanto riguarda Sorrento, sarebbe stata ordinaria sotto tutti i punti di vista se non fosse successo quello che è successo. Sulla Commissione, prima che se ne concretizzasse la nomina, si è discettato in lungo e in largo, nella maggioranza dei casi senza avere una reale conoscenza dei fatti che hanno determinato una tale, inattesa decisione dai forti e negativi risvolti per l’immagine della città a prescindere dall’esito degli accertamenti da parte della triade preposta ai controlli.

Gaetano Milano, politico di vecchia data e oggi di nuovo amministratore delegato della Fondazione Sorrento, sponsor della candidatura dell’ex sindaco Ferdinando Pinto “per traghettare Sorrento in una nuova stagione“, è stato tra quelli che maggiormente si sono esposti nelle considerazioni sull’eventualità della nomina della Commissione. Leggiamo due suoi post dove, tra l’altro, si accusano gli scienziati della stampa locale… Il 4 febbraio scorso Milano scriveva: “La Commissione d’accesso per gli Enti Locali è prevista esclusivamente in caso di possibilità di infiltrazioni malavitose o in presenza di accertate gravi irregolarità. Dura 3 mesi, eventualmente rinnovabili. Questo dice la norma. E se la norma così dice gli scienziati della stampa locale mi dovrebbero spiegare quale ragione avrebbe l’insediamento di questa commissione nel caso di Sorrento, visto che ci stanno già 3 commissari. Di regola la Commissione interviene in presenza di organismi eletti, ma oramai abbiamo perso ragione e sentimento“.
E successivamente qualche giorno prima del 6 marzo (data di arrivo della Commissione) aggiungeva: “Commisione d’accesso: se fosse vero…resterebbe una anomalia. Ribadisco quello che già scrissi: di norma la commissione d’accesso arriva fa le sue verifiche e propone. Il ministro può decretare lo scioglimento degli organi elettivi omunali in caso di accertamento di infiltrazioni nelle attività dell’ente. Ma a Sorrento siamo già sciolti da tempo. Quindi il lavoro della commissione potrebbe diventare materiale per la Procura, non altro, a meno che…fosse vero, quindi sarebbe lecito porsi delle domande. Io le risposte le avrei ma sono solo supposizioni, quindi meglio tacersi. Intanto se qualcuno mi chiederà se si vota a maggio risponderò: credo di si. Lo dico per il prossimo sghignazzo“.

Abbiamo preso ad esempio Milano conoscendone la verve polemica e il saper stare al gioco dialettico di una politica che ha urgente necessità di recuperare una dimensione consona allo stato dell’arte sorrentino e alle aspettative di una città che, bisogna riconoscerlo, stenta ancora a fare i conti con quanto è accaduto. Tant’è che appare incapace di esprimere quella novità che rappresenterebbe un raggio di luce per ricostruire daccapo forma e sostanza di una comunità amministrativa, in primo luogo, e quindi della politica che dal palazzo deve guidare la quotidianità e lo sviluppo socio-economico in una chiave di sostenibilità a 360 gradi. Quello che è successo dall’insediamento del Commissario Scialla a oggi e il lavoro che il Prefetto ha svolto in un comune terremotato dall’inchiesta giudiziaria ha preso forma in atti, documenti, relazioni, accertamenti che, insieme alle indagini giudiziarie della Procura di Torre Annunziata, hanno evidentemente reso necessario questo ulteriore passaggio che nasce da due riunioni del Comitato provinciale per l’ordine pubblico indette dal Prefetto Di Bari sul caso-Sorrento.
Lo stesso clima amministrativo, tutt’altro che collaborativo con il Commissario Straordinario, ha concorso a elevare il livello di attenzione sull’ente che ha davanti a sè una straordinaria opportunità: quella di ripulirsi, se ci sarà da ripulirsi, per intraprendere un cammino nuovo scevro da pregiudizi e da condizionamenti di qualunque natura. L’interesse che ciò avvenga dovrebbe essere di tutti coloro che, forse troppo frettolosamente, pensano o aspirano a tornare a una normalità che non era normale, come purtroppo hanno dimostrato i fatti. Si tenga inoltre presente che, almeno fino a oggi, la componente politica è stata limitatamente (in qualche caso impropriamente) coinvolta in quello che è stato denominato “Sistema-Sorrento“, mentre gli accertamenti approfonditi riguardano la struttura amministrativa e gli uffici che producono gli atti, operano scelte, determinano effetti spesso su input politici, ma comunque con responsabilità proprie.
Quest’opera allora è assolutamente preziosa perchè solleva la futura amministrazione, e in particolare il futuro sindaco, dal dover adempiere ad atti che difficilmente la politica ha la voglia e la forza di fare per tutte le implicazioni, personali, politiche ed elettorali annesse e connesse. Allora si voterà o no a maggio a Sorrento? Dipende dall’esito degli accertamenti della Commissione che potrebbe ultimare anche prima dei canonici tre mesi il proprio lavoro. Se non dovessero essere accertate infiltrazioni e condizionamenti nella vita dell’ente (in modo diretto e/o per interposte persone) allora si andrà al voto a maggio. In caso contrario l’appuntamento con le urne sarà rinviato subordinatamente alle decisioni che saranno assunte dal Governo su proposta del Ministro dell’Interno.